Nascondeva un chilo di cocaina in macchina, posto di blocco fatale per un calabrese residente a Frontone

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21 settembre 2019

carabinieri-paletta-670x443PERGOLA – Maxi sequestro di droga nella serata di giovedì. Ad uno dei tanti posti di controllo allestiti dai Carabinieri della Stazione di Pergola in sinergia con i colleghi di Fano, è incappata una Dacia Duster con a bordo R.C., un fabbro 55enne originario di Sinopoli (Reggio Calabria) ma da molti anni stanziatosi con la famiglia in agro di Frontone. L’uomo è apparso subito alquanto agitato agli occhi dei carabinieri operanti, che hanno così deciso di approfondirne i motivi, dando una prima ispezione della sua auto da dove proveniva un intenso odore di caffè, emanato dalla strana presenza di chicchi sparsi sul pianale. Alle domande di spiegarne i motivi, il soggetto forniva risposte non convincenti, inducendo così i carabinieri ad approfondire la perquisizione dell’auto nel corso della quale si constatava che alcune parti del cruscotto erano stranamente allentate.

Non avendo sul posto la strumentazione occorrente, l’auto con a bordo il conducente veniva condotta nella caserma di Pergola e qui perquisita a fondo. L’intuizione dei carabinieri operanti si rilevava corretta perché in un vano ricavato smontando la parte non visibile del navigatore satellitare, era stato abilmente occultato un involucro intriso totalmente di polvere di caffè al cui interno era occultato un panetto di oltre un chilogrammo di cocaina. La droga era avvolta in numerosi strati di cellophane ed una guaina di gomma. La cocaina, che dai primi accertamenti sembrerebbe avere un indice di purezza elevatissimo e si prestava quindi ad essere tagliata con altre sostanze, avrebbe permesso di confezionare migliaia di dosi, generando un guadagno quantificato in centinaia di migliaia di euro.

La perquisizione della sua abitazione di Frontone permetteva di recuperare anche un fucile privo di matricola detenuto illegalmente. Quindi oltre che per la detenzione del narcotico, R.C. dovrà rispondere anche per quella illegale dell’arma clandestina. A coordinare l’operazione è stata la Procura della Repubblica di Pesaro che ha disposto la traduzione di R.C. al carcere di Villa Fastiggi di Pesaro.

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