Carpegna Prosciutto giovane e leggera, l’analisi di Pu24 della sconfitta d’esordio con la Fortitudo

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25 settembre 2019

PESARO – Giovane e leggera. Crediamo sia stata questa l’opinione che ha accompagnato i 5500 tifosi presenti ieri sera alla Vitrifrigo Arena al termine del match, dopo aver visto all’opera la Carpegna Prosciutto, specialmente tra tutti coloro che l’hanno osservata per la prima volta nella sua nuova versione, quella tutta gialla, in omaggio allo sponsor.

E che fosse giovane questa Vuelle lo sapevamo da un po’, da quando erano stati ingaggiati tre ragazzi del 2000, tutti volenterosi per carità, e dotati di discreta tecnica, ma l’esperienza non si compra al mercato del San Decenzio, la si acquista col tempo, con le sconfitte, con i pugni in faccia presi, ad esempio, ieri nel terzo quarto, quello dove Pesaro si è arresa troppo presto alle prime difficoltà, incapace di reagire al primo vero momento negativo, soprattutto in fase offensiva, dove il fin lì positivo Mussini è andato in tilt, ha buttato alle ortiche tre attacchi consecutivi, con la Vuelle che ha subito tre contropiedi senza rientrare in difesa, ma la partita, dopo il break di 0-9 la si poteva ancora riprendere tutto sommato, ma a quel punto è venuto a mancare il go to guy della situazione, quello a cui dare la palla che scotta, quello che si prende le responsabilità nei momenti topici, l’unico poteva essere Barford, ma lo sapeva anche la difesa bolognese, che gli ha impedito di prendersi i suoi tiri, e ci rimane il dubbio come sarebbero andate le cose con Pusica disponibile, ma il serbo è stato bloccato dal più classico dei colpi della strega, bastava vederlo nel riscaldamento, dove ogni movimento gli provocava smorfie di dolore, probabilmente alla fine avrebbe vinto lo stesso la Fortitudo, ma in una squadra di giovani, Pusica dovrebbe essere uno dei fari nella notte, uno con il giusto sale in testa, per non lasciarsi prendere dallo sconforto

E se si sapeva che questa Vuelle fosse giovane, il dubbio che fosse anche troppo leggera, ci aveva già sfiorato la mente nel precampionato, soprattutto dopo l’infortunio al ginocchio che ha messo ko Paul Eboua, i più fisico dei ragazzi del 2000, quello che al rientro, dovrà prendere il posto di Zach Thomas nello spot di ala grande, perché il neo capitano è il simbolo di questa leggerezza, di quella mancanza di chili troppo evidente per non porsi il problema. Se Thomas pensa di riuscire, nei suoi due probabili anni in riva al Foglia, di giocare da ala grande, dovranno presto fargli cambiare idea, perché per segnare contro degli avversari almeno dieci chili più pesanti di te, o sei un fenomeno, o scegli di adattarti alla situazione e sfrutti altre doti, perché Thomas non è un brocco, ma un giocatore intelligente e tecnico, che può dare molto di più, specializzandosi nel tiro da tre e nei rimbalzi difensivi.

E la leggerezza della Vuelle si è notata anche in Mussini, costretto dall’assenza di Pusica a rimanere sul parquet per 35 minuti, 15 in più della media, perché l’ex reggiano deve essere il play di rottura di questa Carpegna Prosciutto, quello che uscendo dalla panchina, deve cambiare il ritmo con la sua velocità, ma se giochi sempre con il piede sull’acceleratore, rischi di pagare dazio, quello che è successo nel famigerato terzo quarto, dove la difesa è andata in tilt, e dove la Pompea è stata cinica a colpire, anche se la Fortitudo non ci è sembrata così nettamente superiore alla Vuelle, e magari se l’avessimo incontrata tra un mese, con le due squadre al completo, le cose sarebbero andate diversamente, ma al calendario non si comanda, lo stesso calendario che non ti fa dormire sereno, sapendo che domenica si andrà a Sassari, poi si riposerà ,e ci verrà a farci visita la Bologna più ricca, per poi scendere a Brindisi, supporre che i primi punti potrebbero non arrivare tanto presto, non è pessimismo, ma semplice realismo.

 

I PIU’ ……

Leonardo Totè: Niente di eccezionale per carità, ma non è usuale per un lungo italiano, produrre 12 punti e 8 rimbalzi in un match, cifre che Ancellotti, ad esempio, accumulava in un mesetto, ci è piaciuto il dinamismo a rimbalzo offensivo e la sicurezza mentale, nel convertirli subito in due punti, non ci sono piaciuti i suoi movimenti spalle a canestro, fondamentale dove può e deve migliorare tanto.

Jaylen Barford: L’anno scorso, capimmo fin dalle prime battute che Blackmon avrebbe dovuto prendersi almeno 15 tiri per far quadrare i conti in quella Vuelle, quest’anno, il discorso si dovrà applicare anche a Barford, il primo terminale offensivo di questa Carpegna Prosciutto, e dalla sua percentuale dal campo, dipenderà molto dell’efficienza dell’attacco biancorosso.

Federico Miaschi: Il ragazzo ci è piaciuto, soprattutto in fase difensiva, mentre in attacco non viene ancora cercato dai compagni, anche se il suo tiro non è malaccio, dovrà adattarsi a giocare da ala piccola fino al rientro di Eboua.

 

… E I MENO DELLA SFIDA BOLOGNA – PESARO

Henri Drell: E’ sembrato ancora più giovane della sua carta d’identità, quello che più dei compagni, è apparso spaesato, non timoroso, perché il ragazzo non è timido, ma non ha ancora trovato la sua giusta collocazione, e dovrà capire al più presto come uscire da questa empasse

Zach Thomas: Le sue cifre (10 punti e 6 rimbalzi), non sarebbero neanche brutte, ma senza Pusica, avrebbe dovuto prendersi maggiori responsabilità e non lasciare al solo Barford l’onere di essere una prima punta.

Tiro da tre: 8 su 25 per la Vuelle, che mai come quest’anno ha bisogno di una buona percentuale dall’arco per sperare di uscire con i due punti in tasca, almeno fino all’arrivo dell’agognato centro titolare.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Coach Perego

Coach Perego

Coach Perego si è assunto le sue responsabilità per la sconfitta, figlia di quello sciagurato terzo quarto, dove lui, come tutta la squadra, è andato in tilt, subendo passivamente l’onda d’urto della Fortitudo, In realtà, qualcuno si era subito accorto della tempesta in arrivo, non a caso il più esperto del gruppo, Se avete voglia, andate a rivedervi su Eurosport player, l’atteggiamento di Lydeka nel terzo quarto, quando ha ripreso per tre-quattro volte i compagni ,da Mussini a Zanotti, da Thomas a Drell, tutti colpevoli di almeno una cavolata a testa, se non due, quelle che poi hanno dato il via al parziale negativo. Intendiamoci, anche il lituano non è esente da colpe, avendo perso il duello con Daniel, ma in una squadra giovane, è logico che sia un 36enne a fare la voce grossa, quella che forse non ha fatto Perego, passivo nel momento decisivo, che per tutta risposta, ha richiamato in panchina Lydeka, dandogli un’occhiataccia, senza nemmeno dirgli una parola, e decidendo poi di non rimetterlo più in campo. Probabilmente, Perego si è sentito minato nella sua autorità, ma tocca a lui farsi rispettare dal gruppo, usando sia il bastone che la carota, perché questi ragazzi, per ora, non sembrano avere grilli per la testa, e meritano di essere trattati con rispetto, ma tra i compiti di un allenatore, c’è anche quello di rimproverarli quando serve, di fargli capire che da adesso si deve fare sul serio, che in serie A, non puoi assentarti per cinque minuti e pensare di cavartela senza danni.

Tutta la squadra deve crescere, nessuno escluso, ma non è tutto da buttare quello che si è visto ieri sera, in un primo tempo dove la Carpegna Prosciutto era anche piaciuta, con la sensazione però, che sarebbe arrivato prima o poi un gancio alla mascella da parte dell’avversario, e che la Vuelle non sarebbe stata in grado di rialzarsi, finendo al tappeto prima del previsto, in futuro, si dovrà imparare a difendersi meglio dai colpi, a non scoprire il fianco, perché se arriva il colpo del ko, non siamo ancora in grado di rialzarci, e per adesso, si dovrà sperare di vincere ai punti, perché questa Carpegna Prosciutto, il colpo del ko non c’è l’ha ancora nel suo repertorio.

 

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