“Corri ragazzo, corri!”: l’interessantissimo contributo del professor Alexis per pu24.it

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23 aprile 2020

Da oggi parte una nuova collaborazione. Una collaborazione che impreziosisce pu24.it, che da ora può contare sul contributo di Michele Alexis, insegnante di scuola secondaria di primo grado. Ecco il primo contributo di uno spazio di informazione e soprattutto riflessione che vogliamo ai fornire ai lettori del nostro portale.

banchi_scuoladi Michele Alexis

PESARO – 22 aprile 2020. Tutti parlano della riapertura del 4 maggio. Le aziende devono riaprire, i negozi, gli uffici, l’economia tutta deve ripartire! Il calcio deve ripartire, ci sono in ballo 5 miliardi di euro, e poi almeno la gente si distrae e non rompe più i coglioni! Ma la scuola no! Ops, c’è un problema, dove parcheggiamo i bambini? Ma la scuola no! Che bisogno c’è, la scuola mica tira avanti l’economia. Agli insegnanti diamo lo stipendio e che se ne stiano a casina e non rompano tanto le scatole. I giovani sono un problema, asintomatici e untori senza saperlo… un bel problema.

Ma io penso ai miei alunni, quando al suono della campanella scappano in giardino per correre, correre e correre. E invece no, tutti a casa! Che l’operaio vada in fabbrica… deve produrre, che i ragazzi stiano a casa… cosa mai dovranno produrre!?! Per i lavoratori massima sicurezza, distanze, disinfettanti, mascherine; per gli alunni, boh!

Ma io ricordo quando avevo la loro età, l’energia che avevo quando correvo… andavo in Piazzale Carducci? Correvo! Andavo agli Orti Giulii? Correvo! Andavo in via Giansanti? Correvo! Dietro a un pallone o a un amico, io correvo. Correvo per correre…

Lo capisco un politico che deve prendere una decisione: per riaprire le attività economiche, se ritorniamo nell’incubo della pandemia, può sempre dire “Abbiamo cercato di farlo in massima sicurezza… saremmo morti di crisi e povertà”, come dargli torto. Ma ve la immaginate la Ministra all’Istruzione che dice” Abbiamo cercato di riaprire le scuole nella massima sicurezza… dopo due mesi di chiusura non potevamo lasciare i nostri ragazzi senza incontrarsi, studiare, correre, abbracciarsi, litigare…”, no questo non passerebbe!

Se questa situazione mi fosse capitata quando avevo 13 anni sono sicuro, sarei impazzito! Non avevo mica il cane da guardia dello smartphone che mi teneva buono. Quell’energia, se fosse rimasta dentro sarebbe esplosa.

CORRI RAGAZZO, CORRI!

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