Scene di scarsa educazione in strada al momento di tornare a casa la sera

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31 luglio 2019

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PESARO – Al momento di tornare a casa, la sera, per guadagnare, quando va bene, non più di un minuto (ma – ce lo siamo chiesto? – cosa è un minuto rispetto ai rischi che corriamo e facciamo correre agli altri), siamo disposti a calpestare ogni regola, anche la minima, di convivenza civile. Non che le cose vadano meglio nelle altre ore del giorno in un paese che ha abolito l’educazione civica dalle materie obbligatorie nell’impegno scolastico, con tanto di esame, con le famiglie che hanno delegato l’educazione ai telefoni cellulari. Nel senso che pure di non avere rotture di scatole, regalano i telefoni ai figli lasciandoli liberi di fare gli affari propri. Se poi capita che un professore chieda conto di certi comportamenti dei ragazzi, i genitori di precipitano a scuola ad aggredire il docente. Così va il mondo (italiano) ai tempi dei social, dove conta più apparire che essere, insultare che dialogare, vantarsi anziché studiare.

Detto questo, le foto illustrano meglio d’ogni parola ciò che accade sulle strade dove, se qualcuno ha raccontato, smentendosi presto, che “uno vale uno”, c’è chi si sente “più uno” degli altri.

La prima foto mostra un automobilista che, in un parcheggio San Decenzio praticamente vuoto, va tranquillamente contromano per evitare di allungare la strada.

La seconda un ciclista che, provenendo dalla stazione ferroviaria, taglia la strada a tutti, passa con il rosso e guadagna, appunto, un minuto.

La terza, allo stesso incrocio (24 Maggio-Bixio), ha per protagonista una donna che, mentre altri attendono il verde, passa con il rosso.

La quarta una ciclista che passa col rosso, pedala sul marciapiede e telefona.

La quinta è l’emblema dell’arroganza di chi non vuole fare la coda. È stata scattata in Via Belgioioso, dove, causa lavori, si transita per un tratto a senso unico alternato grazie a un semaforo. Gli automobilisti sono fermi, in coda, alcuni scooteristi non ci stanno e superano la fila percorrendo salendo sull’isola spartitraffico. Uno, due, tre, quattro, cinque, sei scooteristi. Ne abbiamo contati una decina, mentre altri hanno atteso educatamente che il semaforo segnalasse il via libera alla coda. Perché non tutti sono “più di uno”, maleducato”.

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