Camminando verso Santiago pubblicizzando i sentieri sul San Bartolo

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21 settembre 2019

La dodicesima tappa di un nuovo Cammino di Santiago di Luciano Murgia. Rileggi la presentazione, la prima tappa, la seconda tappa, la terza tappa, la quarta tappa, la quinta tappa, la sesta tappa, la settima tappa , l’ottava tappa , la nona tappa e la decima tappa e l’undicesima tappa

di Luciano Murgia

VIDIAGO (Spagna) – Ed eccomi a Vidiago, poche case ai margini della N-634, la strada nazionale che collega Donostia-San Sebastián a Santiago de Compostela. Sono arrivato dopo quasi 7 ore di cammino e quasi 33 km. Siamo nelle Asturias e si capisce perché già dalla facciata dell’albergue, il Caseron de Vidiago, con la grande scritta Sidreria. Qui il Sidro si beve più dell’acqua. Non un paese, quindi, come quelli frequentati finora, ma l’albergue è molto familiare grazie ad Agustín, l’hospitalero, e a sua moglie, dominicana, che mi hanno preparato una cena vegetariana, a iniziare da un bel piatto di “alubias”, fagioli, che mi danno le proteine. Ho mangiato bene anche ieri sera, con ottime verdure grigliate. E a fine cena un super gelato. Abitualmente, anche nelle grandi città, in Spagna i gelati non sono all’altezza del cibo, molto buono. Ieri sera ho apprezzato i gusti alla crema catalana, al cheesecake e alla nocciola. Sono andato a letto soddisfatto, ma la notte trascorsa a San Vicente de la Barquera è stata poco tranquilla. Schiamazzi fino alle 3 del mattino hanno reso difficile il riposo notturno. Alle 6 del mattino un furgone utilizzato per una consegna nel vicino supermercato si è fermato con la radio a tutto volume. Di un paese di poco più di 4.000 abitanti che ha una strada di soli ristoranti e alcuni scorci assai suggestivi mi resterà un ricordo poco piacevole. Peccato, perché anche San Vicente de la Barquera merita una visita.

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Ieri sera ho incontrato l’irlandese conosciuto nella camera di Santillana del Mar. Entrambi cercavamo una farmacia; io per acquistare burro di karite’, finalmente trovato; lui per comprare tutto ciò che serve per medicare il piede della moglie alle prese con le vesciche. La pensione Arenal, dove ho tentato di dormire, è gestita dalla famiglia proprietaria di una nota caffetteria-pasticceria, la Carma. Ne ho approfittato per fare colazione e ho conosciuto una coppia molto simpatica. Lei è spagnola, lui statunitense del Michigan. Vivono a Cartagena, sotto Murcia, e girano spesso il Mediterraneo a bordo della loro barca. Hanno fatto alcune tappe del Camino del Norte e oggi, raggiunta Unquera, si sono diretti al Picos d’Europa, vette elevate che fanno parte della Cordigliera delle Ande. Lui, disegnatore di barche e velista, ha partecipato ad alcune America’s Cup e ha vissuto due anni a Ravenna. Non conosce Pesaro ma è stato più volte a Rimini. Siccome sono appassionati di trekking, ho colto al volo l’occasione per mostrare il depliant del Parco Naturale del San Bartolo, che è un po’ la mia palestra e considero l’angolo più bello della provincia. Hanno chiesto informazioni sui sentieri, osservato la foto del porto della Vallugola e… chissà che un domani non vengano a fare una bella escursione sul San Bartolo, un parco di cui parlo ogni giorno agli amici che incontro sul Cammino. Fatta la colazione, per la cronaca costata la metà di ieri, ci siamo salutati e io sono partito per Vidiago. Strada subito in salita, un impegno agevole se non si è mangiato troppo. Una gara di birilli nel primo paese attraversato, La Acebosa, mi ha consentito di fare una pausa. Un residente si è inventato un posto di ristoro a mezza costa. Si è fermato un irlandese che ieri sera ha cenato a un paio di tavoli dal mio. Subito dopo abbiamo raggiunto i coniugi Collins. La moglie sta bene e i due puntano a raggiungere Pendueles. Ancora una volta sono rimasto colpito dalla grande attenzione per chi cammina. Come mostra la foto, un cartello ricorda agli automobilisti la presenza dei pellegrini. Camminando su una Pista pedonale, raggiungo un’area di riposo sul fiume. Un ponte, un ristorante (La Barca, ma a me piace il Barça) una sfilata di motociclisti e la strada riprende a salire. Se la salita è sull’asfalto, la discesa in un sentiero sterrato che passa sotto un viadotto e poi fiancheggia la ferrovia. Sono a Unquera, ultimo centro della bella Cantabria. Si cammina su un ponte e si entra nelle Asturias, che mi piacciono tanto. Un po’ meno il nome ufficiale: Prencipado de Asturias. A fine salita entro a Colombres, dove scelgo un parco per consumare il pranzo. Lascio la prima vera città asturiana e sono sorpreso da Juanito che dal giardino di casa mi chiede se ho sete. Allunga il tubo oltre la rete e mi fa bere. Fa altrettanto con un giovane francese. Lo ringraziamo. Proseguo almeno mezz’ora con il parigino, poi mi stacca. Ritrovo una discesa e una salita, soprattutto un bosco e un sentiero di foglie. Siamo di nuovo sul mare, ma inizia l’ultimo brutto tratto in asfalto che mi conduce a Vidiago, alla piacevole conoscenza di Agustín e signora. Domani? Confido di andare a Nueva, altri 30 e più chilometri, molti sulla costa.

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