A pagare la tassa del Banco di Sardegna una Vuelle un po’ meno giovane, ma un po’ più leggera. L’analisi di Pu24 dopo Sassari

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30 settembre 2019

PESARO – Un po’ meno giovane, un po’ più leggera. Sono queste le sensazioni dopo la sconfitta di ieri a Sassari, partita che è andata come doveva andare, con il Banco che ha fatto valere la sua superiorità, sia tecnica che fisica, e la Vuelle che ha avuto il piccolo merito di non sbragare, contenendo lo scarto nel “solito” ventello, la solita tassa da pagare quando si affrontano avversari più forti e che ormai siamo abituati a subire, da otto anni a questa parte.

Un po’ meno giovani si diceva, perché ormai Mussini deve essere considerato un giocatore a tutti gli effetti, e non più un ragazzo di belle speranze, così come Totè, lontano sicuramente dal valore tecnico dei centri americani, ma, dopo due partite, le sue statistiche sono migliori, in confronto ai pari ruolo italiani. E’ sembrato meno giovane anche Drell, che continua a svariare in tutti i ruoli, perché lo abbiamo visto anche portare palla, giocare da guardia, liberarsi spalle a canestro e attaccare il ferro come un esterno, ma l’estone ha dato qualche segnale di vita, pur sprecando palloni per pura inesperienza, e la sensazione che sia uno di quelli che stia soffrendo maggiormente un roster ridotto, e lo stesso Miaschi, non è sembrato un 19enne, ma una guardia “normale” in grado di tenere il campo con discreta autorità.

A tradire sono stati i più vecchi, si fa per dire, cominciando da Barford, quasi indisponente nelle sue forzature, a cui dovrà essere spiegato che non è obbligato a prendersi 15 tiri, soprattutto quando sei in una serataccia, una di quelle dove avrebbe meritato di rimanere in panchina a meditare sulle sue malefatte, ma l’assenza di Pusica, lo ha magari caricato di troppe responsabilità, leadership che forse non è in grado ancora di assumersi, e questo sarebbe un grosso guaio per coach Perego.

L’altro presunto non giovane di questa Carpegna Prosciutto dovrebbe essere capitan Thomas, ma il povero Zach è invece il simbolo della leggerezza fisica di questa Vuelle, accentuata dalla diversa fisicità dell’avversaria, perché Sassari rispetto alla Fortitudo, è una squadra certamente più grossa, con atleti del calibro di Pierre, Evans e McLean che metterebbero in difficoltà formazioni d’Eurolega, figuriamoci il povero Thomas, che si è ostinato a giocare spalle a canestro contro di loro, ottenendo solo di essere “rimbalzato” senza troppi complimenti, non riuscendo tra l’altro neanche a rendersi utile a rimbalzo, dove tutta la Vuelle ha sofferto (42-23).

E se due indizi fanno una prova, sarebbe il caso di non aspettare il terzo, perché è ormai chiaro che Thomas troverà sempre grosse difficoltà a giocare da ala grande, al di là di situazioni particolari, e per questo è necessario che, tra 15 giorni, avvengano due cose; la prima è che Eboua abbia recuperato dall’infortunio al ginocchio – ieri era in tuta a Sassari – la seconda è che per il 13 ottobre ci sia il centro titolare, per dare qualche variabile in più a coach Perego, che potrebbe proporre quintetti “grossi” con il nuovo centro, Totè da quattro, Eboua da tre, una delle poche opzioni, dove la Carpegna Prosciutto, potrebbe non pagare dazio in termini di chili.

I PIU’…..

Federico Mussini

Federico Mussini

Federico Mussini: Abbiamo passato tutta l’estate a chiederci se fosse più playmaker o guardia, come se essere un play con punti nelle mani fosse un difetto, personalmente non ci eravamo mai posti il problema, ma avevamo detto, che l’acquisto di Mussini avrebbe portato in casa Vuelle, un italiano da quintetto, che in riva al Foglia mancava dai tempi di Cavaliero.

Lorenzo Totè: Magari non è ancora da quintetto, altrimenti lo avrebbero già cercato in Nazionale, ma il ragazzone veneto sta viaggiando a 10 punti e 7 rimbalzi di media, cifre che forse non riuscirà a mantenere, ma che, se durassero fino ad aprile, le firmeremmo subito.

Assist: Forse in Sardegna sono generosi nell’assegnarli, ma 20 assist su 28 canestri segnati, sono un segnale che quando la palla gira a dovere, per questa Vuelle le cose si semplificano, mentre quando forzi, leggi Barford, tutto diventa più complicato.

 

…. E I MENO DELLA SFIDA SASSARI – PESARO

Jaylen Barford: Su 16 tiri, quattro non hanno preso il ferro, tre o quattro lo hanno appena scheggiato e gli altri otto sono state forzature, compresi i due che sono entrati, e non è che le cose, quando ha giocato da play, siano andate meglio. Speriamo rimanga un caso isolato.

Rimbalzi: Quando il tuo avversario prende lo stesso numero di rimbalzi offensivi dei tuoi difensivi, vuol dire che qualcosa non ha funzionato, e non si può dare la colpa solo alla differenza di chili.

Difesa: 99 punti subiti, al di là dell’innegabile valore di Sassari, sono comunque troppi, soprattutto quelli incassati in contropiede e sui mancati aiuti dentro l’area, due difetti già evidenti contro la Fortitudo.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Tornare da Sassari con venti punti sul groppone, rientra nella logica delle cose per questa Vuelle, su un campo dove non ha mai vinto e ha subito passivi anche più pesanti (-41 l’anno scorso), lo sapeva anche coach Perego, che infatti non fa drammi, e incassa la sconfitta con disinvoltura, accentuando la differenza tra la sua squadra e il Banco di Sardegna. Tutto logico, per carità, ma questo non deve essere un alibi, così come la gioventù di questa Vuelle, quella che lo ha fatto affermare nel post partita che “Se credete che possano arrivare ed essere pronti, mi sembra un po’ esagerato sinceramente”, perché noi non ci aspettavamo che fossero pronti ad essere già dei campioni, ma in grado di reggere l’urto della serie A sì, altrimenti, una squadra con tre 2000 nel roster come questa Carpegna Prosciutto è già destinata alla retrocessione, senza se e senza ma.

Poi sapevamo che non si poteva iniziare alla grande, complice un calendario complicato, ma se decidi che almeno uno dei tuoi 19enni, debba partire in quintetto, lo fai perché credi nelle sue qualità. Altrimenti qualcosina nella costruzione del roster non ha funzionato, se poi quel qualcuno sia Drell o Eboua, lo vedremo strada facendo, ma almeno uno dei due, dovrebbe essere un giocatore potenzialmente da dieci punti e cinque rimbalzi di media, il minimo sindacale per uno starter, altrimenti i conti rischiano di non tornare, anche se avremmo voluto vedere questa Carpegna Prosciutto al completo, per giudicarla al 100%.

Intendiamoci, con Pusica ed Eboua disponibili, la classifica difficilmente sarebbe stata diversa, ma una delle note positive di questo inizio di stagione è che la Vuelle, al completo, avrà 10 uomini 10, su cui poter contare, magari non due per ruolo, perché lì ancora regna la confusione tattica, ma dieci ragazzi in grado di dare una mano sì, al di là della carta d’identità, perché sulla mancanza di chili ci puoi fare poco, ma sull’ingenuità ci puoi lavorare su, su quei palloni persi per mancanza di intesa, ci si deve soffermare in allenamento, così, come sulle mancate comunicazioni difensive, quelle che permettono agli avversari due punti comodi comodi.

Coach Perego ha l’obbligo di sfruttare al meglio questi 15 giorni di pausa, durante i quali potrebbe arrivare quel centro atletico da lui tanto desiderato fin da Ferragosto, e dove si spera di ritrovare prima Pusica, e poi Eboua, che attendono l’ok dei medici per riprendere gli allenamenti, ma naturalmente dovrà lavorare anche con i suoi giovani, quelli da cui passeranno molte delle speranze biancorosse di salvezza, con l’obiettivo che col passare del tempo, la gioventù non diventi un alibi, ma un punto di forza di questa Carpegna Prosciutto.

DAGLI ALTRI PARQUET

Siamo sicuri che i tifosi dell’Armani si consoleranno con la firma di Luis Scola, ma la sconfitta casalinga di Milano fa sicuramente notizia, anche se Brescia non ha rubato niente e si merita di essere in testa alla classifica, insieme a Trento, che trascinata da Ale Gentile, aveva espugnato Reggio Emilia nell’anticipo. A punteggio pieno ci sono, oltre a Sassari, anche la Virtus Bologna, che passa d’autorità a Pistoia, e i cugini della Fortitudo, che superano con merito i campioni d’Italia dell’Umana Venezia. Cremona, alla sua prima partita stagionale, dopo aver riposato, batte in volata Treviso, che rimane a quota zero, come Roma, superata nettamente in casa da Brindisi e come Trieste, che prende 30 punti in casa da Varese, ha riposato Cantù.

 

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