Il mare lancia i sassi sul piazzale del nuovo porto. Che sia una vendetta per le troppe bottiglie di plastica gettate dagli incivili?

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15 dicembre 2019

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PESARO – Un venerdì sera in compagnia di acqua e sassi. Acqua in testa e sassi dall’ennesima mareggiata che si è abbattuta sulla costa. Il giorno dopo è sintetizzabile nella fotografia scattata nel grande piazzale che dovrebbe essere il cuore del nuovo porto, che però, se si esclude l’intensa attività di rimessaggio del Cantiere Rossini e l’impegno delle altre ditte che operano in Strada tra i Due Porti, appare una pia intenzione.
Intanto è un piazzale pieno di sassi, piccoli e grandi, lanciati dal mare.
Con i sassi, anche altri oggetti che non depongono a favore della coscienza civica di noi italiani, che evidenziano uno scarso rispetto per l’ambiente: con i consueti arbusti (un tronco d’albero è finito in Calata Caio Dulio, tra la Rotonda Bruscoli e il Moloco), anche qualche boa e soprattutto decine di bottiglie di plastica.
Che questi sassi siano la vendetta del mare?
E che dire del nuovo “albero” di Baia Flaminia? Che sia anche questo un messaggio lanciato dal mare ai politici? Ogni riferimento alla fallita conferenza ONU di Madrid avente come tema il futuro del pianeta non è per niente casuale. Prima hanno  ospitato la giovane Greta e speso tante parole sulla ragazzina svedese e sui suoi coetanei giustamente preoccupati per il futuro della Terra, ma quando si è trattato di decidere cose concrete si sono fermati alle pie intenzioni. Toh, come il presente e il futuro del nuovo porto di Pesaro.

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