Un libro al giorno: Arenaria di Paolo Teobaldi

di 

29 marzo 2020

Da qualche giorno, pu24.it propone una nuova rubrica: Un libro al giorno. Cosa c’è di meglio della lettura a farci compagnia in giorni che non passano mai, in lunghe serate alle prese con i consigli, spesso stupidi, di personaggi dello sport, della musica e della tv che traggono visibilità anche da una tragedia? Credeteci: meglio un libro!
Ecco le precedenti puntate: clicca quiqui e qui.
Arenaria di Paolo Tebaldi

Arenaria di Paolo Tebaldi

Ci sono mille e più motivi per leggere i racconti di Paolo Teobaldi. Primo perché è un grande scrittore, secondo perché è pesarese, terzo perché racconta Pesaro e i pesaresi in maniera sublime, quarto perché ogni lettura di un suo racconto è uno straordinario arricchimento. Leggi e devi avere a portata di mano il vocabolario per conoscere il significato di una parola, si tratti di cheratinizza o di vernìo. Ma non lo scrive per dirci: guardate cosa so io che voi non sapete! Lo scrive perché lui è un vocabolario nato.

Nella quarta di copertina, Stefano Bartezzaghi, semiologo, giornalista e scrittore, autore di giochi enigmistici che ti incantano, racconta Arenaria: Storie da ridere per non piangere. Una lingua tenera e sorprendente che mai diventa virtuosismo, ma è sempre al servizio della bellezza dei luoghi e delle persone, del racconto di una Storia vista dalla parte degli ultimi. Un finissimo umorismo con venature nere ma sempre gentili.
Arenaria è l’ultimo racconto di Paolo Teobaldi. Conoscendo Paolo, il penultimo, perché, visti i tempi di Coronavirus che gli impediscono le quotidiane camminate sul San Bartolo, crediamo sia già all’opera per il prossimo romanzo. Però, al contrario di altri, lui non scrive in una settimana. Medita, riflette, rimugina, s’interroga, pensa e ripensa. E quando arriva il “mi piace” del suo amico Goffredo Pallucchini, manda a edizioni e/o e il libro è pronto per andare in stampa, per essere letto.
Arenaria è il “monte” quotidiano di Paolo Teobaldi e della sua brigata di amici, è il parco con mille animali che Paolo conosce uno a uno: a ogni cancello chiama un cane che abbaia o saluta un gatto che miagola, perché Paolo, e qui rischiamo di fargli un dispetto, è il vero Signore del San Bartolo, altro che conti e marchesi, veri e falsi. Il San Bartolo è bellissimo, forse – per noi senza forse –  l’angolo più bello della provincia. Ancor più se raccontato da Paolo Teobaldi.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>