Carpegna Prosciutto, virtualmente finito un campionato che di fatto non è mai iniziato

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6 gennaio 2020

PESARO – Forse alla fine, qualche partita riuscirà anche a vincerla la Vuelle prima di aprile, perché nonostante quello che sentite dire in giro, questo campionato rimane di livello tecnico modesto, dove Cantù vince a Milano, e le otto qualificate per la Coppa Italia, non sono tutte degli squadroni, ma cambierà poco, anche se dovesse arrivare qualche vittoria, il campionato della Victoria Libertas è finito di fatto ieri sera, verso le otto e un quarto, quando una modestissima Trieste è riuscita ad “espugnare” una Vitrifrigo Arena sempre più gelida, non solo perché siamo ai primi di gennaio, ma perché ormai i 4000 che anche stavolta si sono presentati alla Torraccia, hanno capito da tempo, che aria tirerà in riva al Foglia in questo 2020.

Anzi, forse il campionato della Carpegna Prosciutto non è mai veramente iniziato, perché non puoi arrivare alla 17esima giornata, con due americani che non entrano nemmeno in campo, e quelli che ci sono, si sciolgono come neve al sole, appena le cose si complicano, la sconfitta con Trieste è stata la summa di tutto quello che poteva essere e non potrà essere mai.

Pesaro infatti, ha giocato un primo tempo discreto, segnando quasi 50 punti, anche se all’intervallo era sotto di uno, rammaricandosi di aver gettato al vento canestri già fatti e di aver concesso, ad esempio, una tripla a Trieste alla fine del primo quarto, con due falli ancora da spendere, poi, già nel terzo periodo, si erano avute le prime avvisaglie di quello che ci attendeva nell’ultimo, con l’attacco che cominciava a rallentare, e la difesa che non riusciva ad arginare dei semplici pick and roll, ma di riffa e di raffa, eravamo ancora in parità.

Ma le partite si vincono nell’ultimo quarto, quello degli uomini veri, quelli che purtroppo la Vuelle non ha nel proprio roster, e non ha neanche in panchina, e, se avete voglia di passare una triste Epifania, andate a rivedervi gli ultimi cinque minuti, giocati ai quattro cantoni dalla Carpegna Prosciutto, con Barford in punta, a palleggiare per 20 secondi, con i compagni, compreso Williams, fermi negli angoli ad aspettare un passaggio che non arrivava mai, e il povero Jaylen a caricare a testa bassa i raddoppi avversari.

Ma negli ultimi due minuti è andata ancora peggio, con Williams che si è ricordato di quello che gli aveva detto il suo staff – sei qui per essere il go to guy – l’uomo che fa la differenza, peccato che l’ha fatta per Trieste, avendo forzato l’inverosimile, caricando a testa ancora più bassa di Barford, cercando di battere tre avversari in un colpo solo, finendo invece per abbatterli, e con lui si sono abbattuti anche i poveri tifosi biancorossi, che in cuor loro speravano di iniziare l’anno con un sorriso, e che invece sono usciti arrabbiati, forse delusi da una società che ha continuato a commettere errori su errori e che solo a parole, forse, sembra non aver intenzione di mollare.

Il presidente Costa aveva dichiarato che dal match con Trieste, sarebbe iniziata la corsa della Vuelle verso la salvezza, peccato però che a correre siano stati, come sempre, gli avversari, mentre i nostri eroi si guardavano intorno smarriti, come cuccioli alla ricerca di una guida, sperduti, senza nessuno in grado di spiegargli la strada su cui correre, perché senza una meta da raggiungere, rischi solo di sprecare inutili energie e di arrivarci stanco, col piccolo problema che la meta di questa Vuelle non esiste più da ieri sera, o forse non è mai esistita, e non ci rimane altro che accompagnarli verso il precipizio, facendo magari qualche sgambetto qua e là, giusto per toglierci qualche sfizio, perché di soddisfazioni non se ne parla nemmeno, le cose stanno così, almeno per adesso, almeno per quello che ha detto il campo, con l’asterisco su quello che potrebbe accadere fuori, dal punto di vista di sanzioni e penalizzazioni, ma non sarebbe giusto parlarne adesso, ora è arrivato il momento di prendere atto di un fallimento sportivo, e di assumersi ognuno le proprie responsabilità.

Eboua resta tra i più positivi

Eboua resta tra i più positivi

I PIU’…..

Paul Eboua: E’ l’unico giocatore della Vuelle, che sembra avere più anni di quelli che ha, perché è giusto ricordare che il ragazzo è un classe 2000, destinato ad un futuro roseo, a patto che continui il suo precorso di crescita, sia tattico, che tecnico, perché dal punto di vista fisico, non ha niente da invidiare a tanta gente che sta già calcando i parquet della Nba.

Jaylen Barford: Si sperava che l’arrivo di Williams, gli togliesse il ruolo di prima punta obbligata, invece continua ad essere il sorvegliato speciale delle difese avversarie, costringendolo alla solite forzature, che in ogni caso fanno parte del suo Dna cestistico, comunque è stato l’ultimo ad arrendersi.

Tiri liberi: 85% dalla lunetta per la Vuelle, con 24 liberi a segno dei 28 tentati, per una volta, tutti hanno dato il loro contributo.

…. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – TRIESTE

Tiro da tre: 6 su 24; solita percentuale sotto il 30%, per una Vuelle che continua ad avere gente che tira da tre, ma non ha un tiratore vero.

Vasa Pusica: In casa, non lo abbiamo mai visto giocare una partita da protagonista, confermando la teoria che non sia stato colpito dal sacro furore agonistico che spesso possiedono i suoi connazionali, aggiungiamoci scelte tatticamente sbagliate, ed abbiamo come somma finale, l’ennesima partita insufficiente.

Troy Williams: A Venezia aveva dimostrato tutte le sue qualità, ma purtroppo, quando gli abbiamo chiesto di ergersi a protagonista, ha fallito l’esame, anche in maniera rumorosa, con un finale di partita in cui non ne ha combinata una giusta.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Ognuno può sbagliare a modo suo, ma ci piacerebbe chiedere a coach Sacco, perché si ostina a gestire la sua Vuelle come una formazione di serie A2, i più maligni potrebbero rispondere per potarsi avanti col lavoro, ma affrontare squadre che ruotano 11 giocatori, con una rotazione di sette uomini e mezzo, ci sembra in ogni caso un’idea errata, al di là del valore dei due giocatori che rimangono in panchina, trattati come gli ultimi dei juniores.

Sia chiaro, siamo consapevoli che Drell e Thomas non sono adatti alla serie A, ma in una Vuelle che arriva sempre col fiatone all’ultimo quarto, ostinarsi ad una rotazione a sette, ci sembra un suicidio tattico, con la consapevolezza che per il modo di giocare di Barford molto dispendioso dal punto di vista fisico, rimanere in campo per 37 minuti, lo sottopone ad un notevole dispendio di energie, quelle che poi gli vengono a mancare negli ultimi minuti, dove probabilmente gli manca anche un po’ di cattiveria agonistica.

Forse, al suo arrivo sulla panchina della Vuelle, Sacco ha voluto dare un segnale alla sua dirigenza, dicendogli: “Guarda che io a quei due non li faccio mai giocare, fate voi”, ma in Via Bertozzini sembrano non aver recepito il segnale, e allora tanto vale sfruttarli per quel poco che sanno fare, specialmente in giornate dove i titolari non fanno faville, tanto peggio di così le cose non possono andare.

Nel post partita, il coach si è soffermato sulla prestazione di Williams, ampiamente sotto le attese, ma un paio di concetti comunque ci sentiamo di condividerli, perché il ragazzo non è un brocco, anzi, sarebbe anche un gran bel giocatore, uno con una eccellente visione di gioco e la necessaria scaltrezza per smazzare assist al fulmicotone, peccato però che sia circondato da compagni che non parlano la sua stessa lingua, perché pretendere che i vari Totè, Eboua e Zanotti riescano sempre a convertire in due punt i suoi assist non è realistico, e così, dopo averci provato per tutto il primo tempo, Williams ci ha rinunciato, rinunciando però anche a rendersi utile, rimanendo fermo nell’angolino ad attendere non sappiamo bene cosa, poi, nelle ultime azioni, ha voluto fare il fenomeno, finendo invece per fare solo danni, in una Vuelle che i danni già li stava facendo per conto suo.

Finisce così il peggiore girone d’andata della storia della Victoria Libertas, uno di cui ci ricorderemo a lungo, senza illuderci che quello di ritorno sarà tanto diverso, L’unica differenza è che ormai siamo disillusi e consapevoli che in fondo al tunnel, se andrà bene, ci sarà la serie A2, sperare in qualcosa di meglio, servirebbe solo a peggiorare la nostra e vostra acidità di stomaco.

DAGLI ALTRI PARQUET

Mentre Pesaro ufficializzava la sua retrocessione, le altre si stavano giocando gli ultimi tre posti per la Coppa Italia, e a rimanere fuori per la classifica avulsa, sono state due squadre protagoniste comunque di due importanti exploit, come quello messo a segno da Cantù a Milano, contro un’Armani che ha già perso sei partite finora, di cui tre a domicilio, rimane fuori dalla Final Eight anche Varese, a cui non basta il bel successo ottenuto a Treviso. Saranno a Pesaro a metà febbraio invece, la Fortitudo, che nel posticipo ha superato agevolmente Reggio Emilia e Cremona, che battendo Brindisi nello scontro diretto, sorpassa i pugliesi anche in classifica, c’è l’ha fatta anche Venezia, nonostante la sconfitta subita a Brescia, con l’Umana che entra però nel tabellone come ottava, portandosi in dote il quarto di finale contro la Virtus Bologna, che ha chiuso l’andata come prima, trascinata da 30 punti di Teodosic nella sofferta vittoria a Trento, con la Segafredo che ha mantenuto due punti di vantaggio su Sassari, vincente a Pistoia, ha riposato Roma.

 

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