Un libro al giorno: Viva il latino

di 

28 aprile 2020

PESARO – Da Ivano Dionigi, dal suo Osa sapere, ieri ospite della nostra rubrica (rileggi qui), a Nicola Gardini, che ci fa compagnia oggi, il filo conduttore è il latino.
9788811688983_0_221_0_75Nicola Gardini, scrittore, latinista e pittore, ha dato alle stampe il libro che non può e non deve mancare nelle librerie di chi ama il bello: Viva il latino, storie e bellezza di una lingua inutile.
Non solo per questo, però. Perché Gardini, molisano che vive a Oxford, scrive poesie, saggi, romanzi, memoir, articoli giornalistici, e traduce poesia dal latino e da alcune lingue moderne, soprattutto l’inglese.
La sua pagina web – www.nicolagardini.com – informa che i suoi interessi principali sono la letteratura, le lingue e l’arte, antiche e moderne. Legge continuamente le opere di: Platone, Virgilio, Ovidio, Stendhal, Proust, Virginia Woolf. Ammira tra i pittori più di tutti: quelli dell’antico Egitto, Zhao Ji, Raffaello, El Greco, Monet, Picasso. Che già questi ultimi quattro immensi artisti danno un’idea di chi li ama. Urbino e Toledo che sembrano inseguire il cielo per rubare colori e ricordi che puoi ritrovare nelle case che furono di Raffaello e di El Greco. E la camminata nel freddo di Parigi, dall’albergo praticamente dentro il palazzo dello sport di Bercy al Museo d’Orsay, per ammirare  gli impressionisti, soprattutto le opere di Claude Monet e le sue Ninfee blu, e Argenteuil, e i carbonai, e i papaveri. E lo struggimento che si prova camminando di mattino presto nel cuore di Gernika, resa immortale dalla cattiveria umana – il bombardamento su una città inerme perpetrato dalle aviazioni nazi-fasciste-franchiste – e dal pennello di Pablo Picasso.
Grazie, professore, per averci ricordato tutto questo.
Basterebbe solo questo per un’attrazione fatale, per entrare nel suo mondo e provare ad arricchirsi interiormente.
Nicola Gardini è molto di più. 
Il suo è un libro che restituisce l’orgoglio di leggerlo a chi è esausto di ascoltare plas mainus da voci garrule, dimentiche che sono parole latine, sì, latine: plus e minus.
La lingua che non parliamo più, ma che ancora ci parla, è l’apprezzamento firmato dall’accademica  Eva Cantarella, .
Garzanti, la casa editrice, aggiunge, con legittimo orgoglio: A che serve il latino? È la domanda che continuamente sentiamo rivolgerci dai molti per i quali la lingua di Cicerone altro non è che un’ingombrante rovina, da eliminare dai programmi scolastici. In questo libro personale e appassionato, Nicola Gardini risponde che il latino è – molto semplicemente – lo strumento espressivo che è servito a fare di noi quello che siamo. In latino, un pensatore rigoroso e tragicamente lucido come Lucrezio ha analizzato la materia del mondo; il poeta Properzio ha raccontato l’amore e il sentimento con una vertiginosa varietà di registri; Cesare ha affermato la capacità dell’uomo di modificare la realtà con la disciplina della ragione; in latino è stata composta un opera come l’Eneide di Virgilio, senza la quale guarderemmo al mondo e alla nostra storia di uomini in modo diverso.
Viva il latino, di Nicola Gardini, Garzanti

La cronologia della nostra rubrica:

26 marzo: La confraternita degli storici curiosi, di Jodi Taylor
27 marzo: “Riapriamo le librerie”. Un applauso a Matteo Renzi 
28 marzo: Una passeggiata nella Zøna, di Markijan Kamyš 
29 marzo: Arenaria, di Paolo Teobaldi
30 marzo: Lezione di italiano, di Francesco Sabatini
31 marzo: La ladra di frutta, di Peter Handke
1 aprile: Il Cammino di Santiago, di Paulo Coelho
2 aprile: Il sesso come sport, di Bruno Fabbri
3 aprile: Cleo e Giò, di Helen Brown
4 aprile: New York, il Romanzo, di Edward Rutherfurd
5 aprile: Se mi mandi in tribuna, godo, di Ezio Vendrame
6 aprile: L’assassinio del commendatore, di Haruki Murakami
7 aprile: Ovunque tu sia, di Romana Petri
8 aprile: I diavoli di Zonderwater, di Carlo Annese
9 aprile: Coach Woden and me, di Kareem Abdul-Jabbar
10 aprile: Patria, di Fernando Aramburu
11 aprile: Farmacia dell’anima (La riapertura delle librerie)
12 aprile: Non gioco più, me ne vado, di Gianni Mura
13 aprile: Michael Jordan, la vita, di Roland Lazenby
14 aprile: Il silenzio e il furore, le vite di Gioachino Rossini, di Vittorio Emiliani
15 aprile: L’ultimo respiro del corvo, di Silvia Brena e Lucio Salvini
16 aprile: Omaggio a Luis Sepúlveda
17 aprile: La morte a Venezia, di Thomas Mann
18 aprile: Il mondo di Gianni Mura
19 aprile: La mappa dei libri perduti, di Violet Moller
20 aprile, Triade minore, di Luigi Ferrari
21 aprile: Mozart in viaggio verso Praga, di Eduard Mörike
22 aprile: Nel bianco, di Ken Follett
23 aprile: I Viceré, di Federico De Roberto
24 aprile: Pastorale americana, di Philip Roth
25 aprile: Essere vegetariani nell’antica Grecia, di Plutarco e Porfirio
26 aprile: La lingua geniale, di Andrea Marcolongo
27 aprile: Osa sapere, di Ivano Dionigi

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