Il Cammino è giunto nel paese delle suore, a 60 km da Santiago de Compostela

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4 ottobre 2019

La venticinquesima tappa di un nuovo Cammino di Santiago di Luciano Murgia. Rileggi la presentazione, la prima tappa, la seconda tappa, la terza tappa, la quarta tappa, la quinta tappa, la sesta tappa, la settima tappa , l’ottava tappa , la nona tappa e la decima tappa, l’undicesima tappa , la dodicesima tappa , la tredicesima tappa , la quattordicesima tappa , la quindicesima tappa e la sedicesima tappa, la diciassettesima tappa, la diciottesima tappa  la diciannovesima tappa e la ventesima tappa e la ventunesima tappa , la ventiduesima tappa , la ventitreesima tappa e la ventiquattresima tappa

di Luciano Murgia

SOBRADO DOS MONXES (Spagana) – Saluti da Sobrado dos Monxes, che significa Sobrado delle monache (di clausura), in gallego; mentre in spagnolo le monache sono le “monjas”. Duemila abitanti in provincia di A Coruña, 510 metri di altitudine, Sobrado dos Monxes è circondato dai Montes de Bocelo, dove nasce il fiume Tambre il cui percorso è tutto in Galicia. Sono arrivato qui dopo una bella camminata di poco meno di 30 km incominciata poco dopo le 8 è conclusa dopo 6 ore e mezza trascorse in piacevole compagnia. Ieri sera ho cenato nell’albergue A Lagoa in compagnia di Andrea, genovese, Paco, valenciano, Carol, marsigliese, e Karina, giovane polacca. La proprietaria dell’albergue ha cucinato il “caldo”, piatto tipico di Galicia a base osso di prosciutto, osso di manzo, fagioli e cime di rapa, che ovviamente non ho mangiato, ma è stato apprezzato dagli altri; poi tortillas di patate, insalata di pomodori e cipolle, pimientos de Padron. Infine doppio dolce. Ottima cena, soprattutto piacevole compagnia. La giovane polacca, che ha un grande ritmo e confida di arrivare a Santiago de Compostela nella serata di domani, è partita prima di tutti. Dopo ventiquattro tappe in solitario mi sono aggregato al terzetto che cammina insieme da giorni. La pioggia di ieri sera e le parole delle guide – “etapa demasiado larga para el común de los mortales” (tappa troppo lunga per i comuni mortali) – spingevano per la variante meno impegnativa che passa per As Cruces, ma si è deciso già a tavola di andare fino a quota 710, il tetto del Cammino del Nord. Abbiamo fatto bene. La tappa, ancorché lunga e dopo le fatiche di ieri (al momento di andare a letto l’orologio segnava 45,01 km), si è rivelata un trasferimento molto gradito, senza alcun patimento se non per i 20 km (dalla Taberna O Abrigo di Miraz al Bar Suso di O Mesón) senza posti di ristoro. La salita è dolce, progressiva, tanto che neppure ci s’accorge che passiamo in poco tempo a quota 625. Poi, improvvisamente, la strada s’impenna e siamo a 696, dove inizia un breve tratto in piano. C’è nebbia, in lontananza piove. Anche per scaramanzia ho indossato i pantaloni anti pioggia. Però non c’è vento, malgrado il nome di un piccolo gruppo di case: Carballo do Vento. Ora si scende, salutati da due bovini che passano di corsa quando mancano 73,728 km a Santiago. Si torna a salire e arriviamo davanti al Ristorante Real Madrid: due tifosi merengues seduti a terra consumano il pranzo quando passo con la cuffia in pile del F.C.Barcelona. Un paio di battute reciproche, sorridendo, poi il classico Buen Camino per salutarci. Lasciamo lo sterrato ed entriamo in una carretera che porta A Coruña. Siamo entrati nell’omonima provincia quando tocchiamo quota 707, la più alta del Norte. Si comincia a scendere camminando sempre ai margini della carretera; non è piacevole. A regalarci un sorriso ci pensa un cane che prima fa tante feste ad Andrea poi tenta di fare la festa alle galline di un pollaio. Passo dopo passo raggiungiamo il Bar Suso (chissà come piacerà ai caminantes rossoneri), meta di tanti pellegrini. Un buon panino e via Sobrado dos Monxes, raggiunta camminando ai margini del fiume. Io e Paco avevamo prenotato un letto nell’albergue Lecer, dove trovano posto anche Andrea e Carol. Stasera “chef” Andrea ci proporrà spaghetti aglio olio e peperoncino. In verità da un genovese ci si sarebbe aspettati pasta al pesto… ma qui non è possibile. Domani andremo insieme ad Arzua (22 km), dove si fermerà Paco. Andrea e Carol proseguiranno per Os Penedos, io mi dirigerò a Pedrouzo. Dovrebbe farmi compagnia un caro collega, ex giornalista della Gazzetta dello Sport che vive da tempo in Spagna, nella vicina Lugo, e ha promesso di raggiungermi sabato.

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