La “cartolina-sberleffo” di una ciclista: “Telefono mentre pedalo. È proibito, lo so, ma qui non fanno multe”

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3 settembre 2019

PESARO – Una cartolina per i vigili urbani. O forse uno sberleffo. Nella città che vanta la tolleranza zero nei confronti dei padroni dei cani che fanno il bagno e degli ambulanti irregolari che vendono in spiaggia, abusivamente, c’è chi è consapevole di commettere un’infrazione, che però non considera grave, ma è sicura che non pagherà alcuna conseguenza.

“Lei mi rimprovera di telefonare mentre pedalo, che è contro la legge, ma tanto qui non fanno le multe”.

La signora, circa cinquant’anni ben portati, accento emiliano, ha perfettamente ragione. In verità ha torto, e lo sa, ma ha ragione quando afferma che qui, a Pesaro, dove l’assessore Pozzi dichiara che “le nostre forze di polizia stanno facendo un grande lavoro per la sicurezza dei cittadini…”. Sicuramente di quei cittadini che hanno sollecitato l’intervento dei vigili urbani per multare il padrone del cane che faceva il bagno in mare. Chissà se questi cittadini, così ligi nel chiedere di colpire i cani e i loro padroni, rispettano tutte le regole, se quando vanno in bicicletta telefonano mentre pedalano, o se pedalano sul marciapiede.

Perché l’assessore Pozzi dovrebbe sapere che le regole devono essere rispettate sempre. E i vigili urbani dovrebbero farle rispettare, sempre. Invece, se ciò che ci ha raccontato un vigile urbano è vero, dal primo gennaio 2019 a un paio di settimane fa, nessun ciclista è stato multato perché colto a pedalare telefonando o visto pedalare sul marciapiede.

A proposito, assessore Pozzi, lo sa che il primo a dare il cattivo esempio è il suo sindaco, anzi il sindaco di tutti noi?

Dunque, la signora emiliana in vacanza, crediamo, non ha torto quando afferma che qui, nella città dove “le forze di polizia stanno facendo un grande lavoro per la sicurezza dei cittadini”, non tutti i cittadini godono della stessa tutela. Per esempio, chi cammina e deve fare i conti in ogni angolo della città con automobilisti e motociclisti incivili, ma anche con ciclisti maledettamente poco educati, perché sarà anche un estremista chi ha affermato che in Italia ci sono troppi telefoni intelligenti in mano a proprietari che sono poco dotati di raziocinio. Figuriamoci di senso civico.

Abbiamo visto giovani genitori trasportare bimbi in tenera età e telefonare mentre pedalavano. Che giudizio dare di loro? Ci piacerebbe conoscere l’opinione dell’assessore Pozzi e del comandante della polizia municipale, ai quali, oltre che la “cartolina” firmata dalla turista, giriamo alcuni quadri poco edificanti.

Le fotografie sono volutamente corrette per evitare l’identificazione dei ciclisti, sperando peraltro si riconoscano.

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