Carpegna Prosciutto Basket Pesaro: al tifoso conviene abituarsi a chiamare la Vuelle così più a lungo possibile

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20 luglio 2019

La conferenza di presentazione del main sponsor

La conferenza di presentazione del main sponsor

PESARO – Carpegna Prosciutto Basket Pesaro. Dobbiamo abituarci a chiamarla così la nostra Vuelle, anzi speriamo che da un’abitudine, diventi una consuetudine, perché vorrebbe dire che il sodalizio continuerà per molto tempo, più della sola stagione 2019-20, formalizzata dalla firma del contratto, davanti ai tanti tifosi giunti all’Hotel Cruiser di Viale Trieste.

Un anno per conoscersi, per vedere come andranno le cose in riva al Foglia, non solo dal punto di vista sportivo, ma anche da quello economico, perché, per adesso siamo partiti piano, anche se di cifre non si è voluto parlare, ma non siamo lontani dal mezzo milione lordo, che può sembrare un importo anche modesto rispetto alle attese, ma l’importante era non farsi sfuggire la “balena” come dicono nei casinò di Las Vegas, ovvero quelli che i soldi da spendere ce li hanno in abbondanza, ma che per convincerli a tirarli fuori, devi metterli a proprio agio, farli sentire importanti, farli sentire parte del programma, perché ancora non si parla di progetto, ma l’obiettivo è quello, convincere un colosso del settore come i Salumi Beretta, ad investire una piccola parte del loro fatturato annuo di 800 milioni nella Vuelle, nel basket italiano ed in quello europeo, perché il prosciutto si mangia anche in Germania, Francia e Spagna, e partecipare ad una Coppa nel 2020 potrebbe essere un incentivo ad aumentare l’investimento, tanto più che ormai, non è più richiesto un buon piazzamento in campionato, basta far vedere di avere qualche soldino ed un palazzetto all’altezza, e sarà la stessa Fiba a darti una wild card.

Siamo praticamente all’inizio di un corteggiamento, dove il primo impatto è stato buono, grazie alla serietà, mai messa in discussione, del presidente Ario Costa, che avrà i suoi difetti, ma che non è mai stato un venditore di fumo, e quando è arrivato il momento di stringere l’accordo, ha presentato i conti in ordine della Vuelle, quelli che da sette anni sono stati fatti quadrare a dispetto dei risultati, quelli che fanno stare tranquilli chi ha deciso di sponsorizzare una squadra di basket, sport toccato solo marginalmente finora dai signori Beretta, che però sono presenti nello sport professionistico da oltre 20 anni, perché hanno capito che, per vendere un prodotto di massa, devi andare dalla massa, dal pubblico pagante, come quello di Pesaro, che ha iniziato ad inondare la pagina Instagram dei salumi Beretta, con le foto degli scontrini, per certificare che a Pesaro sarà il Prosciutto di Carpegna il più venduto da qui in avanti, e in questi tempi di social network, queste cose hanno sicuramente la loro rilevanza, e anzi invitiamo tutti i tifosi a continuare così, a far vedere che il Prosciutto di Carpegna potrebbe superare la concorrenza nella nostra provincia.

Ma non basta, si deve pensare in grande, si deve pensare ad un marketing aggressivo, che coinvolga le aziende del Consorzio, anche quelle non legate al mondo alimentare, perché, ad esempio, i cesti natalizi per la clientela, li regala anche chi vende i mobili, e farli preparare dai Salumi Beretta, non li farà diventare più ricchi, ma sarebbe un piccolo segnale della partecipazione di tutto il Consorzio, che è bene ricordare, rimarrà il proprietario della Vuelle anche per il futuro, dato che il nuovo sponsor non ha nessuna intenzione di diventare il nuovo Zanetti, quello che con il suo marchio Segafredo Caffè è diventato padrone e sponsor della Virtus Bologna, intenzionata a dare grosso fastidio a Milano nella lotta scudetto.

Si deve pensare ad eventi promozionali ad hoc, durante l’anno, sia all’interno della Vitrifrigo Arena, sia in giro per la provincia, a farli sentire importanti, magari prenotando venti posti in prima fila per le trasferte lombarde della Vuelle, dato che i Salumi Beretta hanno la loro sede in Brianza, e in quell’occasione si potrebbe sfoggiare la nuova maglia, quella giallo ocra presentata l’altro giorno, che ai puristi avrà fatto storcere il naso, ma il calcio ci insegna che ormai anche la terza maglia fa parte integrante del marketing, e comunque il biancorosso rimarrà il colore principale. Poi naturalmente, dovranno arrivare dei risultati sportivi consoni, che non vuol dire lottare per lo scudetto, ma togliersi dagli ultimissimi posti, senza porsi del limiti.

Con il precedente sponsor, le cose non sono andate a finire benissimo, con errori commessi da ambo le parti, che hanno facilitato l’uscita di Consultinvest da main sponsor prima del previsto, con la Carpegna Prosciutto si dovrà fare di meglio, si dovrà usare quest’anno insieme, per consolidare un rapporto appena nato, tra un’azienda che vuole usare il mondo del basket per allargare il suo giro d’affari, ed una società sportiva che vuole usare quei soldi per tornare nella parte buona della classifica, e abbiamo scelto il verbo usare non per caso, ma per far capire che nessuno ti regala più niente, che in un rapporto d’affari, ognuno deve avere il suo tornaconto, e che la Salumi Beretta non è un mecenate, disposto a regalare i propri soldi, ma un’azienda seria e pragmatica, che ha capito che il mondo dello sport è utile per consolidare il proprio marchio, e che, se gli chiederai di aumentare il loro contributo, non ti risponderanno: “No, non ce li abbiamo”, ma si metteranno intorno ad un tavolo a valutare la situazione, pronti a far la loro parte, e di questi tempi, non è una cosa da tutti.

Siamo all’inizio di un nuovo ciclo, o almeno lo speriamo, se ne è accorta anche la Legabasket, presente col suo presidente giovedì alla conferenza stampa, e che ha aggiornato il suo sito, spostando la Vuelle dall’ultimo posto al quarto, dato che le squadre vengono elencate in ordine alfabetico, mettendola tra il Banco di Sardegna e la De Longhi Treviso. Carpegna Prosciutto Basket Pesaro, senza abbreviazioni, al massimo non si userà la parola basket, che conosciamo bene, ma è giusto mettere tutte e due le nominazioni, perché ad esempio, pochi l’anno scorso hanno capito che l’OriOra, sponsor di Pistoia, era una bevanda, mentre se la chiami Carpegna Prosciutto, non avrai troppi dubbi su che prodotto si vuole veicolare, poi la chiameremo anche Vuelle, perché è giusto così, ma dalla fine dell’abbinamento con Scavolini, sono passati ormai sei anni, ed è giusto andare avanti e provare nuove strade.

 

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