Martedì 24 settembre palla a due sul 98° campionato di Serie A di Basket. L’analisi di Pu24 delle 17 protagoniste (Prima Parte)

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18 settembre 2019

PESARO – Martedì 24 settembre prenderà il via il 98esimo campionato di pallacanestro, torneo particolare, dato che sarà a 17 squadre, nella speranza, neanche tanto remota, che dal 2020 si tornerà a 16, visto che l’esperimento a 18 è naufragato, e col blocco dei ripescaggi, la possibilità che qualcuno “salti”, dal punto di vista economico, non è poi così remota, perché il basket italiano continua a navigare a vista, senza title sponsor, dopo l’uscita di Poste Italiane, senza un reale progetto di espansione, con la clausola della capienza minima – 5000 posti – che è andata in soffitta, così come la riforma del campionato juniores, troppa costosa da mettere in pratica, anche se col rientro in serie A della Fortitudo, di Treviso e di Roma, il pubblico aumenterà rispetto all’anno precedente, e i massimi dirigenti ne approfitteranno, per convincerci che va tutto bene.

Nonostante tutto però, qualche segnale di speranza arriva, merito soprattutto dei mecenati come Armani, che continua ad investire fior di milioni nella sua Olimpia, a cui quest’anno si è aggiunto, in maniera prepotente, anche il sig. Zanetti, “mister Segafredo”, che ha deciso di investire pesantemente nella Virtus, con l ‘obiettivo di entrare in Eurolega, o direttamente, conquistando la finale di Eurocup, o tramite wild card, e quando hai due palazzetti capienti – PalaDozza e Casalecchio – e un mucchio di soldi da mettere su piatto, solitamente il matrimonio è destinato a consumarsi, visto che la Virtus attuale, sembra già attrezzata per l’Eurolega, con Teodosic, leader di una squadra profonda e di talento, che si candida fin d’ora a principale antagonista dell’Armani, in un poker di candidate allo scudetto, che si allarga fino a Venezia, campione in carica, e Sassari.

Poi, dal quinto posto in giù, può succedere di tutto, con i restanti quattro posti per i playoff, che saranno contesi da Reggio Emilia, Trento, Brescia, Cremona, Brindisi e Varese, ma anche Trieste e la Fortitudo non sembrano troppo distanti, chi rimarrà allora a lottare per non retrocedere insieme alla nostra Vuelle? Sicuramente Pistoia, forse Roma e Cantù, e anche Treviso potrebbe rischiare qualcosina, ricordandovi che saranno due le squadre che retrocederanno in serie A2, anche se qualcuno dovesse fallire, dato che non sono previsti ripescaggi, ma naturalmente, il nostro giudizio è basato sui roster attuali, consci che, col mercato sempre aperto, basta un niente per cambiare le carte in tavola, per ribaltare i pronostici, come quelli che davano già fuori dai playoff Sassari lo scorso gennaio, con il Banco di Sardegna che poi è arrivato a gara sette per lo scudetto, dopo l’arrivo di coach Pozzecco.

Come ogni anno, vi forniremo una breve descrizione di tutte le squadre, chi potrebbero essere le stelle e le sorprese, e quale dotrebbe essere il loro obiettivo da raggiugere, non proprio alla lettera, ma per settori, divisi tra “scudetto” (non c’è bisogno di chiarimenti), “finale scudetto”, ovvero chi dovrebbe arrivare tra le semifinaliste, “playoff”, ovvero chi non dovrebbe avere problemi ad arrivare tra le prime otto, “accesso ai playoff”, ossia chi punta all’ottavo posto, ma si potrebbe accontentare anche di una posiziona tra le prime dieci, “salvezza tranquilla”, ovvero chi si dovrebbe piazzare dall’11esimo al 13esimo posto, e “salvezza” traguardo che sognano le ultime quattro squadre del nostro ranking.

Seguendo la classifica finale dello scorso anno, iniziamo dai campioni d’ Italia in carica:

 

UMANA VENEZIA

Austin Daye

Austin Daye

Squadra che vince non si cambia, e in laguna hanno deciso di seguire questo motto, dato che praticamente hanno confermato in blocco i protagonisti della scorsa stagione, rimediando solamente alle partenza di Haynes e Biligha, con gli arrivi di Ike Udanoh e Jeremy Chappell, mentre Ariel Filloy è tornato a Venezia, dopo il fallimento di Avellino, faranno parte del roster anche il lungo Francesco Pellegrino a il 16enne Davide Casarin, uno dei giovani più promettenti dei nostri vivai, a cui verrà data la chance di allenarsi con campioni de calibro di Austin Daye e Julyan Stone, e di imparare il mestiere dai vari De Nicolao, Mazzola e Cerella, per una Reyer che chiederà il solito contributo fondamentale da Bramos e Michael Watt, mentre Tonut è chiamato al riscatto dopo una stagione sottotono.

LA STELLA

AUSTIN DAYE: Alla fine, per vincere lo scudetto, ci è voluto il contributo fondamentale del figlio di Darren, non a caso Mvp delle Finals, perché Austin è uno dei giocatori più talentuosi del nostro campionato, con quel tiro morbido che parte da 211 cm, quasi immarcabile a questi livelli, poi ne conosciamo anche la pigrizia, soprattutto mentale, che gli impedisce di essere costante per tutto il campionato, ma quando la palla scotta, avere uno come Daye nella tua squadra è sempre un valore aggiunto.

LA SORPRESA:

STEFANO TONUT: A 26 anni non puoi essere più una sorpresa, ma Tonut, dopo l’esclusione dalla Nazionale, secondo noi prematura, voluta da Sacchetti, vorrà dimostrare tutto il suo valore, per essere tra i 12 al preolimpico del prossimo giugno, e, se il fisico lo sorreggerà, potrebbe conquistare anche il quintetto in una Reyer dalle tante stelle, e giocarsi il virtuale titolo, di giocatore italiano più produttivo, a livello di punti realizzati.

IL COACH:

WALTER DE RAFFAELE: Non sarà facile ripetersi per l’Umana, che comunque ha l’obbligo di rimanere sempre tra le prime quattro del campionato e di fare maggior strada possibile in Eurocup, e De Raffaele, con il suo stile pacato, ma efficace, potrebbe tentare il bis, a patto che la gestione di Austin Daye dia gli stessi frutti dello scorso giugno.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA: Finale scudetto.

 

BANCO DI SARDEGNA SASSARI

Gianmarco Pozzecco (screenshot tratto da YoTube di Eurosport)

Gianmarco Pozzecco

Non era facile trattenere tutti i protagonisti della finale scudetto, e infatti la Dinamo ha visto partire giocatori anche importanti per altri lidi, pur se il budget di Sassari continua ad essere uno dei più alti del nostro campionato, ma in Sardegna non si sono persi d’animo, e hanno allestito una squadra di tutto rispetto, riportando in Italia Michele Vitali, che affiancherà Stefano Gentile e Marco Spissu, in un nucleo italiano composto anche da capitan Devecchi e Daniele Magro, che con l’aggiunta di Lorenzo Bucarelli e Marco Maganza, rendono il Banco di Sardegna la squadra col maggior numero di italiani nei 12 a referto, tanto che prima della partenza, a sorpresa, di Achille Polonara per la Spagna, pensava di iniziare con solo 4 stranieri, poi diventati cinque con l’ingaggio dell’ex Milano McLean, che affiancherà un altro ex Armani come Curtis Jerrells, con le ali Pierre e Dwayne Evans che si contenderanno il posto in quintetto, mentre sotto canestro partirà titolare il croato Bilan, in una Dinamo consapevole che non sarà facile ripetere l’impresa dello scorso anno.

LA STELLA:

CURTIS JERRELLS: Forse gli mancherà la vetrina dell’Eurolega, ma Jerrells ha l’occasione di dimostrare tutto il suo valore, quello di una guardia con tanti punti nelle mani, che a Sassari avrà l’onere dell’ultimo tiro, del leader designato, anche se poi sarà il campo a decidere le gerarchie, ma al 32enne texano, non manca niente per diventare uno dei maggiori protagonisti del nostro campionato.

LA SORPRESA:

MARCO SPISSU: Almeno inizialmente, in Sardegna sembrano intenzionati ad affidargli le chiavi della squadra, di assegnargli il ruolo di playmaker titolare, e a 24 anni, Spissu è davanti ad un bivio, quello che potrebbe portarlo anche alla maglia da titolare della Nazionale azzurra, in un ruolo, quello da playmaker, dove Luca Vitali e Andrea Cinciarini sembrano ormai fuori dai giochi, e dove Hackett ha dimostrato di essere un regista particolare, con pochi punti nelle mani, e di punti invece Spissu, ne ha parecchi, tra triple e entrate al fulmicotone, ma il compito che lo attende non è per niente facile.

IL COACH:

GIANMARCO POZZECCO: Gli hanno cambiato mezza squadra, ma il Poz è uno che non si dà mai per vinto, e la sua Dinamo rimane comunque molto competitiva, magari non per lo scudetto, ma per un posto tra le prime quattro sì, a patto che, dopo l’euforia dello scorso anno, in Sardegna non si lascino trascinare giù dai momenti di difficoltà, perché Pozzecco vive d’entusiasmo e ha bisogno di lavorare in un’ambiente che nutra massima fiducia nel suo operato un po’ sopra le righe.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA: Finale scudetto.

 

EX ARMANI CHALLENGE MILANO:

Biligha approda a Milano

Biligha approda a Milano

Difficile non darla per favorita, perché stavolta a Milano hanno fatto le cose ancora più in grande del solito, riportando in Italia Ettore Messina, che ha ottenuto carta bianca, per modellare l’Armani secondo le sue esigenze, tagliando campioni del calibro di Mike James, ma le primedonne non sono mai andate d’accordo con l’ex coach dei San Antonio Spurs, che avrà a disposizione un roster di ben 14 elementi, con i sei italiani – Cinciarini, Biligha, Della Valle, Brooks, Burns e Moraschini – che troveranno più spazio in campionato, rispetto all’Eurolega, dove Messina farà giocare nove stranieri, mettendo subito le cose in chiaro ai vari Micov, Rodriguez, Nedovic e Gudaitis, che dovranno rispettare una regola non scritta, ma che il coach attende applicare ad ogni partita, visto che Milano giocherà 66 partite tra Eurolega e campionato, esclusi i playoff. La regola “messiniana” prevede l’utilizzo intenso di nove giocatori per ogni match, con due che finiranno in tribuna, e tre che verranno utilizzati solo in caso di necessità, per averli così freschi per la partita successiva, visto che Milano giocherà due o tre volte alla settimana, anche se non sarà facile convincere giocatori di questo livello, a starsene buoni buoni in fondo alla panchina, ma se c’è uno che può gestire la situazione è certamente un coach quattro volte vincitore dell’Eurolega.

LA STELLA:

SERGIO RODRIGUEZ: In un’Armani infarcita di stelle, il 33enne regista della nazionale spagnola, potrebbe essere l’arma in più di Messina, l’uomo che dovrà dettare i ritmi, far convivere le varie anime dell’Olimpia, senza scontentare nessuno, accontentando tutti, senza far mai mancare il suo contributo in termini di punti e di assist, compito arduo, ma se c’è uno che può farcela è certamente il Chacho Rodriguez.

LA SORPRESA:

PAUL BILIGHA: Rinfrancato da un Mondiale giocato senza timori riverenziali, Biligha potrebbe trovare a Milano lo spazio che non ha trovato a Venezia, anche se alla fine lo scudetto l’ha vinto anche lui, e non sarà facile farsi largo tra centri del calibro di Tarczewki e Gudaitis, ma, soprattutto in campionato, dovrà conquistare la fiducia del suo coach e far vedere che merita la Nazionale, non soltanto per una mancanza di valide alternative.

IL COACH:

ETTORE MESSINA: In cuor suo, in questo momento forse avrebbe voluto essere alla guida di una squadra Nba, ma stanco di fare il vice, per quanto di lusso, ha deciso di ritornare in Italia, con Milano che gli ha affidato anche il ruolo di general manager, con pieno potere in tutte le fasi di costruzione e di gestione del roster, per ricambiare il favore, Messina dovrà vincere lo scudetto, e riportare ai playoff d’Eurolega l’Armani, dopo troppi anni di assenza,

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA: Scudetto.

Appuntamento a domani, con la seconda parte – di quattro – dello speciale di Pu24.it sul campionato italiano di pallacanestro.

 

 

 

 

 

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