Ricci apre il Festival delle città: «Ridurre l’Iva per i lavori dei Comuni su investimenti green, scuole e trasformazione delle periferie portandola al 4%»

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1 ottobre 2019

ROMA – Nove ministri in cartellone (Lamorgese, Gualtieri, Franceschini, Provenzano, Spadafora, Boccia, Amendola, De Micheli, Bonetti), cento sindaci (tra cui Sala, Nardella, De Magistris, Gori, Decaro, Pizzarotti, Gnassi e la sindaca di Barcellona Colau), sei governatori (Zingaretti, Bonaccini, Ceriscioli, Emiliano, De Luca e Toti). Oltre a viceministri, sottosegretari, parlamentari. Il sindaco Matteo Ricci, presidente di Ali-Autonomie locali italiane, consolida la dimensione nazionale con quattro giorni di confronto tra «amministratori locali e governo». Aprendo al Pio Sodalizio dei Piceni con una proposta pragmatica: «Ridurre l’Iva portandola al quattro per cento per i lavori pubblici dei Comuni su investimenti green, scuole, trasformazione delle città e delle periferie». Il sindaco lo mette sul tavolo nell’incipit della quattro giorni, scandito dal dibattito con il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, moderato da Corrado Formigli: «Oggi i Comuni pagano un’Iva che va dal 10 al 22 per cento sulle opere pubbliche, senza la possibilità di recuperarla. Sono tutti costi. Il valore del 4 per cento è solo per i lavori sulle barriere architettoniche. Noi sosteniamo che gli investimenti green siano fondamentali, così come gli interventi sulle scuole e la trasformazione delle periferie e del degrado. Permetteteci allora di spendere i soldi che abbiamo e risparmiare. Questo consentirebbe di far partire più lavori pubblici e cantieri,  in modo più veloce. Di conseguenza non cambierebbe il gettito Iva per lo Stato». Ora, specifica Ricci, «lo Stato incassa a seconda il 10 o il 22 per cento, ma così si fanno meno lavori. L’operazione si regge economicamente perché i Comuni metteranno in campo più investimenti e ci sarà più lavoro, oltre a periferie riqualificate e con più sicurezza. Per lo Stato ci sarà lo stesso introito, perché con più lavori incassa più soldi», afferma Ricci. «Per i Comuni, in aggiunta, il risparmio andrà dal 6 al 18 per cento su ogni lavoro pubblico che si fa. Quindi: investimenti, verde, sostenibilità, lavoro, periferie riqualificate, sicurezza», puntualizza Ricci. Non solo: «Gli investimenti sulle periferie siano resi strutturali». Dal sindaco, che si dice d’accordo su ius soli e ius culturae – così come a un’idea dell’accoglienza che coniughi «rigore e solidarietà, gran parte dei sindaci crede nell’integrazione» – apprezzamenti al ministro dell’Interno: «Conosce bene Pesaro, ha diminuito il clima di tensione generale nel Paese. Ottenendo da subito risultati importanti». Nel mezzo, il ministro («ministra o ministro? Chiamatemi come volete») evidenzia che «tutte le attività che i prefetti svolgeranno sul territorio saranno fatte d’intesa coi sindaci. E’ la linea che ho sempre seguito nella mia esperienza». Da Ricci messaggi anche al fronte interno: «I sindaci non sono correntizi. Il nostro partito lo è troppo, lo vorremmo basato più sui sindaci popolari, piuttosto che sulle correnti. Credo sia un valore per aggregare. L’idea che Renzi faccia il centro e noi la sinistra non solo è vecchia ma sbagliata». «Condivido la spinta all’innovazione, dobbiamo rifondare il nostro campo», chiude Zingaretti. Nel frattempo Ricci annuncia al Festival Matteo Renzi venerdì 4 ottobre.

 

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