Un libro al giorno: cordoglio per Luis Sepúlveda, ucciso dal Coronavirus

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16 aprile 2020

30710926_112969269560678_24618080497402219_nPESARO – Dove non erano riusciti gli aguzzini comandati da Pinochet, che lo avevano torturato fiaccandone il corpo, ma non l’anima, l’ha spuntata il Covid-19, il maledetto Coronavirus che ha strappato la vita di Luis Sepúlveda.
Era nato il 4 ottobre 1949 a Ovalle, cittadina dell’entroterra a nord di Santiago del Cile e Valparaiso, è morto oggi nell’Hospital Universitario Central de Asturias, in Oviedo. Era ricoverato, da 48 giorni,  nel reparto di terapia intensiva.
Aveva scelto di vivere in Spagna, a Gijón, preferendo le Asturie all’Andalusia, terra d’origine del nonno, un  anarchico fuggito in Sudamerica per sottrarsi a una condanna a morte.
Come il nonno Gerardo, Luis odiava le ingiustizie, i prepotenti, animato da grande pietà per i deboli, gli indifesi, fossero uomini o animali.
A 15 anni aderì al Partito Comunista. Una borsa di studio vinta in un concorso letterario lo portò a studiare a Mosca, nell’Università Lomonosov. L’avventura durò pochi mesi. Fu allontanato dall’Unione Sovietica – si scrisse allora – “per atteggiamenti contrari alla morale proletaria”. Ovviamente fu espulso anche dalla Gioventù Comunista cilena. Arrestato in seguito al colpo di Stato militare guidato dal generale Augusto Pinochet, sostenuto dagli Stati Uniti d’America, la cosiddetta terra della libertà, fu arrestato e scarcerato un paio di volte solo grazie alle grandi pressioni di Amnesty International. Prima d’essere espulso dal Cile, trascorse 30 mesi in carcere.
La vita di Sepúlveda è un’avventura continua. Il suo amore per la libertà, la sua voglia di lottare per i paesi finiti sotto la dittatura, per i diritti di tutti i popoli, in particolare per gli indios, ne fecero anche un convinto ambientalista. Entrò in Greenpeace, facendo più volte parte degli equipaggi delle navi che battono bandiera ecologista, che s’impegnano per il rispetto dei mari, della Terra.
Dal 1996 si era stabilito a Gijón, che settimane addietro aveva lasciato per partecipare a un festival letterario a Póvoa do Varzim, poche decine di chilometri a nord di Porto, sull’Atlantico.
Leggendo le notizie sulla morte di Luis Sepúlveda sui quotidiani spagnoli online, il pensiero è andato a questi centri visitati poco tempo fa durante i Cammini di Santiago.
Póvoa do Varzim, che ha i murales in azulejos per raccontare la vita degli uomini di mare, è l’ultimo centro che ha visto e applaudito Luis Sepúlveda, ma non ha saputo proteggere chi ha amato il mare e ha raccontato storie della sua gente.
Gijón, che l’aveva accolto come un figlio, regalandogli quadri di rara luminosità con l’infinito lungomare sul Golfo di Biscaglia. Un amore sbocciato grazie alle puntuali presenze alla Semana Negra, un festival letterario nato nel 1988.
Oviedo, la capitale asturiana dove è morto lo scrittore che appartiene al mondo intero, oggi è meno bella.
Luis Sepúlveda era stato il primo contagiato da Covid-19 nelle Asturie. Sembra certo che il contagio sia avvenuto a Póvoa do Varzim.
Il cordoglio per la sua morte è mondiale. Tanti i titoli che ricordano una voce unica, che qualcuno ha collegato a Hemingway e Melville.
978849066747Fra le tante opere, ci piace ricordarne alcune: Un viejo que leía novelas de amor (Un vecchio che leggeva romanzi d’amore);  Historia de una gaviota y del gato que le enseñó a volar (Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare); Historia de un caracol que descubrió la importancia de la lentitud (Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza); Historia de una ballena blanca (Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa).
È da quest’ultima che traiamo una frase per salutare Luis Sepúlveda:
Da una conchiglia che un bambino raccolse in una spiaggia cilena, a sud, molto a sud del mondo, s’alza una voce, piena di ricordi e saggezza. È la voce della balena bianca, l’animale mitico che per decenni ha custodito e protetto le acque che separano la costa da un’isola sacra per i nativi di questo posto, la Gente del Mare.
Hola Luis, che la terra e le onde degli oceani ti siano lievi.

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