CNA di Pesaro-Urbino: “Sospendere mutui, leasing, prestiti, imposte: le imprese adesso chiedono sostegni”

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10 marzo 2020

PESARO – In ordine all’esigenza di contrastare gli effetti economici negativi derivanti dalla diffusione del Covid -19 la CNA di Pesaro e Urbino e quelle delle Marche, accogliendo la richiesta di tante attività che stanno vivendo momenti drammatici in ordine alle recenti disposizioni di limitazione e/o, peggio di chiusura delle proprie attività, propongono, oltre alle misure che il Governo approverà, di fare ricorso ad alcune risorse disponibili per il finanziamento delle attività poste in difficoltà dall’epidemia, con il coinvolgimento del Confidi Uni.Co.

Le risorse immediatamente disponibili possono essere ricondotte alle seguenti misure:

  • € 4,6 mln al Fondo di Solidarietà, per il quale il Comitato di Pilotaggio (Regione, CCIAA, Province) dovrebbe presentare la proposta di re-destinazione alla Giunta Regionale;
  • € 1,8 al Fondo Avversità Atmosferiche di II Grado, per il quale non dovrebbero essere presenti particolari vincoli per la re-destinazione (solo risorse regionali).

tasse-localiIn ordine alla particolare situazione delle strutture private che offrono servizio servizi all’infanzia (asilo – nido), strutture in grandi difficoltà economiche perché le famiglie utenti rifiutano di pagare le rette in quanto il servizio è stato obbligatoriamente sospeso, se la situazione del Coronavirus si prolungherà oltre il 15 Marzo, si configura certo il fallimento di molte strutture, quasi tutte con mutui in corso, canoni di locazione, personale alle dipendenze. Attualmente l’intervento pubblico si sta muovendo solamente in direzione di voucher Baby Sitter (nonostante che nella maggioranza dei casi il ricorso a baby sitter avvenga in mancanza di contratto); nelle Marche sono 119 le imprese impegnate in tali attività (codif. Ateco 88.91: Servizi di asili nido; assistenza diurna per minori disabili). Considerazioni analoghe in materia di sostegno alle imprese, possono essere avanzate per i servizi di istruzione privati.

In ordine all’attività delle imprese di trasporto, si propongono alcune misure particolari di sostegno:

  1. a) sospensione alle aziende in difficoltà delle rate per mutui, leasing, prestiti in genere, fino al rientro dell’emergenza, puntualizzando che la sospensione non preveda la segnalazione alla centrale rischi (come erroneamente è stato fatto nei provvedimenti post-sisma, allorché chi ha usufruito di tali possibilità si è trovato poi bloccato nell’accedere a finanziamenti in quanto segnalato);
  2. b) in caso di palese difficoltà aziendale (come avviene per i settori del turismo o del trasporto persone) si suggerisce la sospensione del pagamento di tutte le imposte, puntualizzando che al termine della sospensione, le imposte rimaste da versare siano rateizzate per un periodo congruo e ragionevole rispetto alla situazione: in mancanza, la fase post-crisi potrebbe configurarsi come peggiore della crisi stessa.

In ordine alle ipotesi di sviluppo di soluzioni di smart-working (o lavoro agile inteso come modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato senza vincoli orari o spaziali e organizzato mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro) la CNA delle Marche suggerisce: che tali ipotesi puntino al superamento dei limiti burocratici attuali (Legge 81/2017) e alla velocità di esecuzione per risultare particolarmente funzionali alla fase attuale di crisi; che si tenga conto dei costi per le infrastrutture e per le strumentazioni necessarie per un adeguato funzionamento di tali ipotesi.

In ordine all’esigenza di disporre di indicazioni affidabili circa gli effetti economici dell’epidemia e delle contromisure attuate, la CNA segnala il proprio sistema di monitoraggio delle dinamiche economiche nelle imprese, messo a punto per l’Osservatorio TrendMarche in collaborazione con Istat-Marche, UBI-Banca e Ufficio Studi CGIA Marche.  Si tratta dell’unico dispositivo di acquisizione elaborazione e analisi dati su microimprese adeguatamente rappresentativo a livello regionale di tutti i settori di attività, il giro d’affari (ricavi interni ed esteri, per conto terzi), gli investimenti, le spese per retribuzioni, per formazione e per consumi.

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