Vuelle, il nuovo 360 Video Cube è stata l’unica nota lieta della domenica alla Vitrifrigo Arena

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10 febbraio 2020

PESARO – Ormai non ci si arrabbia neanche più, ci si presenta alla Vitrifrigo Arena con lo stesso entusiasmo dell’andare a mangiare dai suoceri, un rito domenicale a cui deve prendere parte perché ormai avevi preso un impegno, anche se ogni tanto tiri fuori una scusa per non presentarti, e il match di ieri, visto che si giocava a mezzogiorno, era una scusa doppiamente valida, sia per quelli che non si sono presentati al palazzo, almeno un migliaio gli assenti rispetto ai dati ufficiali, sia per quelli che non si sono presentati al pranzo con la famiglia, visto che erano impegnati con la Vuelle. 

Tra l’altro, è stata anche una partita bruttina, dove Brindisi è scesa in campo poca concentrata, risvegliata poi dal terzo quarto fantascientifico di Adrian Banks, mentre per risvegliare questa Vuelle ci vorrebbe la sirena del nuovo 360 Video Cube, quella che sembra provenire direttamente da una nave da crociera in partenza, che forse riescono a sentire anche sul lungomare, per la potenza emessa, e il nuovo avveniristico tabellone è forse l’unica nota lieta di questa stagione, che a questo punto, non vediamo l’ora che finisca, e nel pensare che ancora mancano 12 partite, ci prende la malinconia.

Vuelle Carpegna Prosciutto12 partite che, tra l’altro, si giocheranno nel giro di 56 giorni, tra il 29 febbraio e il 26 aprile, visto che il campionato adesso si fermerà per tre settimane, tra Coppa Italia e Nazionale, e in questo periodo, ci auguriamo che venga fatta chiarezza sul futuro, perché pensare al presente avrebbe poco senso, anche se è doveroso fare pulizia il prima possibile, liberandosi di quei giocatori che a Pesaro non ci vogliono più stare, incassando così qualche soldino tramite buyout.

Liberarsi di Barford e Williams, tanto per fare due nomi, toglierebbe anche alibi ai compagni, aumenterebbe il minutaggio, ad esempio, di Mussini e Miaschi, due italiani da valutare anche per il futuro, renderebbe Pusica il leader di questa squadra, l’unico straniero che sembra ancora contento di restare in riva al Foglia, e servirebbe anche a valutare il reale valore di un ragazzo come Drell, che non può essere passato da una probabile prima scelta Nba a brocco, nel giro di sei mesi, e che vuoi o no, è sotto contratto con la Vuelle, anche per i prossimi due anni.

Il presidente Costa, ha dichiarato che se non si presenterà Babbo Natale, con un sacco pieno di doni, si andrà avanti così, forse sarebbe il caso di accontentarsi anche di una Befana in ritardo, basta che riempia le casse biancorosse di qualche euro, senza avere la pretesa che vengano investiti in tempi brevi, perché non avrebbe senso farlo adesso, ma da tenere lì per il futuro, ma quale?

Ieri, la tifoseria pesarese ha invocato l’intervento diretto della famiglia Beretta, invitandola ad assumersi direttamente l’onere di dirigere la Vuelle il prossimo anno, e di “liberarla” da quella attuale, sarebbe bello conoscere le loro intenzioni, visto che saranno presenti come sponsor anche alle Final Eight, e che sembrano aver intuito come la pallacanestro, possa essere un volano importante per far conoscere il loro marchio, ma come sempre, tutto tace in Via Bertozzini, dove regna un silenzio non condivisibile, vista la situazione attuale, dove trincerarsi dietro la matematica non ha più senso, avrebbe più senso indire una conferenza stampa, in cui gli attali dirigenti prendano atto del loro fallimento e lascino lo spazio a chi vorrà prenderne il posto il prossimo anno, e queste tre settimane di pausa ci sembrano le ideali per farlo. 

I PIU’….

Leonardo Totè: Coach Sacchetti lo ha chiamato giustamente in Nazionale, e con la penuria di centri che abbiamo, un pensierino a giugno lo può anche fare, nel frattempo, rimane in campo 40 minuti, segna 17 punti e cattura 8 rimbalzi, non male per un debuttante in serie A.

Vasa Pusica: Pensavi di avere una guardia con tanti punti nelle mani (Barford), pensavi di avere un campione Nba (Williams) e poi arrivi a febbraio, e ti accorgi che il migliore dei tuoi stranieri è questo play serbo, dal fisico da ragioniere, ma con mani e testa da regista puro.

Adrian Banks: Nel primo tempo, guardando le statistiche, eri preoccupato dal fatto che la Vuelle fosse sotto di 10, con Banks fermo a 4 punti, poi arriva il terzo quarto, quello dove  ne segna 18, con una facilità irrisoria, mostrando di essere un serio candidato al titolo di Mvp della regular season.

…… E I MENO DELLA SFIDA PESARO – BOLOGNA

Jalen Barford: La qualità dei suoi tiri sta calando in maniera troppo preoccupante per essere una casualità, e probabilmente ha bisogno di cambiare aria per tornare almeno a segnare con maggior continuità, pur se è doveroso ricordare che in 22 partite, non ha mai avuto una percentuale vicina al 50%.

Paul Eboua; le sue ultime buone prestazioni, ci avevano fatto dimenticare che il ragazzo ha ancora 20 anni, e ieri si sono visti tutti, in un match dove non è mai riuscito a lasciare il segno.

Clint Chapman: Al di là di una condizione fisica ancora non ottimale, ci eravamo dimenticati tutte le sue difficoltà a giocare da centro, soprattutto in fase difensiva, dove non ha la fisicità per contenere pivot agili e scattanti.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

La lotta per decidere chi giocherà con Pesaro in A2 il prossimo anno si fa sempre più serrata, con Roma in caduta libera – otto sconfitte consecutive – che durante la pausa, potrebbe esonerare coach Bucchi, stessa situazione di Trieste, dove, nonostante i cambi, le vittorie continuano a non arrivare, anche se ieri ci è andata molto vicina a Brescia, quella che invece sembra più in forma è Pistoia, squadra dal talento ridotto, che però è riuscita a creare un gruppo coeso, che si fa valere sul parquet e “rischia” di salvarsi sul campo,  nonostante un budget simile a quello di Pesaro, e questo deve far riflettere la dirigenza biancorossa sugli errori commessi. Non è ancora al sicuro neanche Treviso, coi suoi 16 punti, mentre quelle a 18 non dovrebbero avere troppi problemi, ed anzi potrebbero fare ancora un pensierino ai playoff, distanti solo 4 lunghezze.

A 12 giornate dalla fine, sono 12 anche i punti di distacco dalla terzultima, e se dovessimo fare una previsione su quando Pesaro potrà “festeggiare” la retrocessione matematica, punteremmo un euro sul 29 marzo, quando la Vuelle ospiterà Cremona, ma potrebbe accadere anche una settimana prima o quella successiva, poco importa, perché la Carpegna Prosciutto è di fatto retrocessa dal 5 gennaio, dopo la sconfitta casalinga contro Trieste, il vero spartiacque stagionale, in un’annata dove almeno 10 partite sono state definite tali, anche quella di ieri con Brindisi, mentre in realtà, le partite che Pesaro poteva vincere, per poi perderle puntualmente, sono state al massimo tre o quattro.

Il dovere di cronaca, ci obbliga ancora a parlare di tecnica, e allora si deve puntare il dito sulla difesa biancorossa, una croce che ci portiamo dietro da agosto, e che si fa sempre più pesante col passare del tempo, essere arrivati a febbraio, e vedere che ancora i nostri giocatori, invece di contrastarli faccia a faccia, accompagnano gli avversari verso il canestro, affiancandoli invece di fermarli, ci fa venire l’orticaria, così come ci sembra impossibile che tutti rimangano ancora fermi dietro ad un semplice blocco, ma così vanno le cose, anche sotto la guida di coach Sacco, che ha provato a mischiare le carte in tavola, ma non puoi sempre bluffare, ogni tanto devi avere anche una buona mano da giocarti, e purtroppo nessun giocatore biancorosso è un jolly da tirare fuori nei momenti di difficoltà.

Momenti che non potranno che aumentare nelle prossime giornate, in un campionato che per la Carpegna Prosciutto riprenderà a Reggio Emilia il 29 febbraio, con la speranza che in questi 20 giorni, chi vuole andarsene, venga accompagnato in aeroporto senza rimpianti, perché di mercenari ne abbiamo visti tanti in questi anni, ma almeno la squadra era impegnata a salvarsi fino all’ultima giornata, ed era doveroso tenerli tutti fino alla fine.

Stavolta la musica è diversa, ed è giusto ricordare che, con la retrocessione, la Vuelle non sarà obbligata a pagare le ultime due mensilità ai giocatori, perché il contratto collettivo lo prevede, in quanto in parte responsabili della stagione negativa, e perciò mettetevi nei panni di un americano, con il procuratore che gli ricorda che ad aprile giocherà di fatto gratis, e che inserire nel proprio curriculum una retrocessione, non è proprio il massimo, così capirete lo spirito con cui giocherebbero i vari Williams e Barford a marzo, tanto vale salutarli in anticipo, risparmiare un ulteriore stipendio, e far rimanere nel roster i cinque italiani, perché devi averli per forza, Pusica, perché il serbo ha bisogno di ingrossare le sue statistiche, Chapman ,perché l’infortunio lo ha di fatto tolto dai radar, e Drell, perché valorizzarlo è nell’interesse della Vuelle, dato che ha ancora due anni di contratto, e se vuoi venderlo in estate, devi renderlo più appetibile, a dire il vero ci sarebbe anche Thomas, ma di questo non importa a nessuno.

Tra l’altro, avendo vinto una sola partita, sarebbe garantita anche la regolarità del campionato, perché se perdi con tutti, non poi fare danni a nessuno, inutile girarci intorno, le cose stanno così, tanto vale rimetterci il meno possibile.

DAGLI ALTRI PARQUET

Con la Virtus Bologna che recupererà il match contro Varese il prossimo 27 febbraio, dato che ieri sera la Segafredo era impegnata nella finale della Coppa Intercontinentale, persa con i padroni di casa del Tenerife, e Sassari ferma per il turno di riposo, sono state Brescia e Milano a salire in cattedra, con la Germani che in rimonta ha superato una coriacea Trieste, grazie alle giocate di Abass, mentre l’Armani deve ringraziare Micov, autore della tripla decisiva contro Cremona, al settimo posto, rimane compatto il terzetto composto da Venezia, Fortitudo e Trento, con l’Umana che si aggiudica il derby con Treviso, la Pompea che fa sprofondare Roma al terzultimo posto e la Dolomiti che supera Cantù, mentre nel posticipo, Pistoia supera Reggio Emilia e per la prima volta in stagione, abbandona il penultimo posto.

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