Anche il baseball pesarese piange il mitico “Giaguaro” Miani

di 

30 marzo 2020

91114379_2741720032616590_8740365426405408768_n

La foto è dal post su Facebook di Alberto Furlani (CASABASE)

PESARO – L’annuncio è del primo pomeriggio di domenica: arriva da Trieste. Sono le 12,54 quando TriesteAllNews diffonde la notizia della scomparsa di Luciano Miani. Per tutto il mondo del baseball, non solo italiano, era semplicemente il Giaguaro. Per il quotidiano giuliano, Miani era “un pezzo di sport”. La sua vita era sport, fosse il rugby, un altro grande amore, o il basket o la boxe. Era soprattutto il baseball.

Ha allenato a Pesaro, nel 1982, ma a distanza di 38 anni il suo ricordo è indelebile.
Era nato a Monfalcone, nel 1934. Fino all’anno scorso partecipava agli incontri dei tecnici italiani, pronto dire la sua.
Un personaggio affascinante, per certi  versi naïf. Che è un pregio, non una diminuzione delle qualità. Era soprattutto una persona vera.
Quando la Scavolini lo portò a Pesaro, arrivò con la roulotte. La parcheggiò davanti allo stadio del baseball, alle Cinque Torri, dove lavorava tutto il giorno, con la prima squadra e con i ragazzini.
Ha allenato ovunque, in Italia, ma anche in Venezuela (prima d’approdare a Pesaro), in tutte le serie. Non contava la A o la C, bastava lavorare seriamente. Era un hombre vertical, sarebbe piaciuto ai grandi narratori di lingua spagnola, a incominciare da  Manuel Vázquez Montalbán Manuel.
 
Leggete una risposta a una mia intervista per Tuttobaseball, recuperata grazie allo straordinario archivio di Dodo Furiassi, già giocatore prima e allenatore poi del Baseball Club Pesaro.
Una carriera che le ha fatto indossare la maglia azzurra.
Sì, in quegli anni sono stato a Cuba, ho lavorato con Chet Morgan, ho curato giovani come Castelli, Laurenzi e Luciani (tre miti del baseball italiano; ndr) che da juniores s’accingevano al salto nella vera Nazionale. La mia avventura azzurra non durò a lungo. Perché? Ma perché non sono capace di stare zitto quando qualcuno mi sta sullo stomaco, quando qualcosa non va. E in certi ambienti questo non fa un gran piacere“.
Dipende anche da questo se la sua carriera è stata meno brillante di quel che poteva essere?
“Avrei potuto combinare qualcosa di più. Già ai tempi di Glorioso potevo passare all’Incom Lazio, oppure andare a Grosseto, o su invito di Giancarlo Mangini (il mitico telecronista del baseball nazionale; ndr) al Mars di Milano. Anche Notari mi voleva a curare il settore giovanile del Parma”. Aldo Notari, storico dirigente emiliano, poi anche presidente della Fibs, federazione italiana baseball e softball, e addirittura al vertice della federazione europea e mondiale.
Si potrebbe scrivere un libro su Giaguaro Miani. Tante le storie a cui è legato. Una è indimenticabile. Accadeva che in quegli anni il campionato era dominato da Craig Minetto, pitcher della Fortitudo Bologna.
Minetto, anche se qualcuno non lo ricorda, rimane a mio parere il miglior pitcher mai venuto in Italia. Non a caso detiene il record dei K (gli strike-out, l’eliminazione al piatto del battitore; ndr). Durante la sua permanenza in Italia, Minetto vinse quasi tutte le partite. Poi ritornò negli Stati Uniti e giocò nella Major League con gli Orioles di Baltimora. Quel quasi sta per l’unica sconfitta rimediata in Italia: lo battemmo noi, la mia piccola squadra, Cumini Black Panthers Ronchi. Noi, come al solito, eravamo un pugno di ragazzini: c’erano Da Re e Malaroda, 15 anni, Bazzarini e Bortolotti, 16. Nella gara d’andata, a Bologna, l’osservai attentamente e decisi che contro di noi non avrebbe ottenuto i suoi soliti 15 K a partita. I miei ragazzi, anche con 2 strike a carico, giocavano il bunt (la palla smorzata con la mazza che manda in bestia il lanciatore; ndr). Certo, andavano out, ma non si demoralizzavano. Quando venne a Ronchi, lo facemmo impazzire: bunt e batti e corri continuo. Minetto era inferocito, tornò a casa furente, noi facemmo festa tutta la notte”.
Indimenticabile Giaguaro, che la terra ti sia lieve.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>