Pagata la tassa Segafredo, i risultati dagli altri campi avvicinano la retrocessione della Vuelle

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3 febbraio 2020

vlPESARO – Onestamente, pensavamo peggio, temevamo che la Virtus affondasse il colpo fin dalla palla a due, e che avremmo assistito a quaranta minuti di dominio bianconero, con la Vuelle a fare solo da sparring partner alla capo classifica.

Invece, almeno per il primo tempo, Pesaro ha tenuto botta, giocando 20 minuti della sua pallacanestro, quella fatta di uno contro uno, e di pochi passaggi dentro l’area, con Pusica a dirigere il gioco e Barford come uomo di riferimento, mettendo in mostra anche un Drell, meno timoroso del solito, e la coppia Totè-Eboua che non stava sfigurando contro un vice campione del mondo come l’argentino Delia e un totem come Gamble, poi è arrivato il secondo tempo.

Perché, parliamoci chiaro, se la Segafredo avesse voluto, avrebbe potuto darcene 20 per tempo, ma questa partita la Virtus l’ha preparata il giusto, incastrata com’era tra due impegni fondamentali per lei, come lo spareggio per il primo posto in Eurocup di mercoledì prossimo, contro il Partizan Belgrado e prima di volare a Tenerife il prossimo weekend, per cercare di vincere la Coppa intercontinentale della Fiba, e nel primo tempo Bologna ha perso tanti palloni in maniera gratuita, consentendo alla Vuelle di trovare punti facili in velocità, quelli necessari per segnarne 47 in 20 minuti, subendone però 52, che uniti ai 54 della ripresa, hanno fatto arrivare la Virtus a quota 106, record stagionale per le V nere, tanto per ribadire che la difesa non è il punto di forza della Carpegna Prosciutto.

Tra l’altro, la Segafredo di Teodosic è la squadra che gioca la migliore pallacanestro in questo momento, anche se nei 30 assist – altro record,- distribuiti sabato sera, il “merito” va condiviso tra l’attacco bolognese e la difesa troppo permissiva della Vuelle, bucata troppo spesso sotto canestro, ma non è certamente una novità, con i pur volenterosi Zanotti ed Eboua, che continuano a saltare su ogni finta di sopracciglia, e Totè che si fa fregare troppo spesso dai falli, aggiungiamoci l’assenza di Chapman e quella cronica di un vero centro, e i conti non avrebbero mai potuto tornare al PalaDozza.

Ma di assist ne ha distribuiti 20 anche la Carpegna Prosciutto, con la complicità degli avversari per carità, ma è innegabile che Pusica stia giocando finalmente ai suoi livelli, quelli che hanno accesso l’interesse nei suoi confronti del Galatasaray, affare sfumato per un buyout ritenuto non sufficiente dalla dirigenza biancorossa, che nelle ultime settimane ha dovuto bloccare diversi assalti ai suoi giocatori, con le altre società scese come avvoltoi sui resti di una squadra destinata alla retrocessione, ma che, per almeno altri 40 giorni, ovvero finché la matematica non la condannerà, sembra intenzionata a posticipare il rompete le righe alla primavera, quando i punti di differenza sulla terzultima saranno incolmabili e si deciderà di consolidare il primato nella speciale classifica sull’utilizzo di italiani under 25.

Quella che se vinta, porterà nelle casse della Vuelle 52.500 euro, facendo rimanere il più possibile sul parquet i vari Mussini, Totè e Miaschi, dato che Eboua non può essere contabilizzato, non essendo schierabile in Nazionale, perché ci sarebbe già da programmare la stagione ventura, anche se in Via Bertozzini ancora tutto tace, e ci si trincera dietro una improbabile salvezza ancora a portata di mano secondo loro, meno secondo la logica.

Con i risultati di ieri infatti, la retrocessione arriverà con una settimana di anticipo, dato che delle rimanenti 13 partite, Pesaro ne dovrebbe vincere almeno 8 per poter cominciare a fare i conti, troppi onestamente senza aiuti dall’alto, che non vuol dire sperare in un intervento divino, ma in uno ben più profano, quello proveniente dalla Com:tec, organo designato a controllare i conti delle 17 società di serie A, e vi possiamo garantire che almeno 3-4 di loro, navigano in acque ben più torbide rispetto al Foglia.

I PIU’…..

Paul Eboua: Si conferma ancora una il miglior rimbalzista biancorosso, soprattutto offensivo, specialità che lo vede al quinto posto assoluto nel nostro campionato, e, per una volta, la Vuelle non ha perso il duello a rimbalzo (39-38), e ha retto il confronto con i centri avversari.

Vasa Pusica: L’anno prossimo lo vedremo nel roster di qualche squadra importante europea, non in Eurolega magari, perché per entrarci dovrebbe elevare la qualità della sua difesa, ma il serbo è un play con una buona visione di gioco, che sa sfruttare il pick and roll, e che si dovrebbe esaltare in una squadra composta da giocatori di buon livello e che non gli chieda di essere la prima punta.

Henri Drell: Niente di eccezionale per carità, ma almeno a Bologna non ha sfigurato, prendendo iniziative, e cercando di rendersi utile anche in fase difensiva, durante la pausa, giocherà con la sua Nazionale, e chissà che non ne torni rinfrancato, almeno nello spirito.

… E I MENO DELLA SFIDA BOLOGNA – PESARO

Zach Thomas: Il telecronista di Eurosport, si è accorto della sua presenza sul parquet solo dopo quattro minuti, e probabilmente anche la difesa bolognese lo ha snobbato per tutti e 15 i minuti che ha trascorso in campo, concentrandosi sui compagni, tanto il buon Zach ormai l’ha data su da un bel pezzo.

Palle perse: 36 il numero complessivo delle palle perse dalle due formazioni (19 Pesaro, 17 Bologna), metà delle quali in maniera completamente gratuita, con passaggi dati direttamente nelle mani degli avversari, e se per la Virtus può essere chiamata in causa la poca concentrazione, per la Vuelle non deve essere mai una scusante.

Tiri liberi: Non hanno influito sul risultato, ma il 50% dalla lunetta non deve essere preso sotto gamba, con note di demerito soprattutto per Mussini, Totè ed Eboua.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Almeno nel post partita, coach Sacco ci ha risparmiato la solita scusa che non sono queste le partite da vincere, spostando l’attenzione sull’atteggiamento arbitrale, che anche lui sa non essere la causa della sconfitta, ma ognuno deve fare il proprio lavoro, ed è giusto che un allenatore chieda rispetto, per una Vuelle composta da giovani, che stanno cercando di non sfigurare in una stagione costellata da tanti errori, dove loro forse sono quelli con minor responsabilità oggettiva.

A Bologna, la Vuelle è ricaduta nei vecchi vizi, perché subire 106 punti non può essere la normalità, anche se giochi contro la prima in classifica, ma purtroppo, nonostante l’applicazione, questa squadra è stata costruita con dei limiti oggettivi dal punto di vista fisico, e i margini di miglioramento, sotto questo aspetto, sono molto ristretti.

Discorso diverso sul fronte offensivo, dove ancora tutti possono aumentare il loro contributo, e si spiega anche così il cambiamento in atto rispetto alle prime partite dell’era Sacco, quando la rotazione era ridotta a soli otto uomini, contro Bologna invece, ne ha ruotati 10, con un minutaggio individuale compreso tra 27 e 12, tutti in doppia cifra, e il rientro di Chapman non dovrebbe cambiare le carte in tavola, visto che in tribuna si accomoderà Thomas, finito dietro anche a Drell nelle gerarchie interne, gerarchie che ancora non sono ben definite in questa Vuelle, come aveva sottolineato Sacco venerdì scorso, dato che purtroppo Williams non sembra calato nella parte di leader, Barford non ha la stoffa per diventarlo e i giovani sono troppo giovani per riuscirci.

Rimane così il solo Pusica come candidato, anche se il serbo non sembra averlo nel proprio Dna, ma è innegabile che stia crescendo partita dopo partita, e dovrà convincersi, soprattutto a livello psicologico, che, un finale in crescendo, gli aprirà le porte per il basket che conta, e che in questi 84 giorni che ci separano dalla fine del campionato, ha la possibilità di far emergere un talento che finora, si è visto solo a sprazzi.

DAGLI ALTRI PARQUET

Giornata favorevole alla capolista, con la Virtus che stacca le concorrenti forse in maniera definitiva, Sassari infatti, ormai è distaccata di sei punti, dopo la clamorosa sconfitta inflittagli da Trieste all’ultimo secondo, con il Banco di Sardegna che spreca un vantaggio di 16 punti, prima di venire infilata dalla tripla di Fernandez allo scadere, con Pozzecco che decide di non fare fallo, cade anche Brescia, fermata a soli 56 punti da Trento, con la Germani che viene raggiunta al terzo posto da Milano, che passa solo nel finale a Brindisi, ferma a quota 24, affiancata da Cremona che nel posticipo, supera Reggio Emilia.

A quota 20 punti, si è formato un terzetto composto dalla Fortitudo, sconfitta a Treviso, e dalla coppia Cantù-Venezia, con i brianzoli che vincono lo scontro diretto e mettono nei guai i campioni d’Italia, in coda, la sconfitta casalinga subita da Roma contro Pistoia, invischia i capitolini nella lotta salvezza, anche se la Virtus ha comunque salvato la differenza canestri, in una 21esima giornata dove a riposare è stata Varese.

 

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