Il meglio e il peggio dello sport al tempo del Coronavirus: il Governo impone di giocare solo… a tennis

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2 marzo 2020

Mister Pressing

Il Ministro Vincenzo Spadafora

Il Ministro Vincenzo Spadafora

Vincenzo Spadafora

@vinspadafora

·Ho sentito dire che per via dei tanti impegni i calciatori rischiano di essere sotto stress, giocando tante partite. Permettetemi di obiettare: io penso anche ai 3 infermieri che da 10 giorni lavorano all’ospedale di Codogno senza fermarsi mai. Ecco,loro davvero sono sotto stress

Il meglio: tutto il personale della Sanità in prima linea nella battaglia contro il virus. Solo applausi. A tal proposito, ci sembra giusto provare a pareggiare i conti con il ministro Spadafora, che prendiamo di mira nel primo “peggio” di oggi. Sotto il titolo proponiamo il suo tweet

Il peggio: il comunicato del Ministero dello Sport: pubblicato oggi, 2 marzo, da www.sportgoverno.it, dal Ministero dello Sport, sui provvedimenti relativi al Coronavirus. In particolare su Misure in materia di sport previste per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

In data 1 marzo 2020 è stato adottato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri recante ulteriori disposizioni attuative del decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Con riferimento alle previsioni in materia di sport di cui all’art. 2, si precisa quanto segue. 
L’art. 2, comma 1, lettera a), ha disposto la sospensione sino all’8 marzo 2020, nelle Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto e nelle province di Pesaro e Urbino e di Savona, degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, facendo tuttavia salvo, nei comuni diversi da quelli indicati all’allegato 1 dello stesso decreto, lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni e 
delle sedute di allenamento degli atleti tesserati agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse. Si raccomanda di adottare misure organizzative tali da garantire agli atleti la possibilità di rispettare, negli spogliatoi, la distanza tra loro di almeno un metro.

Da non credere: gli atleti devono stare distanti tra loro alla distanza di almeno 1 metro. Questo nello spogliatoio. Ma in campo, come si concilia la prescrizione con gli sport di squadra? Okay, a questo punto si può giocare solo a… tennis.

Il peggio: i politici che, negli anni, hanno smantellato la Sanità pubblica, tagliando personale, non sostituendo i medici e gli infermieri andati in pensione. Poi s’accusano gli operatori se qualcosa non funziona.

Il peggio: partite a porte chiuse, no rinviate, no si gioca, ma non ovunque: a Bergamo non si gioca, rinviate tutte le partite, ma i tifosi dell’Atalanta possono andare a Lecce, e quelli del Bologna, dove lo sport è sospeso come nel resto dell’Emilia Romagna, sono andati a Roma. A Torino è rinviata la partita tra Juventus e Inter, ma si può disputare – al momento – la sfida di Coppa Italia tra Juventus e Inter. C’è qualcuno che può aiutarci a capire la logica di queste scelte? Visto che ci siamo: San Siro chiuso domenica per Milan-Genoa, aperto tre giorni prima per Inter-Ludorets, anche se  a spalti vuoti.

Il peggio: Legabasket ha deciso: si torna in campo accettando le limitazioni. Bene, bravi, ma… se le altre partite saranno a porte chiuse, Trieste-Pistoia avrà il contorno del pubblico. Chi dice che il basket non è il calcio è servito.

Il peggio: il volley europeo contro le squadre italiane, però gli arbitri italiani in campo nelle coppe continentali. Sarà anche per timori comprensibili, ma la sensazione che qualcuna (leggi una squadra femminile turca) voglia cogliere l’occasione per non correre rischi sul taraflex. La solidarietà al tempo del Coronavirus? L’egoismo di sempre. In questo campo, lo sport è insuperabile.

Il peggio: no a Kobe in campo con i giovanissimi reggiani. la precedente voce ci ha fatto venire in mente un dirigente italiano che s’oppose all’utilizzo di Kobe Bryant, ancora bambino, perché la squadra di Reggio Emilia avrebbe tratto vantaggio dall’utilizzo di uno “straniero”. Kobe ci ripagò amando l’Italia, malgrado la stupidità di quel dirigente.

 

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