In Strada dei Cacciatori via ai tamponi in automobile. Prima fase dedicata alle persone guarite segnalate da Asur

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1 aprile 2020

PESARO – A Pesaro è cominciata la fase del test dei tamponi direttamente in automobile. Il consigliere regionale Andrea Biancani annuncia come in questa prima fase “i tamponi saranno per le persone risultate positivi, che sono circa due settimane che non hanno sintomi e che i medici di base hanno segnalato ad Asur”.

Nella provincia sono stati individuati tre punti, a Pesaro in via dei Cacciatori, a Fano all’ex Codma, dove aprirà domani e a Urbino in zona Sasso.
Finite le verifiche si aprirà una seconda fase in cui i tre presidi verranno utilizzati per fare i tamponi alle persone che hanno avuto i sintomi e che sono conviventi di soggetti Covid positivi. Anche questi verranno segnalati ad Asur dai medici di base.

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Il sindaco di Pesaro Matteo Ricci presente oggi sul posto del cosiddetto “checkpoint guariti” di via dei Cacciatori ha spiegato come «si tratti di un servizio molto importante, dove passeranno migliaia di persone. Chi è risultato positivo al coronavirus ma ora sta bene, prima di potere uscire deve essere ufficialmente guarito. E quindi fare il doppio tampone». Semplice il meccanismo: «Si entra in auto dal cancello del Centro operativo, poi il primo vaglio. Quindi gli operatori dell’Asur effettuano il tampone alla persona in macchina (in mattinata ne sono stati eseguiti 35, ndr). Che dovrà essere doppio, cioè ripetuto almeno dopo 24 ore, per avere la certezza di essere negativi». Oltre ai positivi, «dovranno passare qui i parenti dei positivi che sono stati a contatto con loro e hanno avuto sintomi. Pur non avendo avuto il tampone positivo». Aggiunge il sindaco: «La struttura è a Villa Fastiggi, vicina alle Poste. Servirà a tutto il distretto pesarese e sarà allestita per diverse settimane. Il servizio aiuterà ad aumentare i tamponi e a verificare di conseguenza tutti coloro che saranno guariti. E magari, in futuro, potrebbe essere anche molto utile per la mappatura degli asintomatici nella ‘fase due’, che speriamo avvenga prima possibile dopo quella di contenimento».

Questa settimana inoltre l’Asur attiverà le “Unità speciali” composte da almeno due operatori (due medici o un medico e un infermiere), che garantiranno la presa in carico dei pazienti sintomatici o sospetti che non richiedono ricovero ospedaliero ma che hanno necessità di essere monitorati. Le stesse Unità dovranno effettuare anche tamponi domiciliari dei pazienti sintomatici. Tali Unità dovrebbero ridurre i tempi di attesa per tamponi e interventi a domicilio prevenendo, ove possibile, l’acuirsi della malattia, riducendo, in questo modo, eventuali necessità di ricovero.

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