Vuelle, questo weekend si sarebbe conclusa la stagione più disgraziata. Non c’è stata la retrocessione, ci sono enormi dubbi su come ripartire

di 

27 aprile 2020

Sacco Vuelle (foto tratta dalla pagina Fb della Vuelle)

Sacco Vuelle (foto tratta dalla pagina Fb della Vuelle)

PESARO – Se non ci fosse stata la pandemia, oggi avremmo scritto l’ultimo commento sulla stagione sportiva 2019-20. Ieri, infatti, si sarebbe conclusa la regular season della serie A, con la Carpegna Prosciutto impegnata a Trieste, in quella che sarebbe stata la sua ultima partita ufficiale in serie A, la retrocessione infatti, sarebbe arrivata qualche turno prima, diciamo intorno alla settimana pasquale, quando il calendario proponeva cinque partite in dieci giorni.

Invece, il coronavirus, tra i tanti danni che ha fatto in giro per il mondo, ha scombussolato anche il basket nostrano, quello mondiale, ed ogni evento sportivo su almeno tre quarti del pianeta, che potrebbe sembrare un problema di poco conto, ma che in ogni caso, dovrà essere affrontato, con la speranza che si possa ripartire prima o poi.

E la data della ripartenza, sarà il principale nodo da sciogliere, in quella che si prospetta un’estate complicata, dove si andrà avanti a tentativi, posticipando le decisioni, cercando di allungare il più possibile le scadenze, sia fiscali, sia per l’iscrizione ai campionati.

Per adesso si è deciso poco o niente, solo che la serie A non sarà più a numero dispari, e che nel caso tutte e 17 le aventi diritto, siano in grado di iscriversi, sarà inserita una 18esima squadra – Torino? – per arrivare a 18, ma alla possibilità che non ci siano defezioni, non ci crede nessuno, e non a caso, si parla con insistenza, di una serie A con 16, o 14 partecipanti.

Mai come in questi giorni, i presidenti della due massime serie, sono in contatto tra loro, consapevoli che i salti di categoria potrebbero essere tanti, sia verso l’alto, che verso il basso, perché sarà consentito anche il passo del gambero, ovvero una sorta di auto retrocessione, per tutte le società che non se la sentiranno di rimanere in serie A, alle attuali condizioni economiche.

E qui arriviamo alla nostra Vuelle, che sembra molto più propensa a scendere in serie A2, perché, come ha dichiarato il presidente Amadori, Pesaro sul campo si meritava la retrocessione, ma il destino ha scelto diversamente, e chissà che non si possa approfittarne per azzerare tutto e ripartire da capo.

Ma prima ci sarebbe da chiudere l’attuale stagione, anche se una bella pulizia a livello contrattuale è stata fatta, ultima la risoluzione con Paul Eboua, che il sito specializzato Espn.com, piazza intorno al numero 50 del prossimo dratt Nba, mentre per trovare il nome di Henri Drell, bisogna scorrere il cursore molto più in basso, oltre il numero 60, l’ultimo utile per essere selezionato, anche se in casa Vuelle magari sperano che il ventenne estone venga scelto più in alto, per poter guadagnare qualche soldino dalla sua cessione, dato che è l’unico ad avere in mano un contratto anche per il prossimo anno.

Oltre a finire di onorare i contratti di giocatori ed allenatori, perché oltre a Sacco, c’è anche coach Perego a libro paga, si sta cercando di riscuotere dai vari sponsor, le ultime rate dei pagamenti, particolare spinoso, dato che la fine anticipata del campionato, ha tolto visibilità alle ditte interessate, e senza visibilità, viene a mancare uno dei due motivi per cui si sponsorizza una squadra sportiva; la pubblicità al proprio brand, l’altro è il risparmio fiscale, particolare che potrebbe indurre i vari sponsor ad onorare integralmente il loro “debito”, in modo da poter scaricare nelle spese, la fattura della Vuelle già messa a bilancio ad inizio anno.

E parlando di sponsor, prima o poi, una video telefonata al sig Beretta bisognerà farla, perché prima di perdere un colosso nel suo settore, bisogna pensarci bene, prospettandogli due scenari differenti: quello della serie A, e quello della serie A2, campionato che potrebbe anche essere interessante per il marchio Carpegna Prosciutto, con tante nuove piazze in cui farsi conoscere.

Di tempo ancora ce ne sarebbe, almeno fino al 15 giugno, quando si dovrà comunicare alla Legabasket, l’intenzione di partecipare alla serie A, o di scendere di categoria, 50 giorni dove si dovranno porre le basi per un futuro incerto come non mai, aspettando lumi anche dal governo, che oltre al calcio, dovrà cercare di venire incontro a tutti gli altri sport, quelli che devono arrangiarsi senza i soldi di Sky, e che dal botteghino ricevono una parte importante del loro budget, mentre sembra tramontata l’ipotesi di passare ad un sistema dilettantistico, simile a quello della serie A2, anche se si stanno studiando modi per rendere meno gravosa, l’incidenza delle tasse e dei contributi sui bilanci societari.

Chissà cosa avrebbe fatto la Vuelle ieri sera a Trieste, magari avrebbe anche vinto, in una di quelle partite di fine stagione, tra due squadre senza obiettivi, con Pusica e Williams autori di un trentello a testa, Totè in doppia-doppia, come Eboua, ai saluti prima di spiccare il volo verso la Nba, cronache fantasma di una pallacanestro che ci manca ogni giorno di più, perché sembrano passati due anni, e non due mesi, dall’ultima partita ufficiale della Carpegna Prosciutto.

Dei vari Eboua, Williams, Barford e Pusica ce ne dimenticheremo in fretta, attori di una stagione da scordare il più presto possibile, che si sarebbe conclusa con una meritata retrocessione sul campo, e che invece ci ha lasciato aperta una porticina sulla serie A, piccola magari per le risorse attuali della Vuelle, ma prima di chiuderla del tutto, si dovrà riflettere bene, perché il karma è una brutta bestia, ed è meglio non farlo incazzare troppo.

Un commento to “Vuelle, questo weekend si sarebbe conclusa la stagione più disgraziata. Non c’è stata la retrocessione, ci sono enormi dubbi su come ripartire”

  1. Esse scrive:

    Molto tempo fa affermavo proprio questo dimostrare di essere sportivi.
    La retrocessione era una cosa certa e quindi ripartire dalla A2 era cosa giusta.
    Non accettando eventuale reintegro in A1 che non era di merito…
    Ricordo bene l’anno in cui retrocedemmo dalla serie A e non esisteva la A2, si ricostruì la squadra e si affrontò il campionato a testa alta seppur non si riuscì nell’impresa di risalire in A1 (ci rubarono un paio di partite decisive)…
    Risalimmo con merito e sul campo anni dopo, quindi si affronterà la A2 sapendo che si ritornerà in A1!!! Forza Pesaro

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>