Covid-19, una contraddizione nei permessi e nei divieti: in chiesa sì, al cimitero no

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11 aprile 2020

CimiteroPESARO – Da più di un mese non possiamo recarci al cimitero a portare un fiore alle tombe dei nostri cari. Un divieto pesante, psicologicamente, soprattutto per chi, come me, era abituato a una frequentazione regolare. Ancor più pesante domenica scorsa, 5 aprile, quinto anniversario della morte della mia cara mamma. Morì il giorno di Pasqua e anche allora fu un problema perché l’obitorio era chiuso quel giorno di festa, tanto che il funerale si tenne il martedì nella chiesa di San Carlo.
Il sindaco Ricci ha deciso, lo scorso 14 marzo, di chiudere, dal giorno dopo, tutti i cimiteri, perché “dobbiamo evitare qualsiasi aggregazione di persone. E bisogna difendere i più deboli. Sono soprattutto gli anziani a recarsi al cimitero ogni giorno”.
Parzialmente vero. Come detto, da cinque anni vado spesso al cimitero centrale e – posso giurarlo – mai ho visto aggregazioni, salvo la domenica, in occasione della Messa nella chiesa del San Decenzio, e ovviamente dei funerali. A frequentare il cimitero centrale sono persone isolate: portano i fiori, cambiano l’acqua dei vasi, puliscono le tombe, recitano una preghiera se sono credenti e se ne vanno.
Ieri il sindaco ha deciso di riaprire le porte del cimitero, ma solo ai fiorai che potranno portare i fiori su indicazione dei congiunti dei defunti. Spero di sbagliare, ma a prima vista sembra più un tema commerciale.
Detto questo, una domanda sorge spontanea esaminando le domande e le risposte pubblicate nel sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri sul Decreto #Iorestoacasa.
Nel capitolo spostamenti è consentito recarsi in chiesa.   
Ci si può spostare per andare in chiesa o negli altri luoghi di culto? 
L’accesso ai luoghi di culto è consentito, purché si evitino assembramenti e si assicuri tra i frequentatori la distanza non inferiore a un metro. È possibile raggiungere il luogo di culto più vicino a casa, intendendo tale spostamento per quanto possibile nelle prossimità della propria abitazione. Possono essere altresì raggiunti i luoghi di culto in occasione degli spostamenti comunque consentiti, cioè quelli determinati da comprovate esigenze lavorative o da necessità, e che si trovino lungo il percorso già previsto, in modo che, in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, si possa esibire o rendere la prevista autodichiarazione. Resta ferma tuttavia la sospensione di tutte le cerimonie, anche religiose.
Domanda: perché si consente l’accesso ai luoghi di culto, ma non si può fare altrettanto per i cimiteri, dove gli spazi sono sicuramente maggiori rispetto alle chiese ed è meglio garantita la distanza tra le persone, ovviamente quelle che rispettano le norme?

6 Commenti to “Covid-19, una contraddizione nei permessi e nei divieti: in chiesa sì, al cimitero no”

  1. Fausto massarini scrive:

    Questo virus è un nemico infame, dobbiamo combatterlo con tutte le nostre forze, e dobbiamo vincerlo per noi stessi e per gli altri.
    Dobbiamo combattere una guerra con tuttu le nostre armi, ma questo non significa dovere cancellare le nostre tradizioni, le nostre necessità di trovare serenità magari anche visitando i nostro cari al cimitero.
    Tutti i giorni io andavo a trovare il mio Nikky (Carlez), e se non ero a casa qualcuno mi mandava una foto della sua tomba, ora è un mese che non posso visitarlo.
    Qualcuno potrà dirmi: se non ci proteggiamo, se non stai a casa non avrai più bisogno di andare al cimitero come visitatore, se ti ammali ci andrai come residente, ma non è forse più rischioso prendere il virus in fila al supermercato, oppure alle poste? Non ci sono più assembramenti li?

    Fausto Massarini

    • andrea scrive:

      Le sfugge che al supermercato o alle poste ci si va perché “mangiare” o “pagare/spedire/ritirare” sono cose FONDAMENTALI? Se fosse CERTO che vi ammalaste solo voi potreste pure fare il campeggio al cimitero, purtroppo rischiate di infettare altri, quindi, si esce solo per motivi indispensabili e far visita ad una lapide non lo è

      • CARMELA scrive:

        Il suo commento é decisamente di cattivo gusto ed irrispettoso verso chi ha perso una persona cara. Denuncia un insensibilità inaudita!

    • CARMELA scrive:

      Sono decisamente d accordo. Mi manca tantissimo non poter andare dal mio amato marito morto 5 mesi fa. È una violenza inaudita non è giusto nei cimiteri non ci si infetta.

  2. CARMELA scrive:

    Ho perso mio marito cinque mesi fa ed andavi al cimitero tutti i giorni. Non poter andare adesso è una violenza psicologica. Per elaborare un lutto come la morte del proprio amato marito é molto importante andare al cimitero é un appuntamento un incontro di anime . Nei cimiteri non ci sono assembramenti non ci si infetta. Riaprire i cimiteri

  3. Marco scrive:

    Sul sito del governo (riguardo la zona arancione dove è vietato uscire dal proprio comune) è scritto così:

    Ci si può spostare per andare in chiesa o negli altri luoghi di culto?
    Sì, dalle 5 alle 22. Invece, dalle 22 alle 5, vige un regime degli spostamenti analogo a quello relativo alla zona rossa.

    Però non specifica se solo nel proprio comune e se il cimitero rientra nei luoghi di culto.
    Quindi posso uscire dal mio comune per recarmi al cimitero presso comune adiacente?

    http://www.governo.it/it/articolo/domande-frequenti-sulle-misure-adottate-dal-governo/15638#zone  

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