LA RECENSIONE. I lupi del Caffettiere: il romanzo del fanese Matteo Meoli è uno spaccato della nostra provincia

di 

28 gennaio 2020

FANO – Si parla di amicizia e solitudine nel romanzo di esordio di Matteo Meoli, I Lupi del Caffettiere, pubblicato alla fine dello scorso anno da Il Seme Bianco.

Nato e cresciuto a Fano, per poi trasferirsi prima a Pesaro, poi a Cattolica, Meoli ci regala un testo generazionale ambientato nella nostra provincia, dove un gruppo di ragazzi trova l’apice della sua unione partecipando ad un torneo amatoriale di calcio a otto. Tra le pagine del libro si evince lo spaccato di vita di giovani cresciuti prevalentemente davanti alla tv. Un po’ impigriti: senza ambizioni o sogni, troppo impegnati ad assomigliare all’eroe del film preferito. Il vuoto è spezzato dalla partita del sabato, sigillante di un’unione magica quanto effimera. Seguita dai ritrovi in caffetteria, con le rituali epiche bisbocce e le seguenti notti annebbiate in discoteca. Sempre sul filo del rasoio di una strage del sabato sera. La ricerca di felicità è a tentoni nel buio questa volta. E, quale unica ispirazione il telefilm, il protagonista è lì in attesa di un lieto fine. Uno qualsiasi: il torneo, l’amicizia, la storia d’amore. Con il rischio di perdere tutto e rimanere solo. Solo davanti alla tv

Un gruppo di ragazzi s’iscrive a un torneo amatoriale di calcio a otto. Lottare insieme sul campo e condividere le stesse difficoltà nella vita di tutti i giorni salderà la loro amicizia, rendendo la loro unione qualcosa di magico e all’apparenza indissolubile. La fine del torneo sancirà però lo scioglimento del gruppo e il protagonista, Meme, si ritroverà solo e smarrito in una realtà troppo diversa dalla promessa dei quindici anni. Nella vicenda di questi ragazzi di provincia, ambientata all’inizio del millennio, prima della crisi economica ma in un mondo già privo di grandi ideali, si evince il disagio di una generazione cresciuta a cartoni animati e telefilm, spiazzata nel muoversi in un mondo dove il lieto fine non è quasi mai previsto.

Matteo Meoli

Matteo Meoli

Matteo Meoli, come nasce la sua passione per la scrittura? 

La mia passione per la letteratura nasce dalla voglia di raccontare che ho avuto fin da bambino. Per capire come raccontavano i grandi narratori ho iniziato a leggere. Questo mi ha permesso di viaggiare con la mente e vedere il mondo da altri punti di vista: mi ha insegnato a vivere. Anche ora: con il lavoro, la famiglia (mi sono sposato da tre anni), mi ritaglio sempre del tempo per la lettura.
Quali sono i suoi autori preferiti?
La mia curiosità mi ha portato a leggere autori molto diversi tra loro: quelli che mi hanno ispirato di più, forse per il loro essere personaggi e per la loro vita avventurosa, sono stati gli americani: Kerouac, Bukowski, Faulkner, Hemingway.
Lo ha scritto di getto, oppure il romanzo è frutto di un lungo periodo di osservazioni e riflessioni?
Il libro non l’ho scritto di getto. L’ho lasciato e ripreso più volte negli anni. L’avevo in testa, ma metterlo nero su bianco è stato più difficile del previsto. Un processo per nulla naturale. La cosa difficile è stata scrivere in terza persona.
Solo fantasia o anche realtà? 
Alcuni episodi sono presi dalla realtà, così come alcuni tratti dei protagonisti. Direi però che la storia così come si sviluppa è frutto della fantasia. Diciamo che ho piegato la vita reale alle esigenze della storia.
Come hanno reagito i suoi amici? Si sono identificati con i protagonisti?
Gli amici che hanno letto, chi più chi meno, si sono ritrovati, anche se attendo ancora il parere di qualcuno.
Quanta Fano c’è nel suo primo romanzo?
Il racconto è ambientato completamente a Fano. La città non è citata ma si evince dai quartieri e dai locali.
Più difficile scrivere o trovare una casa editrice che la incoraggiasse a pubblicare la sua fatica?
Portare a termine questo progetto mi ha dato enorme soddisfazione. Per questo è stato importante poterlo pubblicare. Trovare una casa editrice però non è facile. Soprattutto una che non ti chieda contributi in denaro o l’acquisto di copie. Ma su questo sono stato molto deciso. Avevo scritto il romanzo per un piacere personale e se nessuno me lo avesse pubblicato gratis, non ci sarebbe stato problema. L’avrei custodito nel cassetto. Finito questo poi ho intenzione di scrivere ancora. La letteratura è per me una grande passione, che spero di condividere con gli altri. Senza ossessioni però.

Matteo Meoli nasce a Fano  nel 1975, si diploma presso la Scuola Superiore di Giornalismo dell’Università Carlo Bo di Urbino nel 2003. Ha collaborato con alcuni quotidiani locali, prima di iniziare a lavorare come venditore presso una concessionaria auto di Pesaro. I Lupi del Caffettiereè il suo primo romanzo. 

Del suo impegno giornalistico ricordiamo, durante la collaborazione con l’allora redazione fanese del Corriere Adriatico,  la sua inchiesta sulle conseguenze del passaggio dalla lira all’euro senza che fossero stati programmati controlli su esercenti che si dimostrarono a dire poco scorretti. Merci vendute a 1.000 lire, il giorno dopo costavano 1 euro; praticamente il doppio. Ma stipendi e pensioni non raddoppiavano. Un’inchiesta memorabile e anticipatrice di un grigio futuro per tante generazioni 
AUTORE: Matteo Meoli
TITOLO: I lupi del caffettiere 
© 2019 – Il Seme Bianco
COLLANA: Magnolia

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>