Gp di Germania, vince Verstappen davanti a un grande Vettel: nella gara più pazza dell’anno a muro Leclerc e Bottas, Hamilton 11esimo

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29 luglio 2019

HOCKHENEIM (Germania) – Vittoria di Max Verstappen con la Red Bull, nella gara più avvincente e se vogliamo più pazza di questa stagione. Al secondo posto con una rimonta spettacolare chiude Sebastian Vettel, partito ventesimo il tedesco che fino a questa mattina era considerato in crisi profonda aggravata anche dal problema alla sua SF90 H, fatto che ieri non gli aveva permesso di disputare le qualifiche, relegandolo in ultima fila. Terzo posto a sorpresa ma meritato per la Toro Rosso del russo Kvyat, bravo a sfruttare la situazione e riportare sul podio la monoposto di Faenza, ex Minardi. Una gara piena di colpi di scena, fino all’inverosimile, condizionata dalla pioggia alternatasi su Hockenheim, che ha premiato chi ha sbagliato di meno e chi ha saputo indovinare le strategie. Proviamo a ricapitolare il meno convulsamente possibile, cosa difficile visto quanto successo in gara.

Mercedes
“Padrona” di casa e del mondiale l’armata tedesca, celebrava oggi i 125 anni dalla fondazione, con una tribuna tutta “dedicata”. Fino a metà gara per le “Stelle” d’Argento sembrava profilarsi l’apoteosi con l’ennesima possibile doppietta, Hamilton, saldamente in testa e partito dalla pole, Bottas, secondo distanziato e con la pressione di Verstappen, comunque in vantaggio come strategia. Poi inizia la caduta delle “Stelle”. Giro numero 29, dopo l’uscita di Leclerc, come vedremo più avanti, Hamilton approfitta della Safety Car, montando le slick, una scelta un po’ azzardata anche se altri lo avevano già fatto, visto lo stato della pista ancora umida. Il britannico alla ripartenza si gira e va a muro rischiando di colpire la Ferrari di Leclerc. Danneggia il musetto e come se non bastasse, forse un po’ in “bambola” visto che correva con la febbre, taglia un pezzo di pista proibito dal regolamento e finisce con avere 5 secondi penalità. Situazione che diventa ancor più tragica e perfino comica, quando rientrato ai box, i meccanici che non avevano visto o capito il problema alla Mercedes numero 44, impiegano quasi 40 secondi, dopo aver “girovagato” nel garage, per rimandare in pista Hamilton. Ripartito ultimo il penta campione inizia a rimontare e con i cambi degli altri arriva a ridosso della zona punti, ma a dici giri dalla fine, va nuovamente in testa coda e si accoda mestamente in 11 posizione. Tutto sulle spalle di Bottas, che a pochi giri dalla fine in lotta con i sorprendenti Kvyat,Stroll e Sainz, stampa anche lui la sua Mercedes nello stesso punto di Leclerc e Hulkenberg, anche lui andato a muro quando combatteva per il podio. Disastro Mercedes, che da tempo memorabile non finiva un gran premio senza nemmeno un punto.

Ferrari
Sottolineando ancora l’impresa di un Vettel speriamo definitivamente ritrovato, che con gli ultimi quattro giri a tempo di record infila una sequela di avversari e sale sul secondo gradino del podio, veramente tanto di cappello oggi al tedesco. Leclerc, oggi ritorna ad essere un po’ ridimensionato, nonostante una gara da podio e forse da potersi giocare la vittoria, il giovane monegasco, rovina tutto con un’uscita meno cruenta delle altre viste oggi, ma letale per lui insabbiato, arrabbiato e deluso, anche nei confronti del team che gli avevano ricostruito una gara dopo la qualifica anche per lui tribolata di ieri che lo aveva visto decimo. Una Ferrari “pazza” tanto quanto il gran premio, venerdì volava, ieri disastro assoluto ed oggi gara da incorniciare nonostante gli episodi di cui sopra.

TOP TEN
Torniamo anche qui al podio, per celebrare la grande gara di Danyl Kvyat, il russo di “Roma” diventato papà nella nottata di ieri, ritrova lo smalto di quando era una promessa poi mai sbocciata, grande soddisfazione anche per i nostri colori, visto che la Toro Rosso è una monoposto italiana, come sede e come molti sui dipendenti, continuando la stupenda favola della Minardi. Quarto posto per un altro giovane, Lance Stroll, conosciuto più per la ricchezza della sua famiglia, che gli ha comperato il team, che per le sue doti di pilota, oggi il canadese da una soddisfazione ai suoi e mitiga un po’ le malelingue. Quinto Sainz, che conferma la crescita della McLaren. Sesto un altro giovane promettente, Albon, l’anglo-thailandese compie la sua impresa e fa “doppietta” nei punti per la Toro Rosso. Settimo un sempre positivo Raikkonen, il “vecio” è stato anche in odore di podio, comunque ancora punti per l’Alfa Romeo Racing, anche per lei doppietta nei punti con Antonio Giovinazzi ottimo nono. Ottava e decima posizione per la Haas, con Grosjean e Magnussen, quindi un’altra doppietta in questo gran premio, importante anche per il team americano, nonostante l’ennesimo tentativo di gettare al vento il risultato da parte dei suoi piloti ancora in contatto fra di loro nei giri finali. Finalmente una bella gara, con un grande Max Verstappen, sempre più saldamente al terzo posto nel mondiale con la Red Bull, seconda nel costruttori. Se la Ferrari riesce a concertare tutte le cose positive in suo possesso in un solo gran premio e la Mercedes incappa in qualche altra giornata negativa, non necessariamente come oggi, forse potremmo vedere delle belle gare da qui in poi a partire da domenica prossima in Ungheria. Unica riflessione è quella che per vedere un po’ di spettacolo si deve aspettare la pioggia invece che la battaglia in pista come deve essere per la F.1.

ORDINE DI ARRIVO GP DI GERMANIA

  1. VERSTAPPEN – RED BULL

  2. VETTEL – FERRARI

  3. KVYAT – TORO ROSSO

  4. STROLL – RACING POINT

  5. SAINZ – McLAREN

  6. ALBON – TORO ROSSO

  7. RAIKKONEN – ALFA ROMEO RACING

  8. GROSJEAN – HAAS-FERRARI

  9. GIOVINAZZI – ALFA ROMEO RACING

  10. MAGNUSSEN – HAAS-FERRARI

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