Un po’ Pellegrini, un po’ Tartini: giovedì e domenica il doppio appuntamento del festival Musicae Amoeni Loci

Simone Sciocchetti

PESARO – “Un po’ Pellegrini, un po’ Tartini“. Così il Festival di musica antica Musicae Amoeni Loci lancia il musicista pesarese attivo nel periodo della Controriforma a Milano. Il suo “Magnificat”, parzialmente conservato all’Oliveriana, è la nuova Hit del Festival, mentre il “Trillo del Diavolo” di Giuseppe Tartini da Pirano resta il primo tormentone in classifica per la calda estate culturale pesarese del 1713. Un appuntamento diviso in due atti: il primo giovedì 25 luglio alla Chiesa In Nome di Dio, il secondo atto domenica 27 luglio a Santa Maria dell’Arzilla.

1° ATTO

Una delle rappresentazioni del festival Musicae Amoeni Loci 2019 (Foto Franco Sarti)

Una delle rappresentazioni del festival Musicae Amoeni Loci 2019 (Foto Franco Sarti)

Non serve un esperto di araldica per capire che se uno si chiama Pellegrini è segno che discende da chi si è spostato spesso per motivi devozionali. È sicuramente per rispetto a questa “vocazione” che è stato necessario cambiare di luogo il quartultimo concerto del Festival che si terrà non più alla Biblioteca Oliveriana (come da cartellone), ma alla vicina chiesa barocca “In Nome di Dio”. Senza nulla togliere all’amata biblioteca, direi che l’inconveniente è più che conveniente per la bellezza, per l’acustica e per la sacra affinità col repertorio. Vincenzo Pellegrini (1562 – 1630), seminarista e Maestro d’organo di Galeazzo Sabbatini (per chi ricordasse il “thriller” della scorsa edizione…) fu musicista pesarese attivo a Milano, più precisamente Maestro di Cappella nel Duomo di Milano. Questo non è poco! Autore a cavallo tra Cinque e Seicento prestò, in terra ambrosiana, un encomiabile servizio musicale e liturgico in un periodo delicatissimo per la Chiesa di Roma. Fu autore di ottime pagine di “canzoni” per strumenti a tastiera, in particolare per organo, e tutta la sua produzione musicale conosciuta gravita intorno al genere sacro. La Biblioteca Oliveriana raccoglie il manoscritto di un pezzo del Magnificat tratto da una raccolta dell’autore, con la particolarità di fornirci solo metà tessitura, in quanto le parti oggi disponibili sono solo quella dei registri di contralto e soprano. Insieme all’“incompiuta” del Pellegrini, il MAL mette in repertorio altri compositori suoi contemporanei come il già celebrato Bartholomeo Barbarino detto il Pesarino (1568 – 1617). Cosa pregevole e rara: il concerto sarà occasione per onorare le “quote rosa” in musica e ci farà gustare anche composizioni femminili, tratte da una compilation… pardòn… antologia di Angelico Patto. Tra i nomi spiccano quello di Claudia Sessa e di Rosa Giacinta Badalla. L’introduzione al contesto storico musicale della Prof.ssa Maria Chiara Mazzi, il canto della bravissima Alida Oliva, soprano e flautista, l’accompagnamento clavicembalistico di Sir Willem Peerik saranno gli ingredienti principali della serata. Come da protocollo, non mancheranno altri veri ingredienti molto edibili e molto potabili gentilmente offerti da: Vini “Il Conventino” di Monteciccardo, Salumi Alessi e Forno Mosca di Villa Ceccolini. Tutti schierati e pronti per il calorico rinfresco.

 Giovedì 25 luglio, ore 21.15

Pesaro, Chiesa In Nome di Dio (cambio luogo rispetto al programma)

VINCENTII PELLEGRINI PISAVRENSIS

Vita e opere del musicista pesarese Vincenzo Pellegrini (1562-1630)

Maria Chiara Mazzi: relatrice

Alida Oliva: soprano

Willem Peerik: clavicembalo

2° ATTO

SANTA MARIA DELL’ARZILLA – Location bucolica e atmosfere efficaci quelle dell’Azienda Agricola Apearzilla già per l’edizione del 2018 che ha portato notevole affluenza di pubblico e apprezzamenti per il programma rossiniano. È passato un anno e il Cigno di Pesaro sta cedendo il testimone festaiolo a Giuseppe Tartini del quale si onorerà il 250° dalla morte nel 2020. Anno 1714, arcata dopo arcata, crini di cavallo e pece a profusione e Tartini scopre che, con la vibrazione di un bicordo all’intervallo di V, si ottiene un “terzo suono”… ossia quel certo nonsoché percepito come un armonico più grave che, molto probabilmente, era utile per creare maggiore “armonia” tra l’esecutore virtuoso e le più belle ascoltatrici dell’epoca. Niente affatto! Il “terzo suono” è importante e Giuseppe Tartini, a parte qualche fumosa leggenda come quella sulla genesi del ‘Trillo’ e sulla sua sepoltura (i violinisti non si danno pace né da vivi né da morti), è un musicista serio. Strumentista eccelso e compositore, si dedicò scientificamente alla teoria musicale (Trattato di musica secondo la vera scienza dell’armonia – 1754; De’ principi dell’armonia musicale – 1767) e quindi a tutti i dettagli più minuti che la fisica acustica può regalare alla musica facendo la differenza. In fondo che cos’è un artista se non uno che più di chiunque altro lavora sui particolari? Tommaso Luison con il violino barocco e le corde di budello, sarà il traghettatore nelle atmosfere del compositore istriano, con lui Mattia Cipolli al violoncello barocco, Giorgio Pinai al traversiere e Willem Peerik al clavicembalo sotto il marchio di Ensemble Frequenze Diverse Bologna. In team con Tartini, in un repertorio kubrickiano alla Barry Lyndon: l’immenso Georg Friedrich Händel in difesa e Arcangelo Corelli in porta.

L’appuntamento nasce da una proficua collaborazione tra Musicae Amoeni Loci e il Tartini Festival di Pirano in Slovenia. Per chi desiderasse una Tartàre: alle 19,00 è programmato un apericena con prodotti e degustazioni della Cantina Crespaia di Fano, mentre a fine concerto, con il calar della notte, degli zuccheri e dei sali minerali, la Pro Loco di S. M. Arzilla tenterà irresistibilmente i palati in vibrante risonanza con il “terzo suono” e con quel misterioso intervallo di quarta eccedente o di quinta diminuita che i nutrizionisti medievali definivano “Diabolus in musicae amoeni loci”.

Sabato 27 luglio, ore 21.15

Santa Maria dell’Arzilla,

Via Lunga presso Azienda Agricola Apearzilla

L’ARMONIA DI TARTINI

La teoria del Terzo Suono nella sua musica

Ensemble Frequenze Diverse, Bologna

Tommaso Luison: Violino

Giorgio Pinai: Traversiere

Mattia Cipolli: Violoncello

Willem Peerik: Clavicembalo

 

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