Doglioni (Lega) su esito referendum Pesaro-Monteciccardo: “Ricci gongola dimenticando che il 94% dei pesaresi non è andato a votare”

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24 gennaio 2020

Lodovico Doglioni*
PESARO – Il Sindaco di Pesaro Ricci gongola per la vittoria al referendum per la fusione per incorporazione del comune di Monteciccardo dimenticando la cosa più importante: il 94 % dei pesaresi non sono andati a votare. Purtroppo non sono andati a votare i cittadini che hanno dato mandato a Ricci di governare Pesaro, significando così il completo disinteresse per questa iniziativa tutta targata PD e giocata esclusivamente sulla pelle dei Monteciccardesi impauriti dai dati economici che il Comitato del Si ha diffuso da mesi. Dati economici ricevuti peraltro in modo discutibile da un tecnico ragioniere appena giunto nel Comune di Monteciccardo dal Veneto.
Spiace sopratutto notare che, come al solito, i Pesaresi vengono dopo, che il Parco Miralfiori continua ad essere un supermercato dello spaccio a cielo aperto, che nel centro storico degradato altri negozi chiudono, che non si risolvono le grandi crisi aziendali che stanno decimando il fu distretto del mobile pesarese, e non parliamo del turismo! Però si festeggia all’annessione di un comune a 22 km di distanza e si inneggia alle prossime fusioni con Vallefoglia e chissà quanti altri municipi che hanno la sfortuna di confinare con Pesaro.
Lodovico Doglioni

Lodovico Doglioni

Il voler diventare, come affermato da Ricci il giorno dopo del referendum, la più grande città delle Marche, non solo denota disprezzo verso quel 94% che non è andata a votare a Pesaro, ma non ha neppure accontentato i Monteciccardesi che speravano da subito nella mano santa di Pesaro per garantirgli i servizi che sarebbero stati chiusi all’indomani, come dicevano se vinceva il no. Invece nulla, il dibattito si è subito spostato sul progetto della Grande Pesaro, sulla fusione con Vallefoglia, per preparare il tanto atteso tandem Ricci-Ucchielli e governare a vita la valle del Foglia.

Una Grande Pesaro però apre scenari politici provinciali e regionali di primaria importanza, perché il bilanciamento territoriale ne verrebbe sconvolto. L’unione Pian del Bruscolo verrebbe messa in discussione, così come i rapporti con la città di Fano, che diventerebbe la metà di Pesaro con un peso politico molto ridimensionato e con l’impossibilità di mantenersi servizi da città, i rapporti con Urbino si comprometterebbero ma soprattutto con tutte le città dell’entroterra già massacrate dalla chiusura di ospedali e dalla mancanza di infrastrutture. In tutto questo gioca un ruolo fondamentale la Provincia, che ovviamente è completamente assente se non complice e asservita a questo gioco.
Non parliamo poi dei rapporti con Ancona. La Grande Pesaro ne minerebbe la leadership con indubbie ripercussioni politiche e amministrative. Ma questa voglia di “Grandeur” davvero fa bene ai cittadini di Pesaro oppure è solo una ambizione di potere ed una esibizione di forza del loro sindaco Ricci? Il moderno Barbarossa del Foglia che cerca di conquistarne i castelli non si dimentichi che la storia lo ha già sconfitto, fra l’altro da un certo Alberto da Giussano…
*Segretario Provinciale Lega Pesaro-Urbino

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