Ricci e una cinquantina di amministratori italiani firmano documento condiviso: «Bene il governo su tutta l’emergenza coronavirus, ma ora serve un ‘Cura Città’ da 5 miliardi»

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9 aprile 2020

ricci anciPESARO – «Senza i Comuni l’Italia crolla. Bene il governo su tutta l’emergenza coronavirus, ma ora serve un ‘Cura Città’ da cinque miliardi. E semplificazione totale nel decreto di aprile». E’ quanto evidenzia il sindaco di Pesaro e presidente Ali Matteo Ricci, in un documento sottoscritto da una cinquantina di sindaci e amministratori, con le adesioni destinate ad aumentare nelle prossime ore. Tra i capofila anche Dario Nardella (sindaco di Firenze), Giorgio Gori (sindaco di Bergamo), Giuseppe Sala (sindaco di Milano), Leoluca Orlando (Palermo) e Federico Pizzarotti (sindaco di Parma). «I Comuni italiani – si legge nel testo – stanno dando una risposta straordinaria all’emergenza coronavirus, con i sindaci in prima linea su tutte le difficoltà sociosanitarie ed economiche. Ma non è chiara ancora a tutti la condizione economica drammatica dei Comuni. Per questo il gesto dei colleghi Antonio Decaro (presidente Anci) e Michele de Pascale (presidente Upi), che hanno abbandonato la Conferenza unificata come segno di protesta, era inevitabile. Ad Anci e Upi va quindi il nostro pieno sostegno e un ringraziamento per il grande lavoro che stanno svolgendo. I Comuni, così come le Province e le Città Metropolitane, stanno subendo la crisi esattamente come le imprese e le famiglie perché non hanno più entrate fiscali e tariffarie e le vedranno fortemente diminuite per tutto il 2020». Nel dettaglio: «Non riscuotono più la tassa di soggiorno, le rette di nidi e asili, l’occupazione di suolo pubblico, le tariffe dei parcheggi, la Tari, le imposte collegate all’auto, i ricavi dagli ingressi dei musei comunali e dai bus turistici. E vedranno ridotte le entrate dall’addizionale Irpef comunale, le imposte di pubblicità, ecc.». È inoltre presumibile che «alcune di queste entrate mancheranno anche per il bilancio 2021, specie quelle derivanti dal turismo. La stessa cosa avviene per le società partecipate,  con ripercussioni sui bilanci dei Comuni e nei servizi ai cittadini. Ciò produrrà minori dividendi per i Comuni soci delle stesse. E, a differenza dello Stato, noi non possiamo fare bilanci in deficit». I Comuni, «nonostante ciò, stanno dando prova di grande efficienza e velocità, come nella distribuzione immediata di 400 milioni di buoni spesa alle famiglie più in difficoltà. Ad appena dieci giorni dal decreto, almeno due milioni di famiglie hanno già ricevuto i voucher per la spesa. E’ necessaria quindi nel decreto di aprile un’azione shock sugli enti locali, con almeno cinque miliardi di euro stanziati e poteri speciali per i sindaci nel 2020 per far ripartire i cantieri e velocizzare gli investimenti. Se saltano gli enti locali, salta la coesione sociale mentre invece i sindaci devono diventare le ottomila colonne su cui fare poggiare la ricostruzione del Paese. Serve dunque un intervento da cinque miliardi di euro da ripartire tra: fondo speciale da destinare a Comuni, Province e Città metropolitane a copertura delle mancate entrare sopra citate; avanzi liberi per tutti; portare il Fondo crediti di dubbia esigibilità al 60 per cento». Inoltre, «è fondamentale istituire la figura del ‘sindaco semplificatore’ per la ricostruzione e la sburocratizzazione generalizzata. Servono poteri speciali ai sindaci in deroga al Codice degli appalti e alle Sovrintendenze per velocizzare al massimo le opere più importanti e la ripartenza dei cantieri. Ci rivolgiamo quindi al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al governo. Siamo uniti e in prima linea con voi ma metteteci in condizione di salvare la coesione sociale ed essere protagonisti della ‘fase due’ e della ricostruzione. Se consideriamo la vicenda dei buoni spesa o il ponte Morandi, i sindaci hanno dimostrato velocità, competenza e affidabilità. Tutte caratteristiche fondamentali in questa fase storica emergenziale. Noi ci siamo, a servizio del Paese. Sulla base di queste considerazioni – concludono i sindaci – ribadiamo il massimo supporto all’iniziativa dei presidenti di Anci e Upi e auspichiamo che il positivo tavolo istituzionale aperto oggi possa avere un esito chiaro che risponda alle nostre richieste».

Matteo Ricci (Sindaco di Pesaro), Dario Nardella (sindaco di Firenze), Giorgio Gori (sindaco di Bergamo), Giuseppe Sala (sindaco di Milano), Mattia Palazzi (sindaco di Mantova), Leoluca Orlando (sindaco di Palermo), Federico Pizzarotti (sindaco di Parma), Brenda Bernini (sindaco di Empoli), Carlo Salvemini (sindaco di Lecce), Emilio Del Bono (sindaco di Brescia), Valeria Mancinelli (sindaco di Ancona), Gianluca Galimberti (sindaco di Cremona), Alessio Pascucci (sindaco di Cerveteri), Francesco Italia (sindaco di Siracusa), Andrea Soddu (sindaco di Nuoro), Romano Carancini (sindaco di Macerata), Jacopo Massaro (sindaco di Belluno), Damiano Coletta (sindaco di Latina), Rinaldo Melucci (sindaco di Taranto) Giuseppe Falcomatà (sindaco di Reggio Calabria), Andrea Gnassi (sindaco di Rimini),  Maurizio Mangialardi (sindaco di Senigallia), Matteo Biffoni (sindaco di Prato), Enzo Lattuca (sindaco di Cesena), Edoardo Gaffeo (sindaco di Rovigo), Virginio Brivio (Sindaco di Lecco), Luca Vecchi (Sindaco di Reggio Emilia), Lillo Firetto (sindaco di Agrigento), Alessandro Tambellini (sindaco di Lucca), Giuseppe Cassì (sindaco di Ragusa), Davide Galimberti (sindaco di Varese), Federico Borgna (sindaco di Cuneo), Simone Franceschi (sindaco di Vobbia, GE), Massimiliano Presciutti (sindaco di Gualdo Tadino, PG), Nazzareno Frenquellucci (sindaco di Porto Sant’Elpidio, FM), Luigi Valente (sindaco di Vinchituro, CB), Francesco Cacciatore (sindaco di Santo Stefano Quisquina AG), Massimo Castelli (sindaco di Cerignale, PC), Mirco Signoroni (presidente Provincia di Cremona), Giandomenico Tomei (presidente Provincia di Modena), Franco Iacucci (presidente Provincia di Cosenza), Michele Stranese (presidente Provincia di Salerno), Luca Menesini (presidente Provincia di Lucca), Stefano Minerva (presidente Provincia di Lecce), Antonio Pompeo (presidente Provincia di Frosinone), Carlo Medici (presidente Provincia di Latina) e tanti altri ancora che stanno inviando la propria adesione.

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