Un libro al giorno: I diavoli di Zonderwater

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8 aprile 2020

ZonderwaterPESARO – Ho la fortuna di avere una discreta libreria. Quindi di potere scegliere un testo da leggere, ma anche da rileggere. Mentre provavo a riflettere sul libro di oggi, 8 aprile 2020, l’attenzione è stata richiamata da un titolo: I diavoli di Zonderwater scritto da Carlo Annese. Un  giornalista amico di Pesaro, si trattasse di venire qui perché inviato de La Gazzetta dello Sport per una partita della Scavolini Basket o per assistere a una rappresentazione del Rossini Opera Festival. Carlo ha solide tradizioni familiari nel mondo della musica classica. Quindi era di casa in quella che una volta era denominata Adriatic Arena, aprisse le porte alla pallacanestro o al ROF.
Anche i nostri giorni sono, con i debiti paragoni, da “diavoli di Zonderwater”. Siamo confinati in casa come erano rinchiusi in un campo di prigionia i soldati italiani che il fascismo aveva mandato allo sbaraglio.
La prefazione di Gian Antonio Stella anticipa che il libro scritto da Carlo è “ricco di aneddoti e di storie umane, regala una sorpresa dietro l’altra“. Storie di alcuni dei “centomila  prigionieri di guerra senza un futuro, che si inventarono dal nulla una città. E una nuova vita“.
Diversi anni fa Carlo è venuto a Pesaro a presentare questo commovente libro che è attuale anche oggi perché racconta storie che saranno sempre attuali. Pagine che potrebbero farci compagnia nelle lunghe sere che concludono i nostri giorni al tempo del Coronavirus.
Il libro, come (quasi) tutti i libri che abbiamo scelto ogni giorno dal 26 marzo, è in vendita online, ma noi facciamo il tifo, anche oggi, perché il prossimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri riapra le librerie. Almeno le librerie che vogliono riaprire. Leggere è un piacere, un arricchimento, una “mascherina” eccellente contro il virus dell’ignoranza.
Di più se la mascherina è I diavoli di Zonderwater, il racconto di una “generazione rinchiusa nel campo che ospitò il maggior numero di prigionieri di guerra italiani, quasi centomila su un totale di oltre seicentomila: una prigione a cielo aperto, talmente remota da avere lasciato poche tracce persino nei libri di storia“.
Una memoria recuperata grazie allo straordinario lavoro di Carlo Annese, alla lungimiranza del colonnello Hendrik Fredrick Prinsloo, “un capo illuminato”, comandante del campo. Prinsloo, grande appassionato di sport, scelse diverse discipline per restituire a questi uomini dimenticati “una vita normale”.
Atletica, ginnastica, calcio, scherma, pugilato. Il campo riprese a vivere. Giorno dopo giorno, “una grande storia dimenticata della seconda guerra mondiale” scorre come un film davanti ai nostri occhi, proponendoci personaggi unici nella loro, nella nostra italianità. Alcuni sembrano davvero Alberto Sordi e Vittorio Gassman ne La grande guerra, il film di Mario Monicelli. 
Siamo un popolo di mangia arbitri e lo confermammo anche a Zonderwater, dove “Martellini, il migliore tra i fischietti del campo di prigionia, all’ennesima protesta troppo vivace, aveva interrotto la partita e si si era avvicinato alla gradinata, intimando a Zeni, giocatore squalificato, di smetterla, altrimenti avrebbe sospeso la partita”. 
Fra i tanti nomi quello di Gregorio Fiasconaro, musicista, che non poteva non conquistare il colonnello, grande appassionato di musica lirica, che si sarebbe commosso leggendo il libro di Carlo Annese.
Gregorio Fiasconaro, che dopo la prigionia si fermò a vivere in Sudafrica, era padre di Marcello, rugbista e atleta che, causa l’apartheid che escludeva il Sudafrica da ogni contesto sportivo, gareggiò per l’Italia, stabilendo il record del mondo negli 800 metri.
Due giri di pista, un anello in comune tra Zonderwater e la nuova vita.
A Carlo va il nostro grazie per averla recuperata e raccontata.
I diavoli di Zonderwater, Sperling & Kupfer

2 Commenti to “Un libro al giorno: I diavoli di Zonderwater”

  1. Martucci Claudio scrive:

    Peccato che mio padre non ci sia più, lui ci è stato dal 42 al 47…. so che trova di fioretto e ha partecipato a delle gare…. Insegnava alle scuole e altre cose…. Era un sott.le carrista (Ariete) e nasceva la responsabilità di diverse persone…..
    Appena potrò comprerò il libro…. Sarà sicuramente interessante.
    Martucci C.

  2. Alberto Iaccarino scrive:

    Scelta eccellente, libro di grande spessore che nel 2011 ha vinto il BANCARELLA SPORT con il Panathlon International tra i giurati.

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