Un libro al giorno, anzi due: Cleo e Giò, i gatti di Helen Brown

di 

3 aprile 2020

PESARO – Non ci crederete, ma mentre m’accingevo a scrivere dei libri di Helen Brown, Thor, il mio gatto birmano, in verità di mia moglie perché è con lei che ha un rapporto di perfetta simbiosi, si è messo a vomitare. Un rotolo di pelo che ha l’abitudine d’espellere soprattutto di notte. I gatti non hanno orari. Spesso Thor gioca con la palla alle 3 del mattino, facendo dei balzi che è impossibile non udire. E pensare che i gatti sono così silenziosi che non t’accorgi della loro presenza, se non vogliono richiamare la nostra attenzione.
Rita ha raccolto il “proiettile” di pelo e pulito la camera da letto. Thor è andato a bere. E io sono di nuovo qui, al computer, con in mano i libri della scrittrice neozelandese che vive in Australia.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il primo, Cleo, racconta una gattina di pelo nero e occhi verdi, arrivata a casa dopo una tragedia. Sam, il figlio, se ne era innamorato andando a vedere una cucciolata, ma  poco tempo dopo era morto, investito, davanti al fratellino Rob, mentre correva a soccorrere un uccellino. Cosa se ne faceva la famiglia di una gattina? Meglio restituirla all’allevatore. A fare cambiare idea ai genitori il sorriso di Rob, il primo dopo la tragedia, guardando Cleo, che diventa la fonte di buonumore della famiglia,  perfetta padrona di casa, brava a lenire con le fusa ferite che sembrano non potersi rimarginare. Che  Cleo sia un dono che Sam ha lasciato al fratellino e ai genitori?
Helen la racconta in un libro di straordinario successo, che parla al cuore di chi ama i gatti e di chi credeva di non sopportarli. Perché Cleo è molto più di una gattina.
Purtroppo, anche Cleo muore, e a casa Brown arriva Giò, un cucciolo di tonkinese. Eppure Helen aveva giurato che, dopo Cleo, non avrebbe mai voluto un altro gatto. Meglio non giurare sui gatti. Ne so qualcosa anch’io, visto che innamorato dei cani, dopo Lupa e Assist, un cocker che sarà sempre nel mio cuore, mai avrei pensato di dire sì all’arrivo di un gatto. Lo confesso: non mi piacevano, prima di portare Thor a Pesaro dalla natia Campagnano, alla periferia di Roma, mai avevo toccato, meno che meno accarezzato, un gatto.
Che a mandare Giò sia stata Cleo? Ma chi ha mandato Thor?
Helen scrive un secondo libro per raccontare Giò, che arriva in un periodo difficile, tra il matrimonio di un figlio, una fosca diagnosi e la figlia che lascia tutto per andare in Sri Lanka a farsi monaca buddhista. Un libro perfetto per capire che, quando non sai cosa fare, devi rivolgerti a un gatto.
Entrambi i libri sono editi da Piemme Voci

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>