Botteghe storiche e negozi tradizionali continuano a abbassare le saracinesche, Varotti: “Ecco di chi sono le responsabilità della crisi del commercio”

di 

7 gennaio 2020

Amerigo Varotti*

PESARO – In questi giorni di inizio 2020 assistiamo con preoccupazione, rabbia e rammarico – visitando le nostre Città, i Paesi e i borghi della nostra Provincia – alla chiusura, per cessata attività, di tante attività commerciali e artigiane. Botteghe storiche, negozi tradizionali che lasciano il posto a serrande abbassate e vetrine spente. Spesso intere vie hanno perduto la loro caratteristica vitalità. E spesso decenni di storia e tradizioni si perdono nel silenzio assordante. 

Amerigo Varotti

Amerigo Varotti

Chi per anni ha favorito, voluto ed accompagnato la crescita abnorme della grande distribuzione, degli ipermercati, degli innaturali centri commerciali; chi ha agevolato la creazione di questi mostri bruttissimi di cemento con piani regolatori e norme urbanistiche di favore. Chi ha contribuito allo sviluppo incontrollato del commercio on-line, favorendo i giganti internazionali dell’e-commerce non facendogli pagare le tasse in maniera adeguata creando nei fatti una concorrenza sleale vergognosa. Chi a chiacchiere diceva di stare dalla parte dei piccoli commercianti ed artigiani ma poi, nei fatti, li costringeva a pagare di tasse il doppio o il triplo di quanto invece assicurava alle grandi catene del retail e dell’e-commerce.  Chi ha continuato a dare soldi e benefici alle grandi industrie che intanto delocalizzava o portava la sede fiscale all’estero dimenticandosi di sostenere le piccole attività che – sole – rappresentano la vita delle nostre città (certo perché é più moderno ed innovativo garantire milioni di euro per improbabili destinazioni con bandi incomprensibili a favore dei cosiddetti «settori trainanti» dell’industria, che garantire il proprio sostegno al piccolo bottegaio). Chi da anni ha sostenuto – anche nel mondo economico, associativo e giornalistico – che «piccolo non é più bello» non dando risalto, riconoscimento e visibilità a chi ha garantito da sempre la vita delle nostre città e il successo economico del Paese (senza peraltro creare i problemi enormi al sistema bancario italiano garantiti invece dai “bravi” imprenditori osannati dalla politica e dalla stampa). 

Ecco, tutti costoro, in questo inizio di 2020 possono dirsi soddisfatti. Stanno iniziando a riscuotere il compenso derivante dalla loro indefessa attività. 

*Direttore Generale – Confcommercio Pesaro e Urbino /Marche Nord

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>