La mostra “Raffaello e gli amici di Urbino” apre le celebrazioni del V Centenario di Raffaello

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3 ottobre 2019

URBINO – ” Una bella giornata e importante per le Marche e Urbino che diventeranno per tutto il 2020 vanto italiano nel mondo per la Cultura e l’Arte.” Così ha esordito oggi l’assessore regionale al Turismo-Cultura, Moreno Pieroni alla conferenza stampa di apertura della Mostra “Raffaello e gli amici di Urbino” dal 3 ottobre al 19 gennaio 2020, promossa e organizzata dal Polo Museale delle Marche, diretto da Peter Aufreiter, con la collaborazione del Comune di Urbino e della Regione Marche e curata da Barbara Agosti e Silvia Ginzburg.

Raffaello Sanzio, La Muta, 1507, olio su tavola. Galleria Nazionale delle Marche, Urbino

Raffaello Sanzio, La Muta, 1507, olio su tavola. Galleria Nazionale delle Marche, Urbino

“Non si poteva iniziare meglio l’anno Raffaellesco delle celebrazioni del Cinquecentenario  – ha proseguito l’assessore – con una mostra così unica e preziosa.    Vogliamo condividere con tutto il mondo la gioia di aver dato i natali a questo genio che ha prodotto bellezza allo stato puro, che ha in parte rivoluzionato l’arte figurativa del periodo e che, oggi stentiamo a crederlo, è stato un pittore contemporaneo, l’eccelso che non poteva essere eguagliato. E la Regione è orgogliosa di aver investito risorse per la promozione di questo evento mondiale sui maggiori canali televisivi e mass media nazionali e internazionali. Siamo impegnati a promuovere in maniera capillare questa importantissima esposizione, che annovera prestiti dai più famosi musei del mondo, perché siamo convinti che resterà memorabile e traccerà un’impronta profonda sia a livello artistico-culturale che turistico. Una mostra anche sul tessuto delle relazioni di amicizia e dei maestri di Raffaello che per la prima volta è stata indagato in tali aspetti con approfondita ricerca e rigore scientifico.” “Siamo di fronte a 80 capolavori che suscitano emozione, ammirazione, commozione – ha poi commentato Pieroni a margine della conferenza – un evento raro che accade poche volte e che riporta automaticamente il pensiero verso l’epitaffio scritto da un altro grande amico di Raffaello, Pietro Bembo  sulla sua tomba al Pantheon:  Qui giace Raffaello: da lui, quando visse, la natura temette d’essere vinta, ora che egli è morto, teme di morire. E nel segno di Raffaello che non ha mai nascosto anzi si vantava delle sue radici, firmandosi Urbinas, oggi dobbiamo essere sempre più impegnati a trasmettere  i valori, i talenti e le eccellenze della nostra amata regione.”

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