Rof numero 40, nei due teatri fervono i lavori. Il sovrintendente Palacio ci porta nel mondo delle tre opere

38E455A3-E836-4D66-B3B3-EB043F3205B7PESARO – E’ incominciata la settimana che porta all’apertura del Rof XL, la quarantesima edizione del “tesoro di Pesaro”. Nei due teatri fervono i lavori. Due teatri perché quest’anno si deve fare a meno anche dell’Auditorium Pedrotti, oltre che del PalaFestival di Viale dei Partigiani, il Godot della città cresciuta nell’attesa che la promessa dell’ex sindaco Ceriscioli diventasse realtà e invece è una barzelletta, ma di questo, se si escludono i malumori dei melomani che arrivano da fuori, non troviamo traccia al di fuori di pu24.it

“Le prove vanno molto bene, senza intoppi – conferma il sovrintendente Ernesto Palacio –. Stasera è in programma l’antegenerale di Semiramide”, incominciata alle 19 alla presenza di 600 studenti che seguiranno la prova per circa 50 minuti. L’opera dura 4 ore e 25 minuti.

Semiramide è una nuova produzione coprodotta con L’Opéra de Wallonie di Liegi. Diretta da Michele Mariotti e messa in scena nella Vitrifrigo Arena da Graham Vick, aprirà il Rof con la prima di domenica sera (repliche 14-17-20).

BC5A8817-1EAD-4C5D-8156-621E05F1C3E6L’altra nuova produzione è L’equivoco stravagante diretto da Carlo Rizzi e ideato da Moshe Leiser e Patrice Caurier (martedì 13 agosto, Vitrifrigo Arena, ore 20; repliche 16-19-22).

La terza opera è la ripresa del rarissimo Demetrio e Polibio nell’allestimento firmato da Davide Livermore. Sul podio Paolo Arrivabeni (Teatro Rossini 12-15-18-23 ore 20).

7FA38A35-390E-45BF-B1EA-7C29DF364EC2“Tre situazioni totalmente diverse per musica e produzione. Sarebbe bello che questi titoli si potessero vedere anche in altri teatri. Conoscete già il lavoro di Livermore. Per quanto riguarda L’equivoco, la parte attoriale è curata nel minimo dettaglio. Gli interpreti sono vestiti in maniera caricaturale, dall’inizio alla fine. Donna, uomo, gender, Tanti doppi sensi molto divertenti voluti da Rossini. Sono convinto che il lavoro piacerà molto. Semiramide è di Vick, e quando dico Vick intendo che sarà un’opera molto intellettuale. Troverete situazioni inedite”.

Per Ilaria Narici, direttrice dell’edizione critica della Fondazione Rossini, “La presenza di Vick è una pietra miliare in un soggetto così importante. La sua lettura è uno spartiacque, fortemente caratterizzata ideologicamente, come ricordiamo per il Mosè in Egitto che suscitò tanta discussione e polemica. Vick non sceglie mai la via ovvia, scontata. Cerca sempre di leggere nelle pieghe della musica. Lavorando a stretto contatto con direttore e interpreti, legge la tragedia di due grandi temi: l’incesto e il matricidio”.

“Ho seguito le prove – aggiunge Palacio – perché ho voluto capire cose che non mi risultavano così evidenti. Vick sta riflettendo ancora sulla visione delle cose e potrebbe cambiare anche stasera o magari lo farà per la generale o per la prima. Nel finale, Arsace ammazza sua madre, per sbaglio: non ha capito, voleva uccidere Assur. È il destino che l’ha obbligato a farlo fin dall’inizio”.

Palacio ha parole importanti anche per i giovani allievi dell’Accademia Rossiniana, alcuni dei quali si sono esibiti domenica sera nel concerto vocale in collaborazione con lo Iopra, l’Istituto Oncologico Pesarese per la Ricerca e l’Assistenza. Assente Paola Leoci, purtroppo colpita da un lutto in famiglia, hanno strappato applausi Giuliana Gianfaldoni, pure reduce da una malattia che l’ha lasciata con poca voce, peraltro sempre molto bella, Chiara Tirotta, Matteo Roma, Jan Antem, Andrei Maksimov e Dean Murphy, accompagnati al pianoforte da Rubén Sánchez-Vieco e seguiti in sala da Nicholas Nägele che li dirigerà ne Il viaggio a Reims del 18 e 20 agosto (Teatro Rossini ore 11)

“Il Viaggio va avanti con ottime voci. Abbiamo scelto diciotto cantanti fra più di trecento che avevano fatto domanda all’Accademia. Ho ricordato ai diciotto che hanno una grande responsabilità, visto che li abbiamo considerati i migliori. Qualcuno andrà via come è arrivato a Pesaro: bravo era e bravo rimane. Ma c’è chi migliora tanto perché è una spugna e assorbe tutti i consigli, migliorandosi. Sì, andrà via decisamente migliore. Quest’anno in cartellone abbiamo 17 ex allievi dell’Accademia, alcuni anche della precedente edizione. Li guida Antonino Siragusa, il più anziano del gruppo”.

Diciassette presenze importanti, ma un obiettivo del Rof è anche portare voci nuove.

“Quest’anno ne abbiamo nove – aggiunge Palacio – Fra queste, Angela Meade, soprano statunitense che sarà protagonista nel Gala XL del 21 agosto (ma anche del concerto del 17 pomeriggio; ndr). Sarà una celebrazione che trasmetteremo in diretta nello schermo allestito in Piazza del Popolo. La prima parte sarà dedicata al Rossini buffo, la seconda al serio. Saranno protagonisti cantanti importanti. Carlo Rizzi dirigerà l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, per la terza stagione con noi”.

L’Orchestra della Rai sarà impegnata anche in Semiramide e L’equivoco stravagante.

Per Demetrio e Polibio è già al lavoro la Filarmonica Gioachino Rossini, mentre l’Orchestra Sinfonica G. Rossini s’appresta a iniziare le prove del Viaggio a Reims.

“Mi sembra doveroso sottolineare che la presenza di 600 giovani all’antegenerale di Semiramide è un buon punto di partenza. Ho detto loro che hanno la responsabilità di portare in giro per il mondo il nome di Pesaro, la città di Rossini”.

Palacio sottolinea con piacere uno dei concerti.

“È quello in programma alle ore 11 di giovedì 15 agosto nel Teatro Rossini: Rossinimania con gli Italian Harmonists. Il titolo è Classicheggiando con Rossini. Voci dalla Scala in concerto. È un gruppetto di coristi della Scala. Sono bravissimi, fanno arrangiamenti di arie di Rossini, compresa quella Figaro”.

Uno sguardo al futuro…

“Abbiamo visto e approvato il progetto di Michele Mirabella per trascorrere il compleanno del 29 febbraio 2020 con L’Italiana in Algeri. In quei giorni noi saremo a Muscat, in Oman, con L’inganno Felice. I titoli del prossimo anno: Moïse et Pharaon per la regia di Pizzi con Giacomo Sagripanti sul podio; Elisabetta regina d’Inghilterra con la regia di Livermore ed Evelino Pidò sul podio; La cambiale dei matrimonio, nuova coproduzione con l’Opera dell’Oman, diretta da Dmitry Korchak, regia di Laurence Dale”.

Le tre foto delle opere (dall’alto Semiramide, L’equivoco stravagante e Demetrio e Polibio) sono di Amati e Bacciardi

 

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