Coronavirus, Ricci: «Servono collaborazione, responsabilità e coraggio ma ne usciremo»

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21 marzo 2020

uno-6PESARO – «Servono collaborazione, intelligenza, responsabilità e coraggio. Con la consapevolezza che i sacrifici che stiamo facendo serviranno a sconfiggere il virus». Lo dice Matteo Ricci nella linea diretta «Pesaro tén bota», rispondendo su facebook alle domande della «città che lotta contro il virus». «Tutti i giorni abbiamo purtroppo un elenco infinito di vittime. E’ un dolore straziante». Per dare l’idea della situazione, Ricci ringrazia il sindaco di Ravenna Michele De Pascale: «L’aumento dei deceduti in un arco temporale così stretto ha messo in crisi l’impianto di cremazione di Carignano. Ravenna ci aiuterà accogliendo quattro o cinque salme al giorno finché avremo questa emergenza. Anche il sindaco di Cesena Enzo Lattuca si è detto disponibile a darci una mano. Nel frattempo, nello stesso impianto di Carignano si stanno facendo lavori di potenziamento». Contestualmente «ci aggrappiamo alle buone notizie: nelle battaglie servono per dimostrare che ce la faremo e usciremo da questa situazione. E’ il caso dei primi due pesaresi guariti ufficialmente».  

ORDINANZE – Sul provvedimento dell’Emila Romagna per Rimini: «Ieri non ci ho dormito sopra. Avere regole diverse tra province così vicine rende tutto più complicato. Anche perché noi abbiamo un po’ meno del doppio dei loro casi. Questa mattina mi sono confrontato con alcuni ministri, con il presidente Luca Ceriscioli e con il sindaco di Rimini. Alla fine il provvedimento dell’Emila Romagna per Rimini, dopo l’aggiornamento di questa mattina, coincide sostanzialmente con l’ordinanza della Regione Marche. Da noi si dice infatti che le aziende, per rimanere aperte, devono garantire rigorosamente i criteri di sicurezza. Su Rimini invece si specifica che le aziende sono chiuse, con l’eccezione di quelle che rispettino scrupolosamente le regole. Al governo abbiamo chiesto di rendere omogenee queste delibere. Da noi tante imprese intanto, hanno deciso di chiudere, usufruendo della cassa integrazione per nove settimane per i lavoratori. C’è stato un boom di richieste negli ultimi due giorni, confermato anche dalla Cgil». Il tema delle attività produttive resta «molto complicato, la decisione deve essere presa su scala nazionale dal governo Conte. Non è facile dividere il settore alimentare dal resto: distribuzione, corrieri, imballaggio. Nel giro di 48 ore ci è stato assicurato che il governo uniformerà le varie ordinanze regionali, in modo da avere regole più chiare per i lavoratori e anche per noi sindaci che dobbiamo applicarle». 

IL QUADRO – Poi il decreto ‘Cura Italia, «primo provvedimento importante con 25 miliardi per la cassa integrazione, i fondi di garanzia per le imprese attraverso le banche, il congedo parentale. Ma non è sufficiente: ieri abbiamo avuto il tavolo anticrisi con associazioni di categorie, banche e commercialisti per applicare al meglio il ‘decreto marzo’ già fatto e elaborare le nostre proposte sul decreto da fare ad aprile. E’ chiaro che più si allunga il periodo di battaglia per sconfiggere il virus, più serviranno risorse».  Nota il sindaco nelle risposte: «Come minimo dovremo stare a casa fino a Pasqua. Anche per questo stiamo riorganizzando i servizi comunali, in modo da portarli nelle case. Specialmente per gli anziani: con il supporto psicologico, la spesa a domicilio. Ne attiveremo altri a breve». La regola resta «stare a casa e uscire solo per le situazioni consentite». Su camminate e jogging: «Se non sono indispensabili all’aperto, gli esercizi si possono fare a casa. Anche per questo stiamo mettendo insieme le proposte delle palestre pesaresi, con la modalità delle lezioni a distanza. Se l’attività esterna è proprio necessaria, la norma prescrive l’uscita individuale. In prossimità dell’abitazione, ovvero nel proprio quartiere. Le persone devono mantenere le distanze di sicurezza. Evitando comportamenti che diventino elementi di aggregazione, perché il virus cammina tra le persone». In questi giorni, osserva Ricci, «sono stati fatti molti controlli tra polizia locale, esercito e forze dell’ordine. Ho riscontrato una crescente responsabilizzazione dei cittadini. Vedo molta più disciplina: continuiamo così e facciamo meglio». Il sindaco conclude con l’invito all’unità: «Non abbiamo tempo per le polemiche. Di sicuro si può sbagliare quando si fa, ma è dura per tutti. Una cosa del genere non se la sarebbe mai immaginata nessuno. Ma chiedo un atteggiamento positivo perché usciremo da questo tunnel. Più collaboriamo e rispettiamo le regole, prima torneremo a vedere la luce».

2 Commenti to “Coronavirus, Ricci: «Servono collaborazione, responsabilità e coraggio ma ne usciremo»”

  1. Esse scrive:

    Molto facile parlare ora quando nei giorni in cui si doveva aver l’accortezza di consigliare per il benessere delle persone la prudenza… Di non lanciare slogan come quel “Basta panico” “Riappropriarsi della città” solo per seguir le direttive di Partito sulla scia degli aperitivi milanesi a Pesaro bisogna sempre fare feste. Lei si è schierato pure contro Ceriscioli che andava contro il Governo perché aveva capito l’estremo pericolo che la Provincia Pesarese andava incontro… Poi al solito cambia opinione dal far della sera all’ora di cena… Tanto volte mi chiedo ma le viene mai uno scrupolo di coscienza che inconsapevolmente qualcuno abbia seguito queste linee di festeggiamenti rossiniano o il non aver panico e poi alla fin fine si è portato in casa il virus come regalo per i nostri anziani? Fossi in Lei chiederei scusa a tutti ed eviterei presenze televisive che non onorano la città di Pesaro. Dimettersi ora non si può perché bisogna aver una rappresentanza cittadina ma lo faccia appena questa immane tragedia sarà finita… Non ci saranno festeggiamenti luminarie o arie rossiniane ma vorrei che in questa liberazione dal virus si ricordassero tutti i nostri pesaresi che ci han lasciato… Restiamo in casa come pesaresi ma Lei spenga la TV, non rende onore alla città… GS

  2. Esse scrive:

    Me lo censurerete il commento? Perché Pesaro e tutti i pesaresi son sempre silenziosi? Eppure c’è un malcontento generale, tutti mugugnano ma poi quando van a votare nello stesso giorno son capaci di votare a destra con mano destra e poi con la mano sinistra la sinistra! Perché questa contraddizione? Non perché il Partito di riferimento sia più bravo ma presumo che sia più “clientelare” e la rete del lavoro cooperativo è potente e radicata nelle famiglie e la paura del perder il lavoro fa cambiare la mano davanti ad una scheda elettorale… La società civile pesarese è sonnolenta e silente… Sarebbe ora di svegliarsi! Non pubblicherete nulla ne son certo ma Vi saluto cordialmente

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