LA RECENSIONE: Il binomio di successo D’Abbraccio e Pecci a bordo del tram che si chiama “desiderio”. Fino a domenica la prima assoluta al Teatro Rossini

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18 ottobre 2019

Dario Delle Noci

3PESARO – Il numero 47 nella smorfia è “ il morto”. Chissà se fosse scaramantico il drammaturgo americano Tennessee Williams che nel 1947 si aggiudicò, a soli 36 anni, il prestigioso Premio Pulitzer grazie al suo lavoro Un tram che si chiama Desiderio. Di certo non avrebbe mai immaginato che l’anno dopo l’opera sarebbe stata classificata una delle migliori del ventesimo secolo. E, ancora, neppure avrebbe forse pensato che un mostro sacro come Marlon Brando,  si sarebbe calato, sul grande schermo, nei panni di Stanley Kowalsky. E’ il destino dei grandi, quelli autentici, di non sopravvalutarsi, anzi, di tenere un profilo basso. Ma la sua genialità gli fu riconosciuta dal Presidente Carter che nell’80  insignì Williams con la medaglia presidenziale della libertà. Una premessa quasi doverosa per significare che tipo d’impegno è stato indispensabile a un maestro della regia come Pier Luigi Pizzi per presentare, in prima assoluta al Teatro Rossini di Pesaro, la pièce che mette in gioco Daniele Pecci e Mariangela D’Abbraccio, due talenti che hanno alle spalle una carriera di successo. Ed è con questa opera immortale che AMAT (nel suo quarantennale di apprezzata collaborazione) ha fatto alzare il primo sipario della stagione teatrale pesarese forte anche di un retroterra (un retroscena diremmo, ndr.) che miete ogni anno maggiore consenso fra gli abbonati.

LA SINOSSI

Amato, osannato, recensito (raramente) anche in modo spregiativo, tuttavia si tratta di una pièce che si pone come pietra miliare tra teatro e cinema, suscitando emozioni a livello planetario.  Il testo è ambientato nella New Orleans degli anni ’40 e narra la storia di Blanche, insegnante licenziata per la sua vita equivoca e per la relazione con uno studente diciassettenne. Dopo il pignoramento della piantagione e della casa di famiglia, si trasferisce dalla sorella Stella sposata(incinta) con Stanley, polacco d’origine e decisamente rude, Ed è proprio questa rozzezza ad attrarre, avvinghiare sua  moglie. Blanche arriva nella “bicocca” della sorella sorella (uno squallido bilocale) con un tram che si chiama appunto “Desiderio”.  E’ donna debole, alcolizzata, schiava del sesso oltreché vedova di un marito  Allan,  omosessuale suicidatosi per questo. Così la donna cercherà di dare una svolta alla propria vita con Mitch, amico di Stanley. Ma non ci riuscirà a causa del ruvido Stanley. Peggio, il contrasto con l’uomo la porterà alla follia.

4Sesso esasperato ed esasperante, disagio, omosessualità, maschilismo e tanto altro ancora è quello che l’autore mette a nudo della società americana degli anni Quaranta. Praticamente il dramma della famiglia a stelle e strisce che fino ad allora era apparsa perfetta, diremmo plasticata, almeno dall’esterno. Invece – e il lavoro di Williams lo fa sprigionare – l’ipocrisia della società la fa da padrona rappresentando tutte le fragilità intrinseche al nucleo familiare. E I risvolti violenti attraversano l’intera narrazione grazie alla credibilità degli attori. Lei, Blanche (la D’Abbraccio) ha offerto una interpretazione superlativa così come più che veritiero il ruolo di Stella (Angela Ciaburri). Per certi versi irriconoscibile Daniele Pecci  efficace nella sua performance pur tradendo, a tratti, un accento lievemente romanesco. Ma il personaggio non ne ha sofferto dal momento che l’inaudita violenza maschilista ha messo in secondo piano la dizione esaltando l’interpretazione di prim’ordine. Centocinquanta minuti filati (l’originale era nato in tre atti), un ritmo incalzante con una scenografia sapiente e musiche che sottolineano gli istanti salienti. Ecco, questo è quanto si è presentato a un teatro iersera sold out. Una platea che è esplosa al termine in ripetuti scrosci d’applausi. Meritati non c’è che dire. Un dramma che il giovane studente Williams concepì in autobus. Senza sapere che il capolinea sarebbe stato un plauso mondiale.

 

Un commento to “LA RECENSIONE: Il binomio di successo D’Abbraccio e Pecci a bordo del tram che si chiama “desiderio”. Fino a domenica la prima assoluta al Teatro Rossini”

  1. Raffaelina scrive:

    Una D’Abbraccio superlativa!!!!! Ottimo cast , ottima regia, ottima scenografia! Coinvolgente , ti fa sentire parte del dramma , spettatore impotente come spesso capita nella vita.

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