Un libro al giorno: L’assassinio del commendatore

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6 aprile 2020

Un libro al giorno: L'assassinio del commendatore

Un libro al giorno: L’assassinio del commendatore

PESARO – Un libro doppio, ma separato: L’assassinio del commendatore (Libro primo: Idee che affiorano. Libro secondo: Metafore che si trasformano) ha  sancito lo straordinario successo di Haruki Murakami, nome e cognome dello scrittore giapponese di 71 anni, festeggiati il 19 gennaio, che era già da tempo all’attenzione della critica e dei lettori, avendo vinto numerosi premi, compreso il Jerusalem Prize, e pubblicato volumi fra i più venduti in tutto il mondo.

La moglie che lo lascia mette di fronte il protagonista del libro primo a una realtà inattesa, che rischia di tramortirlo. Giusto il tempo di  preparare una borsa con pochi indumenti e soprattutto le matite che gli sono care (è un pittore che campa facendo ritratti), che si ritrova solo, in strada. Inizia il suo vagabondaggio, che finisce quando un amico gli presta la casa-atelier del padre, un pittore famoso. Una casa in montagna. Due relazioni, solo sessuali, sembrano dare un senso alla sua esistenza. Poi, all’improvviso, un suono… La sua vita cambia. Un libro che fa innamorare chi ama l’arte. Murakami ha una irripetibile capacità di descrivere gli stati d’animo, i sentimenti, i luoghi, come se al posto della parole usasse le matite del “suo pittore”.
Il libro secondo prosegue la narrazione di quanto accade dentro e attorno alla casale bosco. Al centro dell’attenzione un quadro, enigmatico, di Masahiko Amada, padre dell’amico che gli ha messo a disposizione la casa.
Einaudi, che ha il merito di essere la casa editrice dello scrittore giapponese, è brava ad affidare alle qualità di Antonietta Pastore una traduzione che rende ancor più efficace i racconti di Murakami.
Un consiglio: acquistate il libro primo, ma siate certi che non farete a meno di leggere anche il secondo. A maggiore ragione se avete letto anche 1Q84. 

 

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