Da Abadín a Baamonde, 40 km, tanta fatica e altrettanta gioia. La 24^ tappa del Cammino di Luciano Murgia

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4 ottobre 2019

La ventiquattresima tappa di un nuovo Cammino di Santiago di Luciano Murgia. Rileggi la presentazione, la prima tappa, la seconda tappa, la terza tappa, la quarta tappa, la quinta tappa, la sesta tappa, la settima tappa , l’ottava tappa , la nona tappa e la decima tappa, l’undicesima tappa , la dodicesima tappa , la tredicesima tappa , la quattordicesima tappa , la quindicesima tappa e la sedicesima tappa, la diciassettesima tappa, la diciottesima tappa  la diciannovesima tappa e la ventesima tappa e la ventunesima tappa , la ventiduesima tappa e la ventitreesima tappa

di Luciano Murgia

BAAMONDE (Spagna) – Quando sono arrivato a Baamonde l’app Salute del mio AppleWatch segnava 58.482 passi per 43,26 km. Sono troppo stanco per controllare i precedenti, ma la prima impressione è che sia la tappa più lunga dei miei cinque Cammino a Santiago de Compostela. Sono partito alle ore 8,15 dall’Albergue Xabarin, il migliore in cui sono stato. Il rapporto qualità prezzo è da applausi. Come la gentilezza di chi lavora in uno degli albergue più nuovi (2017). Nebbia alla partenza, la temperatura è di 8°. Abbiamo dimenticato il mare, siamo, questa è la Galizia Alla prima importante salita mi raggiunge una giovane che avevo già visto due giorni fa arrivando a Vilanova de Laurenza. Ha un passo incredibile, la seguo facendo fatica, ma grazie al suo ritmo andiamo a quasi sei km/ora. Dopo 6,4 km, camminando vicino alla superstrada leggo per la prima volta la scritta Santiago. Dopo circa 10 km, quando sono le 10, in una bella zona di descanso, per riposare, un giovane ha allestito un banchetto e vende prodotti dedicati al camino: braccialetti, conchiglie e altro. Purtroppo, la ragazza si ferma. Io vado avanti solo. Ormai è una bella abitudine, del tutto diversa dai precedenti Cammini: con Santiago e Vladimir nel Francese, Isabel e Karla nel Portoghese, Angela e Marco nell’Inglese, Giulia, Michael, Natalyia, David e Antonia nel Primitivo. Ma è anche colpa mia che ho tappe diverse dagli altri. Continuo a camminare in zone tipicamente galleghe: molti alberi, la nebbia che diventa pioggerellina, grandi prati dove pascolano i bovini, alberi molto belli quando non sono eucalipti. A Goiriz termina il bel paesaggio, il camminare nel bosco fra gli alberi e i prati: viene proposto un tratto in comune con la strada nazionale; bisogna stare attenti, ma sembra quasi che ci sia psubito una deviazione per uscire da una strada asfaltata di grande comunicazione Un bel ponticello su una grande rotatorio anticipa che siamo vicini aVillalba. Stavo rischiando di non prenderlo perché il mojón che indica chilometri 121,145 a Santiago è posizionato male, a destra invece che a sinistra, con deviazione verso destra. Bella accoglienza a Vilalba; un signore che sta camminando sul sentiero del Camino mi chiede: “Caminante, da dove vieni?”. Dall’Italia. Sorride e aggiunge, quasi cantando: “Buongiorno. Arrivederci”, Subito dopo un cane un gatto presidiano un’automobile e una casa. Chi dice che cani e gatti non vanno d’accordo non conosce gli animali. Il Cammino passa nel cuore di Vilalba: una torre al lato del palazzo municipale, poi la chiesa di Santa Maria. Una freccia gialla manda a sinistra, ma io faccio la Pausa pranzo dietro la chiesa, in un’area di riposo con due panchine. Salita, discesa, un ponte sul fiume (l’acqua non manca in Galicia) poi un’altra salita che porta da quota 415 a 501 in 910 metri. Ora si scende a 490 e si risale a 515. Scortato anzi preceduto da alcuni bovini guidati da un cane e seguiti da due donne. Pacios vedo un cerbiatto, ma salta con grande agilità d non riesco a fotografarlo. Tre case. una chiesetta, un campetto di basket a confermare ciò che scrivo da giorni. Ora il sentiero è solo asfalto. Fiancheggio una superstrada, assai trafficata. Piove. Ma finalmente arrivo alla meta. Stanchissimo. Ma anche soddisfatto, felice. Domani non sarà giornata più agevole: mi attende la montagna più alta del Cammino del Nord. Speriamo non piova. Adesso ho solo fame e sonno.

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