Tre vittorie in 32 partite: si chiude il peggior anno solare nella storia della Vuelle

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30 dicembre 2019

Un'azione della Vuelle a Venezia

Un’azione della Vuelle a Venezia

PESARO – Ci sono stati anni peggiori di questo 2019, uno fra tutti il 2005, quello dove in estate la Victoria Libertas di Amadio fallì, e dovette ripartire dalla serie B, dopo la fusione con la Falco di Stefano Vellucci, ma dal punto di vista squisitamente sportivo, quello che si chiude domani, è sicuramente il peggiore nella storia della Vuelle, con sole 3 vittorie ottenute in 32 partite ufficiali, numeri che visti da fuori non lasciano troppe speranze di poter risalire la classifica, e visti da dentro?

Ci piacerebbe saperlo direttamente dalla voce dei due presidenti, dopo che a Santo Stefano avevano dichiarato di voler prendere dei provvedimenti nei confronti dei giocatori, rei sicuramente di aver disputato una brutta partita con Cantù, ma che tre giorni dopo, a Venezia, sono sembrati più presenti.

Incredibilmente, di queste 15 sconfitte, quella con Venezia, come quella con Milano, non rientra nella categoria delle peggiori, anzi, osando un po’, si potrebbe parlare anche di un’occasione persa, visto che la Vuelle ha avuto il pallone in mano del possibile meno due a 30 secondi dalla fine, con Williams che ha fallito una entrata facile facile, e dopo che lo stesso Williams aveva sbagliato tre liberi in un momento cruciale, a fare la differenza per Venezia, sono stati De Nicolao e Watt, il play è stato decisivo nel finale, perché oltre alle triple, ha segnato anche in entrata ed ha controllato i palloni vaganti delle ultime azioni, mentre Watt, rientra nella lunga lista dei centri che contro Pesaro hanno dominato, perché, al di là del valore individuale del giocatore, è palese che questa Vuelle non abbia un centro in grado di contrastare efficacemente i pivot avversari, anche se il buon Totè è sicuramente in crescita, ma da solo, non può risolvere un problema che potrebbe avere la sua soluzione, solamente con l’arrivo di un centro vero, quello che la Carpegna Prosciutto non ha mai avuto nel proprio roster.

Parlare di ulteriori rinforzi sembrerebbe superfluo per una squadra che non ha mai vinto, e probabilmente, se contro Trieste arriverà la 16esima sconfitta, si andrà avanti così fino a maggio, ma coach Sacco, come si è definito lui stesso, è un tarlo, uno che non molla e che continua a mandare segnali chiari ai suoi dirigenti, dato che sotto la sua guida Henri Drell non ha mai messo piede in campo, e Thomas è stato utilizzato solo perché Chapman non ha ancora recuperato pienamente dall’infortunio alla caviglia subito a Roma.

Così, se dovesse succedere, si tornerebbe sul mercato, sperando che non passi l’idea malsana di cercare un play, ma che finalmente, a questa Vuelle, sia data la possibilità di schierare un centro vero, un classico uomo d’area, in grado di riempirla, di fare la voce grossa e di catturare quei rimbalzi contestati che sono sempre preda degli avversari.

Poi, rimarrebbe il problema di dove piazzare Thomas e Drell, due giocatori che più li guardiamo, più ci chiediamo cosa abbiano vista in loro i nostri dirigenti, perché scaricare tutta la colpa su Perego, ci sembra una banale scusa, dato che l’ex coach della Vuelle non era Messina, che a Milano è anche il capo delle operazioni di mercato, e il via libera per il loro acquisto è arrivato dalle stesse persone che adesso minacciano provvedimenti punitivi, per un gruppo che sicuramente non merita di essere trattato coi guanti, ma che dal punto di vista comportamentale non è il peggiore che abbiamo visto in questi anni, se vogliono punirli, dovranno fargli fare uno-due allenamenti in più, perché come ha detto Sacco, è arrivato il momento di insistere sugli schemi, di non transigere più sugli errori commessi e di mettere in pratica tutto quello che gli viene spiegato in settimana, e se qualcuno rimane indietro, dovrà rimanere in palestra finché non avrà imparato la lezione.

I PIU’…..

Vasa Pusica: Lo avevano scelto in estate perché lo ritenevano uno dei migliori interpreti del pick and roll, col piccolo problema che per eseguirlo, ci vuole la collaborazione di un centro, ed un centro vero questa Vuelle non l’ha mai avuto, almeno fino all’esplosione di Totè, che infatti è il principale beneficiario degli assist di Pusica, che a Venezia ha avuto anche il merito di segnare punti nei momenti importanti.

Leonardo Totè: Il basket molte volte, è uno sport semplice: Se sei in grado di ricevere il pallone ad un metro dal ferro, spesso fai canestro, il problema è che non sono molti i centri italiani capaci di farlo e Totè potrebbe entrare a breve in questo ristretto cerchio, se poi cattura anche una decina di rimbalzi, gli si potrebbero aprire pure le porte della Nazionale.

Selezione dei tiri: La Vuelle, per una volta, non cerca solo le triple, ma fa girare il pallone per servire i lunghi o cercare le soluzioni ravvicinate, compresi quegli arresti e tiro dai quattro metri che sono sempre andati a segno, e che dovrebbero venire usati con maggior continuità

… E I MENO DELLA SFIDA VENEZIA – PESARO

Zach Thomas: Ormai è un giocatore ai margini delle rotazioni, ma si è scavato la fossa da solo, dato che non riesce più a rendersi utile, e quando parte in palleggio, sai già che, o verrà stoppato, o perderà palla, trascinarlo così fino a maggio, ci sembra una cattiveria, sia per lui, che per la Vuelle.

Tiri Liberi: 13 su 20, con Williams che ne fallisce tre consecutivi, e Pusica che non ha nei liberi il talento dei suoi connazionali.

PanchIna Senza Mussini, e con Drell sempre a sedere, la panchina biancorossa produce solo 6 punticini, le due triple segnate da Zanotti, con Thomas nullo e Miaschi che ha provato solo un tiro, le rotazioni corte sono più facili da gestire, ma difficilmente ti fanno vincere le partite.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Probabilmente è troppo tardi, ma è chiaro che le residue speranze di salvarsi passano dalle mani della coppia Barford-Williams, giocatori dal talento sopra la media in questa Vuelle, ma che anche per questo, sono più difficili da gestire e la loro convivenza sarà un problema non facile da gestire per coach Sacco, Contro Venezia si è giocato a ritmi alti e Pesaro ha preso ben 72 tiri dal campo, due terzi di essi (48), sono arrivati dalle mani del trio Williams-Pusica-Barford, secondo logica, perché i due americani sono quelli più talentuosi ed il serbo è quello che passa più tempo col pallone in mano, ma sappiamo come la qualità dei tiri faccia tutta la differenza del mondo, prendete come esempio la partita disputata da Williams contro Cantù, dove i 9 errori erano arrivati tutti da forzature e scelte scellerate, a Venezia invece Troy è stato più ordinato, attaccando il ferro quando doveva e prendendosi triple in equilibrio, poi il ragazzo, che proprio oggi compie 25 anni, va disciplinato e gli va ancora spiegato il modo di giocare europeo, ma quando c’è il talento è tutto più facile.

Discorso simile, ma non del tutto, per Barford, che forse ha qualche briciolo di talento in meno rispetto a Williams, ma che è a Pesaro già da quattro mesi, e dovrebbe aver imparato qualche lezione in più rispetto al compagno, ma Jaylen ancora tende a giocare sopra le righe, basta dare un’occhiata alle sue statistiche, dove in nessuna delle 15 partite disputate ha tenuto una percentuale dal campo superiore al 50%, con la speranza che la convivenza tra i due porti più benefici che danni, ma gli allenamenti quotidiani servono anche a questo, a diminuire il numero degli errori e a far aumentare l’affiatamento del gruppo.

Coach Sacco sa di avere un compito difficilissimo davanti e proprio per questo, da oggi userà più il bastone della carota, sperando che Chapman si ristabilisca dal problema alla caviglia, se non altro per diminuire i minuti sul parquet di Zanotti, che anche ieri è stato impegnato per 27 minuti, subendo regolarmente i vari Chappell, Daye e Watt, perché i suoi difetti difensivi ormai sono cronici e virtualmente impossibili da risolvere a questo livello.

Il quintetto Pusica-Barford-Williams-Chapman-Totè non è per niente malaccio e su di esso riponiamo le residue speranze di vincere una partita, perché sperare di più non è realistico in questo momento, contro Trieste non ci sono alternative alla vittoria, in quella che sarà la prima partita del 2020, dopo l’orribile 2019 che sta per concludersi, ne approfittiamo per farvi i nostri migliori auguri di Buon Anno e che questo 2020 sia migliore del precedente e che ci consenta ancora di seguire le vicende della Victoria Libertas ,in qualsiasi categoria finirà. Auguri.

DAGLI ALTRI PARQUET

In attesa del posticipo di stasera tra Sassari e Cremona, altre due squadre hanno staccato il biglietto per le Final Eight, con Brescia che passando a Cantù, è salita fino alla terza posizione e Brindisi, che regolando Treviso, si è portata a 18 punti. Già sicure di essere a Pesaro a metà febbraio erano la Virtus Bologna e Milano, che si sono sfidate davanti alle telecamere di Rai2, con la Segafredo che si è confermata, per adesso, la migliore squadra italiana, con Teodosic che ha vinto il duello con Rodriguez, Dovrà aspettare invece domenica prossima la Fortitudo, per essere sicura di un posto tra le prime otto, dopo la netta sconfitta subita a Trieste, stessa sorte di Roma, raggiunta a 14 punti da Reggio Emilia dopo aver perso lo scontro diretto, e di Varese, sconfitta in casa da Trento, con la Dolomiti salita nel gruppone a quota 14, ha riposato Pistoia.

 

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