Un libro al giorno: Pastorale americana

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24 aprile 2020

978880621803GRAPESARO – Philip Roth ci guida alla scoperta di un’America assai diversa da quella edulcorata dei telefilm, narrata dalle saghe delle grandi famiglie, rovesciando quella vita vissuta nel segno dell’American Dream, il sogno americano, dove ognuno, anche il più mediocre, può coltivare l’ambizione di entrare, da padrone di casa, nella White House di Washington, la Casa Bianca.
George W. Bush era esperto solo di baseball ed è diventato presidente. Donald Trump – potenza dei soldi del padre – per ben quattro volte riuscì a evitare la chiamata dello Zio Sam, mentre i figli dell’America più fragile, meno tutelata, pagavano pegno alla rabbia dei Viet-cong, e oggi abita al numero 1600 della Pennsylvania Avenue, dove riceve i Veterani, esaltando, lui che era un imboscato, i loro valori per la difesa della bandiera a stelle e strisce, ovunque nel mondo. Che se ci è permesso, questi valori si dovrebbero difendere in casa propria, non in quella d’altri: Baia dei Porci, Hanoi, Santiago del Cile, Kabul, Baghdad, Tripoli. Che i presidenti fossero repubblicani o democratici, come Obama con la Libia, cambiava poco. Diceva  un Segretario di Stato: “Gli USA hanno interessi, non amici”.
Pastorale americana diventa un sogno al contrario. Eppure il protagonista, Seymour Levov, lo Svedese, ha tutto per incarnare l’American Dream, per rappresentare il figlio che ogni famiglia americana desidera  Nato a Newark, nel New Jersey, che ospita uno degli aeroporti di New York, il giovane è alto, atletico, biondo, bello – per questo è chiamato lo Svedese -, gioca stupendamente  in tre sport cari agli americani, ma preferisce il baseball. Avesse giocato a basket, sarebbe stato un Danny Ainge. Avesse praticato il football, sarebbe stato un perfetto Tom Brady. Se l’ex quarterback dei New England Patriots, da poche settimane trasferitosi a Tampa, in Florida, ha sposato Giselle Bündchen, definita a lungo la donna più bella del mondo, la moglie di Seymour è un’ex Miss New Jersey.
Seymour non fa carriera nel baseball, che saluta senza problemi per dedicarsi agli affari di famiglia – i Levov, ebrei, proprietari di una fabbrica di guanti che garantisce tranquillità economica -. Una posizione privilegiata nella scala sociale in una società dove il denaro è tutto, anzi di più. In casa Levov, tutto funziona, sembra funzionare, alla perfezione. Appeso al classico chiodo il guantone da baseball, si occupa della produzione di guanti. Dopo la gloria sportiva, gli affari, l’amore. La nascita della figlia sembra la prosecuzione perfetta. Seymour non può sapere, non possono saperlo i Levov, che la nascita cambierà la loro vita.
Siamo negli anni Sessanta, gli Stati Uniti d’America si sono impelagati nella Guerra del Vietnam, che i giovani rifiutano. Dai college californiani parte la contestazione. Qualcuno va in galera per essersi rifiutato di rispondere alla chiamata alle armi, per avere detto no allo Zio Sam. Altri, molti, troppi,  vanno a morire nella giungla indocinese.
Intanto esplode la contestazione degli afroamericani, che negli Stati del sud, ma anche altrove, sono ancora trattati come schiavi.
In casa Levov s’abbatte un uragano. Merry, la figlia, s’unisce a un gruppo che contesta con la violenza. Un attentato terroristico cambia la vita dello Svedese.
Pastorale americana non è un libro di facile lettura, ma Philip Roth è magistrale nella descrizione delle cose, dei minimi particolari e degli stati d’animo dei protagonisti.
Un libro imperdibile, che non può mancare nella vostra libreria.

La cronologia della nostra rubrica:

26 marzo: La confraternita degli storici curiosi, di Jodi Taylor
27 marzo: “Riapriamo le librerie”. Un applauso a Matteo Renzi 
28 marzo: Una passeggiata nella Zøna, di Markijan Kamyš 
29 marzo: Arenaria, di Paolo Teobaldi
30 marzo: Lezione di italiano, di Francesco Sabatini
31 marzo: La ladra di frutta, di Peter Handke
1 aprile: Il Cammino di Santiago, di Paulo Coelho
2 aprile: Il sesso come sport, di Bruno Fabbri
3 aprile: Cleo e Giò, di Helen Brown
4 aprile: New York, il Romanzo, di Edward Rutherfurd
5 aprile: Se mi mandi in tribuna, godo, di Ezio Vendrame
6 aprile: L’assassinio del commendatore, di Haruki Murakami
7 aprile: Ovunque tu sia, di Romana Petri
8 aprile: I diavoli di Zonderwater, di Carlo Annese
9 aprile: Coach Woden and me, di Kareem Abdul-Jabbar
10 aprile: Patria, di Fernando Aramburu
11 aprile: Farmacia dell’anima (La riapertura delle librerie)
12 aprile: Non gioco più, me ne vado, di Gianni Mura
13 aprile: Michael Jordan, la vita, di Roland Lazenby
14 aprile: Il silenzio e il furore, le vite di Gioachino Rossini, di Vittorio Emiliani
15 aprile: L’ultimo respiro del corvo, di Silvia Brena e Lucio Salvini
16 aprile: Omaggio a Luis Sepúlveda
17 aprile: La morte a Venezia, di Thomas Mann
18 aprile: Il mondo di Gianni Mura
19 aprile: La mappa dei libri perduti, di Violet Moller
20 aprile, Triade minore, di Luigi Ferrari
21 aprile: Mozart in viaggio verso Praga, di Eduard Mörike
22 aprile: Nel bianco, di Ken Follett
23 aprile: I Viceré, di Federico De Roberto

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