Il meglio e il peggio delle finali di Coppa Italia: applausi ad Austin Daye e ai tifosi di Brindisi, fischi a…

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17 febbraio 2020

Mister Pressing
PESARO – La nostra rubrica settimanale è dedicata tutta, o quasi, alle finali di Coppa Italia che la Vitrifrigo Arena ha ospitato da giovedì a domenica.
Il meglio: Austin Daye Mvp: la storia si ripete, di padre in figlio, per la felicità di chi l’ha votato Mvp delle Finali. Crediamo che ci siano molti voti pesaresi nel premio, in una sorta di staffetta che dura da 32 anni. Allora Darren oggi Austin. Una bella storia.

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Il peggio: Legabasket che s’applaude: è vero che ogni scarrafone è bello a mamma soia, ma applaudirsi ignorando cosa accade nel mondo non fa bene al movimento cestistico italiano. Nella conferenza stampa di fine evento, Bianchi ha esaltato i 31.500 spettatori. In un Paese normale, si  comunicherebbe anche l’incasso totale e quanti biglietti omaggio sono stati distribuiti. O no? Visto che per giorni abbiamo fatto i paragoni con la  finale di Copa del Rey, informiamo Legabasket che il totale degli spettatori a Málaga è stato di oltre 41.000 spettatori. Ribadiamo l’invito: andate a studiare come lavora ACB, la lega spagnola. Loro non si sono vergognati di farlo quando Legabasket era la numero uno in Europa. Copiandoci inizialmente, facendo meglio poi, sono diventati i migliori, ma a Bologna fanno finta di niente, da annida troppi anni.
Il meglio: il pubblico di Brindisi: secondo Google, tra la città pugliese e la città di Rossini la distanza è di 641,2 km, per un tempo stimato, tra andata e ritorno, di circa 12 ore e 32 minuti. Qualcuno si è fatto tre volte in tre giorni questa distanza andata e ritorno: venerdì quarto di finale con Sassari, alle ore 18; sabato semifinale con la Fortitudo Bologna alle ore 21; domenica finale con Venezia alle ore 18. Altri si sono fermati a dormire a Pesaro. Domenica il colpo d’occhio della curva brindisina era imponente. Ci hanno detto che erano almeno 3.500 i sostenitori dell’Happy Casa. Sinceramente, pure felici per Austin Daye e la sua famiglia, non ci sarebbe dispiaciuto un finale diverso per questa folla. Il presidente di Legabasket Egidio Bianchi, anziché polemizzare (“Chi diceva che senza i bolognesi il palasport sarebbe stato mezzo vuoto, è servito”), avrebbe potuto dedicare qualche parola ai tifosi di Brindisi, altrimenti sognava i quasi 10.000 spettatori. Lo facciamo noi. Tifosi di Brindisi ed Happy Casa, siete bravissimi! Ai Fortitudini avete risposto, a parole, dagli spalti e, con i fatti, sul parquet
Il peggio: i tifosi della Fortitudo: la rivalità con i tifosi pesaresi è atavica, ma il ritorno dopo anni di limbo in A2 a giocarsi una Finale a 8 di Coppa Italia meritava di essere vissuto con gioia, senza rancore. Invece… l’hanno vissuto male. Contenti loro…
Il meglio: la partita tra Brindisi e Sassari: a parere praticamente unanime è stata la gara più bella delle Finali pesaresi. “Una grande pubblicità per il basket“, hanno detto Vitucci e Pozzecco, i due allenatori. Applausi.
Il peggio: tre tifosi Fortitudo aggrediti in centro per rubargli la sciarpa: ne abbiamo viste tante in questi anni, mai però pensavano fosse possibile ciò che ha raccontato il Resto del Carlino: tre tifosi, tutti componenti una famiglia bolognese, aggrediti da altrettanti sconosciuti, presumibilmente tifosi pesaresi, che si sono impadroniti della sciarpa con i colori della F. È una frase fatta, la ma la madre degli imbecilli è sempre incinta, ovunque, la latitudine non conta.
Matteo Panichi sulla panchina milanese mentre l'armonia Exchange effettua il riscaldamento

Matteo Panichi sulla panchina milanese mentre l’Armani Exchange effettua il riscaldamento

Il meglio: Matteo Panichi: preparatore fisico delle Nazionali di basket, consulente dell’Armani Exchange Milano, Matteo Panichi, fiorentino di nascita, pesarese di crescita e di cittadinanza, è stimato da chi ha avuto la possibilità di conoscerlo. Quando viveva nel college della Victoria Libertas, Laura, professoressa addetta alle verifiche scolastiche del ragazzo, raccontava che Matteo, come il suo compagno Rossano Buonaventuri, anch’egli toscano, era davvero unico. Il suo curriculum è cospicuo, direttamente proporzionale alla sua modestia. Vederlo seduto in fondo alla panchina milanese ci ha confermato che se uno come Ettore Messina l’ha voluto a collaborare con l’Olimpia, dopo averlo avuto alle proprie dipendenze nella Virtus campione d’Europa, Laura aveva perfettamente ragione. Ma non avevano dubbi.

Il peggio: un tifoso di Rieti che insulta un avversario: in attesa di andare alla Vitrifrigo Arena, giusto per restare in tema, abbiamo visto l’ultima parte di Rieti-Agrigento,  gara di Legadue, trasmessa in diretta da Sportitalia. Una delle immagini peggiori, che racconta alla perfezione il clima che si vive in molti impianti sportivi italiani, è quella di un tifoso reatino, che indossa la maglietta della Sebastiani: durante l’ultimo time-out s’avvicina alla panchina avversaria e se la prende, dicendogliene di tutti i colori, con un americano di Agrigento. Nausea.
Il meglio: la bellissima atmosfera vissuta a Pesaro: comportamento dei tifosi Fortitudini a parte, nella Vitrifrigo Arena si è vissuta una bellissima atmosfera, con i tifosi delle altre 7 squadre che hanno pensato a godersi lo spettacolo.  In verità, non è che lo spettacolo sia stato sempre eccelso, ma, visto che intorno alla grande arena c’era il vuoto, almeno dentro si stava benissimo. Complimenti a tutti.
Il peggio: chi ha deciso di non fare entrare gli animali: pu24.it lo ha raccontato ieri (rileggi qui precedente articolo). Oggi ci ritorniamo: cosa sarebbe cambiato con la presenza di qualche cane o gatto, visto che dentro eravamo in tante bestie?
Il meglio: avere rivisto Valerio Bianchini insieme con Santi Puglisi: la storia del basket pesarese in tribuna. Valerio Bianchini, accompagnato dal figlio Tommaso e dalla nuora, ha raggiunto Santi Puglisi. Ah, che tempi, quando Pesaro partecipava alle finali e vinceva gli scudetti. Scusate, ma una lacrimuccia è d’obbligo, visto che oggi dobbiamo versare  lacrime amare.
Il peggio: la mancanza di uniformità nel metro arbitrale: abbiamo visto tutto e il contrario di tutto. Randellate ignorate e sospiri puniti. Partite in cui si tollerava tutto e altre in cui si impediva di provare a difendere. Non ne facciamo questione di singoli, ma dell’uniformità di giudizio. 
Il meglio: la Vitrifrigo Arena. Va bene che Pozzecco, forse ancora in preda alla delusione per la sconfitta, ha detto nella conferenza stampa “ma come ca… si chiama questo palasport?”, ma l’Astronave della Torraccia ha fatto una bellissima figura. “È il più bello d’Italia“, ha commentato un tifoso arrivato dalla Lombardia. Mai avuto dubbi, anche se in passato la pioggia che cadeva in testa a Daniel Hackett intervistato in diretta da Rai Sport non fu una bella pubblicità. Però il nuovo cubo è bello e funzionale.
Il peggio: i costi della Vitrifrigo Arena: che sia bella, non abbiamo alcun dubbio (leggi sopra), ma riusciremo mai a sapere quanto è costata alla città? Perché uno arriva da fuori, osserva e se ne va, felice se ha vinto, triste se ha perso, ma chi abita qui avrebbe il diritto di conoscere quanto è costato l’impianto e quanto denaro ha tolto ad altre opportunità. 

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