Coppa Italia Zurich Connect: vince la difesa di Venezia che fa il pieno anche con i giovani. Mvp: Austin Daye

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16 febbraio 2020

Umana VeneziaUMANA VENEZIA – HAPPY CASA BRINDISI 73-67
UMANA VENEZIA: Casarin ne, Stone, Bramos 12, Tonut 13, Daye 13, De Nicolao 5, Filloy, Vidmar, Chappell 7, Mazzola 6, Cerella, Watt 17. All. De Raffaele
HAPPY CASA BRINDISI: Brown 3, Banks 27, Martin 5, Sutton 5, Zanelli 7, Guido ne, Gaspardo 8, Campogrande 6, Thompson 6, Cattapan ne, Stone, Ikangi ne. All. Vitucci
ARBITRI: Paternicò, Lanzarini e Mazzoni
PARZIALI: 18-8; 16-22;16-13; 23-24

PESARO – Più partite in una. La prima quando Venezia, dopo un avvio da sfida tra scapoli e ammogliati nel segno del ciapa no, sembra alzare un “Mose” che però, al contrario di quello vero, ami entrato in funzione malgrado spese faraoniche, funziona. Infatti impedisce all’“acqua alta” (91 punti con Sassari, “solo” 78 con la Fortitudo perché avanti di 33 Vitucci decideva di fare riposare quasi tutti in vista della finale) che arriva dalla Puglia di ripetersi come nelle gare precedenti. Logico e conseguente il 18-8 del primo quarto, ma anche il 24-12, con il temutissimo Banks tenuto a stecchetto, in grado di realizzare solo dalla lunetta (10/10 al riposo). Allo stesso tempo, con un ispiratissimo Tonut (due triple in un amen), Venezia trovava facili canestri.

La seconda partita dopo 16 minuti e 41 secondi, quando Banks si iscrive alla gara: una sua tripla porta felicità all’Happy Casa: 28-21. Il time-out di De Raffaele è la conseguenza. Venezia non segna più, ma può contare su Watt, Mister Utilità, sempre: il suo 2 + 1 è una boccata d’ossigeno. Entra in clima gara anche Thompson che cerca e trova la tripla del 31-24.

La terza partita è che ora anche Brindisi, come Venezia, mette le mani addosso agli avversari e la Reyer fallisce facili conclusioni che hanno come conseguenza falli e quindi tanti tiri liberi per i pugliesi: dopo 20 minuti 14/17 contro il 2/2 dei veneti. E poiché in uno sport anche di numeri c’è una logica, al riposo sono solo 4 le lunghezze che dividono le finaliste: 34-30.

Banks, a lungo a secco (1/5 da 3 e 0/1 da 2) è a quota 13. Tonut (8) e Watt (9) i migliori della Reyer, che finora da Daye ha avuto poco, anzi niente.

Si riparte per gli ultimi 20 minuti ed incomincia un’altra partita. È ancora l’accoppiata Tonut (assist) e Watt (2/2 dopo il fallo subito) a dare fiato alla Reyer. La tripla di Martin accorcia ancora: 36-33. Torna Daye per Mazzola. Brindisi si fa prendere dalla frenesia, perde palla, forza una tripla, poi commette fallo in attacco. Punita Bramos in entrata e dalla tripla di Daye: 41-33. Zanelli è sfortunato, la sua tripla entra ed esce, non così il tiro di Watt: 43-33.Time-out di Vitucci.

Durante la pausa lo speaker annuncia la presenza di 9.706 spettatori, per un totale di 31.000 spettatori in 4 serate. Ci sia consentito il beneficio del dubbio.

Un grande recupero di Daye lancia il contropiede di Tonut, che però sbaglia il più facile dei canestri per un giocatore del suo valore. Ma che dire di Banks che nel terzo quarto non ha realizzato un solo punto.

Si segna poco (16-13 il parziale), ma all’ultimo breve riposo, nobilitato dalle musiche di Rossini che ricevono un grande applauso, la partita è ancora aperta. Chi sarà il Figaro di qualità che deciderà l’assegnazione della Coppa Italia? Gaspardo mette ulteriore pepe sul piatto centrando la tripla del meno 4: 50-46. Campogrande lo imita per il meno 3. A proposito del numero: se Venezia ha 5 giocatori carichi di tre falli, Chappell centra la tripla del 55-48, imitato da Campogrande che però getta al vento il libero aggiuntivo. Watt è super al rimbalzo offensivo, capitalizzato a canestro. Brindisi non sembra in grado di cogliere l’attimo, che coglie Austin Daye: tripla per il 60-51, che sembra una sentenza. Potrebbe ripetersi, su passaggio “cieco” all’indietro di Tonut, ma sbaglia. Rimbalzo offensivo veneziano che Tonut sfrutta dalla grande distanza: 63-51. Il divario aumenta dopo 35’43” con Bramos che centra due liberi. Torna a vedersi Banks (tripla), ma non si ripete, imitato dai compagni. Però è sempre lui a togliere dalla lunetta lo svantaggio dalla doppia cifra, poi segnare il meno 6. A 1′ e 48” un fallo antisportivo di Stone regala due liberi a Sutton, che spreca incredibilmente. Martin non lo imita realizzando in entrata: 65-61.

Umana VeneziaC’è tempo per l’ultima partita della serata: Watt sbaglia l’impossibile, ma Brindisi (Martin) perde palla per l’ingiusta legge della freccia. La chiude Daye!!!! Tripla per il 68-61 a 53 secondi e 9 decimi. Banks ha un ultimo guizzo, obbliga Stone al quarto fallo e guadagna tre liberi: 68-64 e percorso netto in lunetta. Il quinto fallo di Sutton manda ai liberi De Nicolao che centra entrambi. Brindisi ci prova più volte, ma Watt recupera palla e lancia Bramos che schiaccia e stappa lo spumante, anche se Banks centra l’ennesima tripla delle due finali. Daye dalla lunetta timbra il risultato: 73-67.

Migliore difensore: Stefano Tonut. Mvp: Austin Daye.

La Next Generation è l’Umana di Casarin

Nella finale della Next Generation l’Umana ha superato 62-59 in finale la Grissin Bon Reggio Emilia con una grande prestazione di Davide Casarin, 22 punti, figlio di Federico, presidente veneziano. Davide è stato giustamente premiato quale MVP dell’incontro.

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