DeJuan Blair, ecco la scommessa più importante del mercato Vuelle

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6 agosto 2019

blairPESARO – Questo mercato estivo della Carpegna Prosciutto è stato caratterizzato da una serie infinita di scommesse e con l’ultimo acquisto, si è voluto alzare ancora di più il tiro, non perché la Vuelle abbia preso l’ennesimo giovane ancora tutto da scoprire, anzi stavolta siamo andati su un 30enne dal curriculum importante, ma è innegabile che Dejuan Blair, appena firmato dalla Vuelle, con un contratto annuale, rappresenti la scommessa più importante messa sul piatto dal Presidente Costa, che in un paio di giorni ha chiuso una delle trattative più importanti della sua gestione. Blair infatti è un centro di 203 cm per 125 kg, con una caratteristica fisica particolare, gioca senza i legamenti crociati anteriori di tutte e due le ginocchia, fattore che solitamente ti impedirebbe addirittura di camminare regolarmente, figuriamoci giocare da professionista, ma esistono le eccezioni e Blair sembra essere proprio una di queste, dato che ormai è da diversi anni che ci convive senza apparenti problemi, chiaro che questo problemino gli ha impedito di rimanere in Nba, dove ha giocato più di 400 partite, tra San Antonio, Dallas e Washington, compagno di campioni come Tim Duncan e Manu Ginobili, ma la sua carriera professionistica è continuata regolarmente tra G-League, Russia, Argentina, Cina e Uruguay, e superati i 30 anni, ha accettato di confrontarsi con una realtà completamente nuova come quelle italiana, dove lo aspettano non 60-70 partite all’anno, ma solamente 32, con ritmi completamente inferiori da quelli asfissianti d’oltre Oceano.

Intendiamoci bene, se Blair fosse stato integro al 100%, non ci avrebbe neanche pensato di dover cercare Pesaro su Google Maps, perché, per intenderci, nel 2016 guadagnava due milioni di dollari, cifra con cui la Vuelle affronta un’intera stagione, e in carriera ha superato i 9 milioni di dollari guadagnati con la palla a spicchi, ma dopo aver valutato diverse opzioni, ha scelto la tranquillità del nostro campionato, dove i ritmi sono più lenti, dove affronterà avversari meno tosti di quelli a cui abituato e dove non gli si chiederà di fare il fenomeno, ma di essere il leader emotivo di un gruppo completamente nuovo, che vedrà in lui il punto di riferimento, l’uomo in un gruppo di ragazzi, quello che ha vissuto da protagonista quei traguardi che gente come Drell, Eboua e Barford vorrebbero raggiungere nelle prossime stagioni.

Che tipo di giocatore è Dejuan Blair?

Tra età e problemi alle ginocchia, la sua esplosività giovanile è andata via via scemando, ma questo è uno che sa giocare a pallacanestro, uno con una tecnica da manuale, con movimenti sul piede perno di altissima scuola, un gioco spalle a canestro che a Pesaro abbiamo visto eseguire l’ultima volta da Demarco Jonhson, una varietà di soluzioni offensive difficili da comprendere per i pivot moderni, quelli nati col pick and roll, che hanno come unico schema quello di aspettare lo scarico di un compagno, Blair invece sa costruirsi un tiro, sa usare il tabellone, sa muoversi sulla linea di fondo, sa concludere in semi gancio da tre-quattro metri, sa come procurarsi i falli, andando poi in lunetta con una percentuale intorno al 65%. Non gli manca neanche la capacità di andare a rimbalzo, soprattutto di posizione, sia offensivo che difensivo e il tiro dai quattro metri è un’arma che può usare per aprire l’area, e in difesa, ha chili ed esperienza per farsi valere, anche se probabilmente non stopperà come ai tempi belli.

Concludendo, con Blair la Vuelle si è giocato il jolly, quello che può cambiare le carte in tavola, ma che se rimane in fondo al mazzo può rovinarti la partita, un rischio speriamo calcolato, comprensibile a questo punto della stagione, perché in una Carpegna Prosciutto giovanissima, serviva un 30enne esperto e capace di farsi valere anche nello spogliatoio, e se hai la possibilità di prendere un giocatore scelto al numero 37 nel draft 2009, che in Nba ha giocato 424 partite, con una media di 6.8 punti e 5.1 rimbalzi in 15 minuti medi di utilizzo, non te la fai sfuggire, anche se sai che è rischioso, che quelle ginocchia potrebbero fargli uno scherzetto in qualsiasi momento e che negli ultimi tempi, più che il suo conto in banca, è cresciuto il suo peso, ma Blair comunque non è un ex giocatore, al recentissimo torneo Tbt, quello dove Barford ha viaggiato a 24 punti di media, si è fatto valere, mostrando quelli doti da ballerino del parquet che ne hanno sempre caratterizzato la carriera.

Si è concluso così il mercato estivo della Carpegna Prosciutto, un mercato pieno di incognite, ma anche affascinante, che metterà in mano a coach Perego una Vuelle tutta da scoprire, ma sicuramente intrigante da allenare, con tante scommesse da vincere e poche certezze su cui contare, ma tanto ci siamo abituati.

CARPEGNA PROSCIUTTO BASKET PESARO 2019-20:

 

                                               TITOLARI                                         PANCHINA

PLAYMAKER                       PUSICA                                            MUSSINI

GUARDIA                              BARFORD                                        MIASCHI

ALA PICCOLA                     DRELL                                              EBOUA

ALA GRANDE                      THOMAS\                                         ZANOTTI

CENTRO                               BLAIR                                               TOTE’

 

COACH FEDERICO PEREGO

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