Il meglio e il peggio: gli applausi a Pierre e gli insulti alla mamma di Vitali

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20 gennaio 2020

Mister Pressing

Inizia oggi una nuova rubrica dedicata ai nostri lettori appassionati di sport. È una rubrica sui fatti accaduti nell’ultima domenica sportiva (intendendo nell’ultimo fine settimana). Proponiamo alla vostra attenzione il meglio e il peggio della giornata, il “più” e il “meno”, le imprese e i fatti meno memorabili.

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Il meglio: gli applausi a Pierre: Quando, a 3 minuti dalla fine, Gianmarco Pozzecco, allenatore del Banco di Sardegna Sassari, ha richiamato in panchina Dyshawn Pierre, autore della sua migliore prestazione offensiva nel campionato italiano, il pubblico pesarese, che di basket e di grandi giocatori se ne intende, è scattato in piedi, tributando un grande applauso al canadese. Nessun dubbio: Pierre e Teodosić sono i migliori giocatori del campionato e la loro presenza vale da sola il prezzo del biglietto. Ma un grande applauso lo merita anche il pubblico della Vitrifrigo Arena.

Il peggio: gli insulti alla mamma di Vitali: solo fischi, invece, ai pochi che per tutta la partita non hanno perso occasione per insultare volgarmente la madre di Michele Vitali. Una domanda ai protagonisti: ma a casa avete una mamma? E se qualcuno la insultasse, come reagireste? Veniamo dalla settimana segnata da analogo coro scandito dai tifosi fiorentini all’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini (due stagioni in maglia Vis Pesaro), giustamente risentito. E dall’improvvida difesa dei maleducati (a dire poco) tifosi viola da parte di Rocco Commisso, presidente della Fiorentina, che pure ci assai simpatico. Ma godersi la partita senza insultare è così difficile?

Il meglio: la carezza del sindaco a Marco Piccoli: intervallo della partita tra Pesaro e Sassari, angolo dietro il canestro lato IperConad: Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, che sta tornando al proprio posto in tribuna, è protagonista di un gesto di grande affetto nei confronti Marco Piccoli. Il sindaco incontra il “tifosissimo” della Vuelle che pochi giorni fa ha perso il fratello Paolo, si ferma a salutarlo, gli riserva un carezza. Marco gradisce, sembra emozionato, e dimentica il vistoso cerotto in testa. Non solo provvedimenti amministrativi, anche grande attenzione alla vita dei propri concittadini. Un applauso al sindaco.

Il peggio: Craxi, il basket e i giornalisti revisionisti: visto che siamo entrati in “politica”, come non essere sgomenti di fronte alla riabilitazione di Craxi Benedetto detto Bettino. In una sorta di revisionismo che fa poco onore la giornalismo italiano, sempre pronto “a pestare le mani a chi arranca dentro una fossa, sempre pronto a leccare le ossa del più ricco e dei suoi cani”. Dimenticando i fatti – Craxi è stato condannato per due volte in via definitiva per un totale di 10 anni di carcere: 5 anni e 6 mesi per corruzione (mazzette Eni-Sai) e 4 anni e 4 mesi per finanziamento illecito (Metropolitana di Milano). C’è chi, in malafede, continua a raccontare che era stato condannato perché “non poteva non sapere del sistema di finanziamento illecito ai partiti”. Fu lo stesso Craxi a smentire i suoi amici di oggi. Il 17 dicembre 1993, durante il processo Cusani (ben altra persona, visto che ha affrontato i processi e ha pagato di persona, senza fuggire all’estero, come ha fatto Craxi, che qualcuno s’ostina a definire rifugiato, invece era un latitante), il leader socialista dichiarò: “Ero al corrente della natura non regolare dei finanziamenti al mio partito. L’ho capito da quando portavo i pantaloni alla zuava”.

Le mazzette addebitate a Craxi sono state quantificate in decine di miliardi di lire (c’è chi sostiene più di cento), utilizzati per gli affari propri, non per finanziare il PSI.

Ma i giornalisti italiani sono smemorati. Salvo ricordare, però, che – servizio del TG2 – il giovane Craxi era alto 2 metri ed era atletico, tanto da dedicarsi alla pallacanestro. Ed è proprio lui a ricordare di essere stato squalificato 2 giornate per frasi offensive a uno degli arbitri.

Con le norme di oggi avrebbe pagato una multa. Capirai, con tutti i miliardi… Di questo passo, a breve saranno santificati Moggi e magari anche Totò Riina, che era tifoso del Milan. Dunque, in un mondo che santifica un latitante, si può provare ad attribuire qualche merito anche al capomafia.

Il meglio: l’A2 di volley femminile parla marchignolo: volley femminile di serie A2 parla… marchignolo: si è conclusa domenica la stagione regolare di serie A2 di pallavolo femminile, che come è noto è divisa in due gironi. L’A è stato dominato dall’Omag San Giovanni in Marignano: 17 vittorie e 1 sconfitta, 50 punti. Nel B ha fatto altrettanto la Delta Informatica Trentino allenata dal marottese Matteo Bertini che ha messo in cassa 49 punti grazie a 17 successi a 1 battuta d’arresto. Il 9 febbraio inizierà la seconda fase: dieci partite. Salvo improbabili sconvolgimenti saranno San Giovanni in Marignano e Trento a giocarsi la promozione diretta. Purtroppo, però, entrambe hanno perso causa infortunio la palleggiatrice titolare: la fanese Ilaria Battistoni per l’Omag ed Elisa Moncada per le trentine.

Il peggio: le cronache di Eurosport con il commento di Hugo Sconochini: l’abbonamento a Eurosport Player consente di seguire tutto il campionato italiano e le coppe europee. Un’offerta imperdibile per gli appassionati. Con un neo, che non è unico, in verità, ma che ogni tanto fa passare la voglia di cambiare canale: il commento di Ugo Sconochini, spalla tecnica del telecronista. Oggettivamente non si capisce chi l’abbia scelto, in base a quali meriti. Ascoltare Sconochini è a dire poco imbarazzante. Non farebbe meglio a dedicarsi al padel, dove dicono sia un maestro?

 

 

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