Il meglio e il peggio della settimana: applausi ai cento protagonisti di “Non ho più paura”, flash mob contro la violenza sulle donne

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10 febbraio 2020

Mister Pressing

IMG_6441PESARO -Hanno ballato in tanti, uomini e donne, ma anche bambini, con il contributo dell’Ape Andrea, durante l’intervallo di Carpegna Prosciutto – Happy Casa. Un momento molto suggestivo, applaudito dagli spettatori, sperando non resti solo nella memoria, ma entri nei nostri cuori. Basta violenza sulle donne, nostre madri, nostre mogli, nostre compagne, nostre sorelle, nostre figlie. Grazie a Percorso Donna, che ha promosso l’iniziativa, alla Vuelle che l’ha sostenuta, a chi ha danzato sulle note di “Break the chain”, rompiamo le catene.

Il peggio: un commento alla tragedia di Kobe: Internet ha meriti incredibili. Pure nato per scopi bellici, ha consento l’esportazione della democrazia, l’apertura delle porte di stanze riservate. Purtroppo, dalle porte sono passati tutti, odiatori e frustrati, incapaci che altrimenti, per parlare al mondo, avrebbero avuto a disposizione solo il proprio specchio. L’ultima, non peggiore o più vomitevole d’altre, l’abbiamo letta qualche giorno fa, nel sito web di un quotidiano nazionale. Ve la proponiamo avvertendo: può fare male al corpo e alla mente. Che stucchevole menata della fuffa. Spiace a tutti che persone muoiano in incidenti, ma sono eventi assai comuni: solo per incidenti stradali, ne muoiono una decina al giorno in Italia. Questo cos’ha di tanto speciale? Era amato in tutto il mondo, non solo dal proprio specchio.

Il meglio: l’omaggio del Museo d’Arte di Ravenna al campione scomparso: ecco, l’anonimo odiatore delle righe sopra non avrà mai un omaggio come quello che il MAR, museo d’arte della città di Ravenna, ha dedicato a Kobe. Come raccontato da RavennaToday, da venerdì 7 a domenica 9, la facciata del MAR si è illuminata di gialloviola, i colori dei Los Angeles Lakers, squadra di Kobe. La bella città romagnola vanta un rapporto importante con una figura di riferimento dei Lakers: Jeanie Marie Buss, proprietaria e presidente della società californiana. Nel 1990 Jeanie sposò Steve Timmons, che con Karch Kiraly, attuale allenatore della nazionale statunitense di volley femminile, ha vestito la maglia della Porto Ravenna, vincendo lo scudetto nel 1991 e la Champions League la stagione successiva. Dopo il divorzio, Jeanie è stata per 17 anni compagna di Phil Jackson, allenatore di Bulls di Michael Jordan e dei Lakers di Kobe. Con Jackson, Jeanie ha visitato Ravenna, città a cui è legata dagli anni della pallavolo. L’omaggio a Kobe Bryant non potrà non emozionare la Signora dei Lakers.

Il peggio: il lancio di un sasso da un cavalcavia dell’A25: Alessandro Benvenuti e Stefano fresi, i due attori apprezzati di recente anche su Sky ne I delitti del BarLume, tornavano a casa, dopo uno spettacolo, quando la loro auto è stata colpita da un sasso lanciato da un “verme” appostato su un cavalcavia dell’autostrada abruzzese. Per fortuna, i due sono rimasti illesi. Ma il pensiero è andato subito a Maria Letizia Berdini, trentunenne marchigiana di Civitanova, uccisa da un masso lanciato da un cavalcavia di Tortona. Maria Letizia viaggiava nell’auto condotta da marito. Era il 28 dicembre 1996. Ventiquattro anni dopo c’è ancora gente che si diverte colpendo ignari passanti.

Il meglio: la maglia dell’Olimpia Milano: venerdì sera, guardando la sfida di Eurolega tra F.C. Barcelona e Olimpia Milano, ci siamo distratti. Non più attenti a un assist del Chacho o a una tripla di Mirotić e a un tiro altrettanto pesante di Micov, a una sfuriata di Ettore Messina o una gomma da masticare di Pesić che non si capisce come possa allenare i blaugrana. Ci siamo distratti per ammirare una maglia, una tenuta di gioco. Mai abbiamo visto una maglia più bella di quella che porta in giro, in Italia e in Europa, l’Olimpia Milano. Ovvio, direte voi: con uno sponsor, anzi con un proprietario come Giorgio Armani. Vero, ma – che sia rossa (la nostra preferita) o sia bianca – ricordate una maglia più bella? Noi no.

Il peggio: Barford fa di tutto per meritare il numero zero: nella sfida tra Pesaro e Brindisi, Jaylen Barford, guardia inguardabile della Vuelle, fa di tutto per meritare il numero di maglia: 0. Inesistente in attacco, indisponente in difesa, al cospetto del formidabile Banks, tanto che coach sacco, dopo l’ennesima tripla subita a braccia abbassate, lo richiama in panchina, raggiunta accompagnato da un mare di fischi, mai così meritati.

Il meglio: Adrian Banks, guardia dell’Happy Casa Brindisi: 25 punti in 21 minuti, realizzati con una naturalezza disarmante per gli avversari. Vero è che la difesa pesarese (vedi sopra Barford) è imbarazzante, ma Banks non è per caso il migliore realizzatore del campionato italiano. Con ¾ da 2 e 6/10 da 3 ha preso le misure ai canestri della Vitrifrigo in vista dei quarti di finale di Coppa Italia in programma venerdì. Con un Banks così una vittoria di Brindisi su Sassari non ci sorprenderebbe.

Il peggio: un tifoso di una squadra ungherese: durante la partita di Fiba Champions League tra il Falco KC e Brindisi, un tifoso della squadra ungherese ha mimato la scimmia per insultare gli americani della squadra brindisina. Giusto per obbligarci a ricordare i rapporti d’amicizia tra Viktor Orban, leader xenofobo magiaro che ha tanti amici in Italia, purtroppo.

Il meglio: la MegaBat Vallefoglia, nella vittoria e nella sconfitta: il prezioso successo conquistato sabato sera in trasferta, nella difficile sfida a Castebellino, dalla prima squadra di pallavolo femminile della provincia non ci fa dimenticare il signorile comportamento della società in occasione dell’ultima sconfitta (1-3 a Perugia), quando fu decisivo un cartellino rosso che nella pallavolo vale un punto. Nel comunicato sulla gara e nei commenti successivi, neppure un riferimento alla decisione del primo arbitro. In un mondo di piangina, un applauso alla MegaBat Vallefoglia.

Il peggio: un tifoso di San Giovanni in Marignano che ha insultato Matteo Bertini: episodio stonato in un ambiente davvero molto bello, come è d’abitudine nel mondo del volley. Domenica scorsa, nel PalaYamamay di Busto Arsizio, teatro delle finali di Coppa Italia di pallavolo femminile, un tifoso al seguito dell’Omag San Giovanni in Marignano ha fatto di tutto per essere l’eccezione che conferma la regola. Mentre gli altri spettatori arrivati dalla Romagna hanno sostenuto la propria squadra, l’intruso si è esibito in un continuo “assalto” a Matteo Bertini, allenatore marottese della Delta Informatica Trentino che ha vinto il trofeo per le squadre di A2. Dopo il successo in campo, Bertini ha vinto anche fuori: “Non so per quale motivo ce l’avesse con me, ma non m’importa: io ho grande stima per la società romagnola e per i suoi tifosi“. Risposta intelligente alla stupidità di un singolo.

Il meglio: Duplantis che vola a 6 metri e 17 centimetri: Voliamo in alto anche noi, Ma come si fa a non andare oltre i confini della provincia dopo avere ammirato il fantastico volo del ventenne svedese che nel meeting di Torun, in Polonia, ha superato il precedente record mondiale (6,16) del francese Renaud Lavillenie che resisteva da 6 anni. Vola ancora, Armand!

 

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