Da Vilanova de Lourenzá ad Abadín, la tappa n. 23 del Cammino del Nord nel segno della natura

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2 ottobre 2019

La ventitreesima tappa di un nuovo Cammino di Santiago di Luciano Murgia. Rileggi la presentazione, la prima tappa, la seconda tappa, la terza tappa, la quarta tappa, la quinta tappa, la sesta tappa, la settima tappa , l’ottava tappa , la nona tappa e la decima tappa, l’undicesima tappa , la dodicesima tappa , la tredicesima tappa , la quattordicesima tappa , la quindicesima tappa e la sedicesima tappa, la diciassettesima tappa, la diciottesima tappa  la diciannovesima tappa e la ventesima tappa e la ventunesima tappa e la ventiduesima tappa

di Luciano Murgia

ABADIN (Spagna) -27 km secondo le guide, qualcosa di più secondo i miei piedi e l’AppleWatch, che entrano di diritto nella classifica delle migliori tappe di tutti i Cammino che portano a Santiago de Compostela. Una tappa in solitario immerso nella natura. Giusto il saluto di una signora che passeggiava e di un’altra che mi confermava la località. Qualche parola in più ieri sera, a cena. Raggiungendo il ristorante Mesón O Pipote, raccomandato dal taxista che mi aveva portato a Mondoñedo, mi sono fermato a guardare il Mosteiro de San Salvador. Sorpresa: nella piazza era all’opera la coppia di giovani pellegrini che avevo salutato mentre faceva colazione davanti al Santuario de Virtudes. Fanno il Cammino e da giocolieri provano a raccogliere qualche euro. Il monastero benedettino fondato nel 969 è la vera gloria di questo piccolo paese gallego. Quando sono entrato da O Pipote, la sala bar era strapiena di gente che guardava la partita di Champions League tra Real Madrid e Bruges. Nella sala ristorante solo una coppia vista poche ore prima in Cammino. Ho mangiato bene: un buonissimo revuelto de verduras, un’insalata di pomodori e un flan casero (budino della casa), con un bicchiere di vino tinto: 15 euro. Mentre chiedevo il conto, sono entrate quattro persone. Un ragazzo tedesco conosciuto a La Isla, un’orientale, forse coreana, e altre due donne che parlavano inglese e hanno chiesto di mangiare vegetariano. Inutilmente. Ho consigliato il revuelto e stamattina una di loro mi ha ringraziato per la scelta, lamentando la scarsa attenzione dei ristoratori spagnoli. Si cammina al lato della superstrada che, ahimè, conosco da ieri. Attraverso una strada mentre sopraggiunge un pullman della ditta Arriva. È in anticipo e potrebbe passare, ma l’autista si ferma per darmi la precedenza. Come accade puntualmente in Italia, vero? Un hórreo forma un arco, sotto passa il Cammino. Non ho visto mai tante lumache nere. Un sentiero porta alla Capela de San Pedro da Torre; si torna a salire. Ma poi c’è una discesa che eviterei sempre, veramente tosta. Siamo alla Capela de San Paio. Ma quanti ce ne sono in Galicia? Poco dopo un cortile con un canestro per piccolissimi cestisti. Qui la passione per il baloncesto è alle stelle. A Mondoñedo non siano benvenuti. Scritte in tutte le lingue ma non in italiano. Mi ferma una pattuglia della Guardia Civil per chiedermi se parlo spagnolo e se ho visto un pellegrino con la “maleta negra”, con la zaino nero. Rispondo che ne ho visti soltanto due partire prima di me, più una signora che era semipre a pochi metri di distanza, ma io mi fermo ogni tanto a fare fotografie, a dettare appunti che tal volta devo scrivere. Quindi mi distraggo e non vedo tutti. Ci sono problemi? Chiedo. Vanno via senza rispondere, ma poco dopo ripassano. Mondoñedo, il paese visto due volte. La Praza da Catedral accoglie pellegrini e turisti. Un paio di foto e via. Ho camminato per 9 km, me ne attendono altri 17 senza punti di ristoro. L’uscita dalla cittadina è bella in salita. In un km senza pause sulla strada siamo a quota 257, poni si scende a quota 245 e si risale fino alla fuente di Maariz A Paadin (quota 286) mi saluta una signora che sta camminando lungo la strada appoggiandosi a due bastoni. Ore 11:40, arrivi a O Vilar: piove, metto io poncho. Poco dopo incontro un cavaliere: in sella a un cavallo, ne trascina un altro tenendolo per le briglie. Volevo scriverlo da giorni: in Spagna, le strade sono tenute bene. Anche oggi vedo all’opera cantonieri che puliscono dalle erbacce che sfiorano l’asfalto. Giunto a quota 354 si scende e alle ore 12,38 sono a Lousada, quota 391. Un gallo canta, quattro gatti e un cane sembrano fare la guardia a una porta aperta di una casa del piccolo paese con tutti i tetti di ardesia. Lascio la strada asfaltata. Piove sempre, ma per fortuna non c’è vento; non a caso le pale eoliche sono ferme. Si scende a quota 375, fino a un bel ruscello. In un angolo un grande edificio; non riesco a immaginare cosa sia, forse un osservatorio o un Mirador. Ora la salita è accentuata dai tornanti. Ogni tanto la scritta buon cammino e Ultreia, più avanti, accompagnata da una freccia e una conchiglia a incoraggiare chi cammina. Grazie. Una sorta di giardino pensile, tante pietre a gradoni a sostenere alcune piante. Un bel panorama da quota 464. E si sale ancora. La strada spiana a quota 511. Dopo 11 km immerso nel verde della natura più bella di nuovo alla “civiltà”: svincoli, rotatorie, distributore di benzina a quota 527. Fa decisamente fresco: 15° circa, 11° in meno in sole quarantott’ore fa a Ribadeo. Mi dirigo ad Abadín su una strada di campagna tenuta molto bene; si vede anche qui che sono passati i cantonieri. Poco dopo raggiungo il punto più alto della tappa: secondo l’altimetro del telefono siamo a 556 metri dopo 22,39 km Con pile e poncho sudo molto, ma bevo molta acqua e nell’acqua ho messo una pasticca di potassio e magnesio per ovviare alla perdita di questi due minerali così importanti per il corpo. Scendo verso Abadìn in un paesaggio bucolico. Però si torna a salire fino a quota 555; penso e spero che sia l’ultimo “alto” e poi la discesa mi porti all’albergue Xabarin. Piove sempre. Spuntano le case, mi sembra di essere arrivato ma sono soltanto a Gontàn. Un ultimo sforzo, un’ultima salita e sono finalmente in albergue. L’accoglienza è super, la struttura pure e io vado a riscuotere il premio: una doccia di mezz’ora. A domani, da Baamonde, poco meno di 40 km da qui, ma senza dislivelli di particolare rilievo. Dopo la tappa rompepiernas di ieri e la lunga salita di oggi è una buona notizia.

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