Troppa Virtus per questa Vuelle. Continua il “work in progress” biancorosso

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14 ottobre 2019

PESARO – Togliamoci qualche dubbio. Il primo è che anche se la Vuelle avesse giocato al suo 100%, non avrebbe avuto nessuna chance di vincere contro questa Virtus, troppo forte per Pesaro, e probabilmente per almeno tre quarti delle partecipanti al campionato, e se la Segafredo è già in testa, da sola, alla classifica, non è una casualità, ma una semplice conferma delle sue potenzialità, ancora non espresse completamente, considerando che Teodosic sta praticamente giocando in ciabatte.

Il secondo dubbio è sapere quando la Vuelle sarà in grado di giocare al suo 100%, considerando che il cartello work in progress è ancora affisso sulla porta dello spogliatoio, e non sappiamo quando coach Perego sarà in grado di toglierlo, perché per farlo, dovrebbe aver capito le potenzialità della sua squadra, mentre finora, lui, come tutti i suoi giocatori, sembra ancora alla ricerca di una sua identità, di capire dove posizionarli sul parquet, in una Vuelle fumosa e per niente chiara, perché di chiaro, ieri sera, abbiamo visto ben poco, abbiamo visto che in difesa si soccombe con troppa facilità, si va sotto fisicamente, non si è in grado di reggere gli uno contro uno, e la zona ancora non fa parte del book difensivo, abbiamo visto che su 10 giocatori, di difensori puri forse c’è il solo Miaschi, pochino per poter sperare di non prenderne 90 ogni domenica, abbiamo visto che anche i rimbalzisti puri scarseggiano, sperando che lo possa diventare Eboua all’occorrenza, ma chi si intende di pallacanestro, sa che per difendere e catturare rimbalzi, oltre alle doti fisiche, sono necessari gli attributi e fare un passo laterale o un tagliafuori in più, altrimenti prenderai sempre un ventello, e catturerai 20 rimbalzi in meno dei tuoi avversari.

Il terzo dubbio, quello più preoccupante, è sapere se, quando la Carpegna Prosciutto salirà al suo 100%, sarà sufficiente per salvarsi, perché di campioni in questa squadra non ce ne sono tanti, anzi rischia di non essercene neanche uno, a meno di qualche clamorosa crescita improvvisa, per campioni non intendiamo Teodosic, ma un paio di buoni giocatori a cui affidarsi nei momenti bui, compito che bene o male, Blackmon e McCree l’anno scorso svolgevano, quest’anno invece, non ci sembra ancora di intravederli, anche se ancora speriamo che Barford o Pusica dimostrino le loro qualità, ma forse ci fermiamo qui, non nutrendo troppe speranze sugli altri componenti del roster.

Ma i dubbi non finiscono qui, ci chiediamo anche che tipo di contributo sia in grado di dare Clint Chapman, ragazzo serio e preparato, preso però per coprire il buco dentro l’area, ma se ci dovessimo basare su quello visto contro la Virtus, non ci sembra l’acquisto ideale, dato che Gamble lo ha praticamente battuto in ogni occasione, e di pivot come, e più forti del virtussino, ne incontrerà altri nei prossimi mesi, Chapman è un pivot di sistema, uno di quelli che gioca bene, quando la squadra gioca bene, ma fino a quando non accadrà, dovrà trovare il modo di rendersi utile in altre maniere, magari ricordandosi di fare il tagliafuori, per evitare di farsi prendere un rimbalzo in testa senza neanche saltare.

vuelle carpegna prosciuttoPoi, c’è il dubbio che ci assilla fin dal primo allenamento estivo, e che ci sembra il più difficile da dissipare, ma a Zach Thomas dove lo mettiamo? Tralasciando il fatto, che ci sembra più piccolo ogni volta che lo vediamo, è difficile trovargli una collocazione in questa Carpegna Prosciutto, soprattutto finché il suo rendimento non salirà di qualche step, sappiamo solo che da numero quattro va in grosse difficoltà, tutto il resto ancora non ci è chiaro, pur non ritenendolo “scarso”, ma ancora non è riuscito a dimostrare di che pasta è fatto.

Di dubbi ne abbiamo tanti altri, da Pusica a Barford, da Perego a Zanotti, ma forse, dopo quattro giornate, è inevitabile, quello che vorremmo evitare invece, è di rimanere a lungo in fondo alla classifica, ma per togliere quello zero, ci vorrà una Vuelle diversa da quella vista finora, ma qualche dubbio che questo avverrà in tempi brevi, ce lo abbiamo.

I PIU’….

Henri Drell: Negli ultimi aggiornamenti sul draft Nba 2020, il suo nome è salito fino alla 25esima posizione, e ieri sera, per la prima volta, ha dato un saggio delle sue potenzialità, che sono notevoli, dal punto di vista tecnico, un po’ meno dal punto di vista caratteriale, dove ancora sembra essere troppo timido, ma il ragazzo sa giocare a pallacanestro.

Pubblico: Dopo i 5502 contro la Fortitudo, ce n’erano 5152 contro la Virtus, dato che “tarato” della presenza bolognese, ha portato più di 4000 pesaresi alla Vitrifrigo Arena, spettatori che tra l’altro hanno sostenuto la Vuelle fino alla fine, nonostante le due partite fossero ampiamente già decise dopo tre quarti di gioco, ma ogni pazienza ha il suo limite, e dalla prossima partita casalinga, urge alzare il livello dell’impegno, per evitare contestazioni premature.

… E I MENO DELLA SFIDA PESARO – VIRTUS BOLOGNA

Zach Thomas: Ci deve ancora capire qualcosa del nostro campionato, e noi dobbiamo capire come rendergli la vita più semplice, perché è chiaro che continuando così, il suo acquisto ci sembra perlomeno dubbio.

Difesa: Dopo tre partite, la Vuelle viaggia a 91 punti subiti di media, in tre match dove tra l’altro, le avversarie non hanno mai forzato nell’ultimo quarto, bisogna inventarsi qualcosa, altrimenti lo zero rimarrà per molto tempo abbinato alla Carpegna Prosciutto.

Rimbalzi: L’azione simbolo rimane il rimbalzo preso da Gamble in testa a Chapman, praticamente senza saltare, con il centro pesarese che non ci ha pensato neanche di tagliarlo fuori, va bene essere più piccoli, ma più distratti no.

Jaylen Barford: Nervoso ed impreciso, mentre ad una Vuelle alla ricerca di un leader, sarebbe servito un atteggiamento più produttivo, il ragazzo non è malaccio, ma deve ancora dimostrare tutto il suo potenziale.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Coach Perego, nelle interviste post partita, ha dichiarato: “Questa squadra va allenata, e avrei voglia di farlo anche adesso, perché è bello farlo, poi però in partita, le cose cambiano”, Frase che racchiude tutte il bene e il male di un allenatore che deve ancora crescere insieme alla sua squadra, che ha le potenzialità per farlo, ma che ancora non sa come metterle in pratica. Siamo d’accordo con lui, che questa Vuelle sia una bella squadra da allenare, composta da dieci ragazzi volenterosi, che si affacciano – quasi tutti – per la prima volta, in un palcoscenico così impegnativo come il campionato italiano, ma tutto quello che insegni in settimana, deve essere messo in pratica la domenica, altrimenti nessun fogliettino che farai uscire dal taschino della giacca, ti indicherà quando chiamare timeout. E per togliere il cartello “work in progress” dalla porta dello spogliatoio, si dovrà lavorare sodo, si dovrà mettere in condizione il gruppo, di esprimersi al meglio, capendo quali siano i punti di forza individuali e sfruttarli, invece di sacrificarli in nome dello schema, perché se, ad esempio, Chapman è stato preso per farlo tirare da tre sul pick and pop, abbiamo preso un abbaglio, dato che a questa Vuelle serviva un centro, non un altro tiratore dal perimetro, poi ci potranno dire, che contro un pivot statico come Gamble, fare tirare il tuo centro da fuori può essere n vantaggio tattico, ma ci preoccupa più lo svantaggio derivante dalla marea di rimbalzi offensivi concessi ad una Virtus, forte sì, ma che finora aveva nel rendimento dei lunghi il suo tallone d’Achille.

Avere 10 giocatori intercambiabili è un vantaggio solo se sai sfruttarlo, altrimenti rischi di creare solo più confusione, anche perché ormai, nel basket moderno, non esiste più la regoletta “Esce il play titolare, faccio entrare quello di riserva”; ormai quasi tutti i giocatori sono in grado di ricoprire due ruoli, se non tre, e questa Carpegna Prosciutto ha almeno due giocatori che possono svariare per il parquet, senza mai snaturare il loro gioco, uno è Henri Drell, che ieri sera ha dato un saggio delle sue potenzialità, che ancora non abbiamo visto completamente, ma che lo potranno rendere un giocatore fondamentale per il futuro, l’altro è Paul Eboua, che ha appena ricominciato a giocare dopo l’infortunio, prendendo tra l’altro un colpo proprio sul ginocchio infortunato, ma il camerunense sarà un’altra variabile importante per Perego, visto che può giocare da ala grande a centro tattico.

Dopo quattro giornate la Vuelle è dove tutti la collocavano in estate, all’ultimo posto insieme a Pistoia, ma i pronostici sono fatti per essere sovvertiti, a patto che la squadra sia in grado di far salire al più resto il suo rendimento, perché siamo ancora convinti che finora abbiamo visto solo il 60% del suo potenziale, ma arrivare al 100% non sembra così facile.

DAGLI ALTRI PARQUET

Ad inseguire la Virtus, unica imbattuta, ci sono quattro formazioni, la più inaspettata è forse la Fortitudo, che nel posticipo serale è stata in grado di rimontare e superare nel finale una combattiva Treviso, ma anche trovare Brindisi al secondo posto non era così scontato, con l’Happy Casa brava a resistere alla rimonta di un’Armani ancora lontana da un rendimento accettabile, e che cade per la seconda volta in casa, dopo il ko contro Brescia, che rifila 26 punti ad una spenta Trento e si mantiene al secondo posto, raggiungendo Sassari, fermata in casa a soli 59 punti segnati, da Trieste.

Ritorna alla vittoria Venezia, che liquida senza problemi la pratica Cantù, costringendo i brianzoli a soli 46 punti realizzati, e vince anche Reggio Emilia, contro una Vanoli ancora non in palla, in fondo alla classifica, insieme a Pesaro, rimane la sola Pistoia, superata nell’anticipo del sabato sera da Roma.

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