Fusione Pesaro-Monteciccardo, Ricci spinge per il sì: “Un sì solidale per crescere”

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17 gennaio 2020

PESARO – Matteo Ricci a Villa Betti spinge il sì alla fusione Pesaro-Monteciccardo (domenica 19 gennaio il referendum consultivo, si vota nei due Comuni dalle 7 alle 23, ndr). Prima a cena a casa Salvi, con “un sindaco in famiglia”, poi al Circolo Arci (gremito), nell’assemblea del comitato a favore.

“Il percorso è partito spontaneamente. con le firme dei residenti. Siamo onorati perché Monteciccardo è un territorio straordinario. Sul lato produttivo, agricolo e culturale”. Il punto, secondo Matteo Ricci, è “ragionare sulla forma amministrativa migliore per la gestione e la risoluzione dei problemi. Credo molto nei meccanismi di aggregazione dei Comuni. E il territorio è complessivamente omogeneo: giusto lavorare insieme. Lo facciamo già con l’Unione, la fusione sicuramente dà forza”, evidenzia il sindaco nel dibattito moderato dai giornalisti Luca Fabbri e Micaela Vitri. Anche perché dallo Stato arriverebbero incentivi pari a due milioni all’anno per dieci anni.

“Così sistemiamo i debiti di Monteciccardo (il deficit stimato è di circa un milione, ndr) e liberiamo un grande piano di investimenti. In base alle vostre priorità”, rimarca Ricci ai residenti. Il riferimento è al “mutuo Monteciccardo”, da accendere per “manutenzioni, lavori su strade, marciapiedi, scuole, allargamento del circolo, nidi, completamento palestra”. Cinque milioni in tre anni: “Una somma non da poco. Non so in quanti anni Monteciccardo potrebbe fare gli stessi interventi. Sarebbe praticamente impossibile”. Quindi: “Si tratta di un’opportunità che non va persa, perché la fusione salva Monteciccardo. I nodi sono noti, fatico a vedere un futuro alternativo. Già è difficile amministrare un Comune quando non ci sono i debiti, figuriamoci così…”. Il resto dei contributi statali “ci aiuta a rafforzare il bilancio del Comune di Pesaro. Per non aumentare le tasse e mantenere i servizi sociali ed educativi”.

Ulteriori vantaggi per Monteciccardo per il primo cittadino di Pesaro: “Diminuzione delle tasse locali, che saranno allineate con quelle di Pesaro. L’addizionale Irpef scenderebbe così dallo 0.8 allo 0.6″. Non solo: “Monteciccardo entrerebbe nella rete dei servizi di Pesaro, con i relativi benefici”. Mantenendo, precisa Ricci, l’autonomia decisionale “grazie al Municipio e al relativo consiglio eletto, con parere vincolante sul suo territorio. Per cui tutto ciò che riguarda Monteciccardo non potrà essere approvato da Pesaro se qui non sarete d’accordo”. Insomma: “Una sorta di Trentino-Alto Adige dentro il Comune di Pesaro. Con un’autonomia speciale”. Poi le opportunità su turismo, cultura e dintorni , “con il Conventino che vogliamo valorizzare”. Ancora: “Con la fusione, Monteciccardo diventerebbe fondamentale per dare servizi a quartieri di Pesaro molto esterni. Come Ginestreto e Santa Maria dell’Arzilla”. Insomma: “Dall’operazione, Monteciccardo ha solo da guadagnare. Chiude i debiti, mette in moto investimenti ingenti, entra nella nostra rete di servizi. Con l’autonomia decisionale del Municipio, che gli altri quartieri di Pesaro non hanno. Per noi, ovviamente, sarebbe un onore e una grande responsabilità. Ora la parola ai cittadini”.

A sostenere le ragioni del sì, nelle due iniziative, mezza giunta comunale – Vimini, Delle Noci, Morotti, Ceccarelli – oltre al consigliere regionale Andrea Biancani e ai membri del comitato a favore della fusione: presenti, tra gli altri, Gianfranco Amadori e Giovanni Barberini.

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