Il canottaggio pesarese sulla rotta dei trabaccoli

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8 febbraio 2020

PESARO – Il porto era pressoché quello del 1860 quando venne ricavato dalla deviazione più a nord del Fiume Foglia. Li trovarono largo sviluppo la marineria da pesca, il “traffico con velieri che solcavano senza sosta le acque per raggiungere l’ex Jugoslavia e la Grecia”. Li, in mezzo a quei trabaccoli dotati di due alberi muniti di vele colorate al terzo, non sfiguravano le canoe e le Jole, quei natanti di legno a remi, veloci e dalla forma elegante. Le Jole erano state portate a Pesaro da un gruppo di esuli Giuliano-Dalmati, costretti dalle nefaste conseguenze della guerra ad abbandonare le loro case, le loro città, le loro tradizioni. Fra queste ultime il canottaggio era quello che maggiormente ricordava il loro passato. A Pesaro era approdato Bruno Puia, con un trabaccolo proveniente da Pola dove fu l’ultimo direttore sportivo della gloriosa Pietas Julia. Con questo istriano approdarono sulla nostra costa anche altri amanti del canottaggio: Leonello Leonessa di Fiume, Eugenio Vagnini di Zara, Luigi Herscak, Danilo Petronio e Tullio Vardabasso, istriani, il Dr. Paolo Rodovani (medico sportivo) e il Dr. Alcide Steffic (che fu poi medico all’ospedale di Pesaro) ancora da Zara. Tutti si prodigarono alla costituzione di una Società Canottieri nella nostra città. Fu così che, dopo il nuoto, la pallacanestro, la scherma, il ciclismo e il calcio, il Resto del Carlino ricordava quel 17 marzo 1955 che si era costituita la Società Canottieri Pesaro. Sede, attrezzature, allenamento e …le prime gare sociali. Le Jole correvano su e giù lungo il porto canale e poi, quando il mare lo permetteva, lungo le magnifiche coste di sotto monte, San Bartolo e Ardizio. La Canottieri Pesaro seppe crescere tanti giovani nell’amore per il mare e per questo armonioso e romantico sport. E vennero risultati di livello nelle gara nazionali, con atleti ancora ricordati quali Marco Maletti e Massimo Dolcini nella canoa, Lucio Gnucci e Sante Baldassarri nel canottaggio. Il Porto canale come bacino per gli allenamenti, la sede sociale sul suo molo di levante, il canottaggio per tutti gli amanti del mare. Questo sport è importante per tanti pesaresi perché scendere in barca e remare è un piacere alla portata di tutti.

C’era una volta il canottaggio e c’è ancora, anche grazie ai coastal rowing (canottaggio costiero) che, per la specifica tipologia di queste imbarcazioni, permette agli atleti di allenarsi in mare. Il canottaggio pesarese c’è ed è un vanto per la nostra città perché non tutte quelle che si affacciano sull’Adriatico possono vantare la presenza di una società remiera. I canottieri ci sono, anche in vista dei Mediterranean Beach Games, ovvero i Giochi del Mediterraneo sulla Spiaggia che si terranno a Pesaro nel 2023. L’attuale Consiglio Direttivo e il Presidente Ing. Lorenzo Adversi della Società Canottieri sono particolarmente sensibili e si stanno prodigando per far crescere il proprio settore giovanile. Il canottaggio pesarese e la sua Società rappresentano una solida base, un punto di riferimento sportivo nella storia del Porto, capace di mettere in evidenza le qualità organizzative della nostra città.

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Giorno del Ricordo – 10 febbraio 2020

Con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, il Parlamento italiano ha ufficialmente riconosciuto il 10 febbraio quale “Giorno del Ricordo”, con l’obiettivo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Questo articolo, oltre a presentare la bella realtà e la storia della Società Canottieri Pesaro, è volto anche a ricordare i tragici eventi che costrinsero centinaia di migliaia di italiani, abitanti dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, a lasciare le loro case, spezzando secoli di storia e di tradizioni.

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