Abbracci al cimitero, ciclisti che telefonano e pedalano sul marciapiede, come prima del Coronavirus

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4 maggio 2020

PESARO – Lunedì 4 maggio 2020, uscita a piedi per vedere l’effetto che fa quello che dovrebbe essere il primo giorno della seconda fase della battaglia al Covid-19, anche se, in verità, secondo acuti osservatori, la fase 2 sarebbe iniziata subito dopo l’annuncio del presidente Conte, domenica 26 aprile.
IMG_6877Atteniamoci ai fatti:
mancano pochi minuti alle ore 9: appena imboccata Via Lombroso, un ciclista pedala e telefona. Lì eravamo e lì siamo rimasti.
Il primo obiettivo è il cimitero centrale (foto), da domenica 15 marzo chiuso ai parenti dei defunti quindi da 50 giorni. I fiori nella tomba dei miei genitori sembrano bruciati. Per fortuna, i negozi dei fiorai sono aperti e assai frequentati, ma la coda è rispettosa  delle distanze. I visitatori sono numerosi, per essere un lunedì mattina, segno che eravamo in tanti ad attendere la riapertura.
Mi sento di applaudire il sindaco che porta i fiori alla tomba di Andrea Rossi e prendo in parola il suo invito: “Rispettiamo con rigore tutte le regole, dalle mascherine al distanziamento“.
Non vediamo assembramenti, però nella zona del monumento ai caduti cammina un gruppo più numeroso. Per carità, una decina di persone, non di più, ma all’improvviso due donne si salutano abbracciandosi e  baciandosi. Forse hanno ascoltato una nota trasmissione televisiva: “Da oggi torniamo ad abbracciarci“. Ma dove l’hanno trovato questo permesso speciale?
IMG_6880Lasciato il cimitero, ci dirigiamo in Via Kolbe. Camminando all’esterno della ferrovia, notiamo alcuni tecnici all’opera: stanno chiudendo la statale Adriatica (foto) per i lavoro al cavalcavia.
La stradina che conduce al sottopassaggio ferroviario, quindi alla fine di Viale Trieste, è abbastanza frequentata, ma a parte il fatto che tutti, sbagliando, camminano sul lato destro, non notiamo niente di anormale. Chi pedala o cammina rispetta le regole sul distanziamento.
Messo piede, dopo due mesi, in Viale Trieste, il primo “saluto” è di due ciclisti che indossano la maglia bianca di una squadra amatoriale. Vengono da sud, sono diretti a nord, pedalano, affiancati, in strada e dialogano del più e del meno. Tutto ciò che è proibito è impersonato dai due.
IMG_6883Camminiamo sul marciapiede lato monte per evitare incontri ravvicinati. Per essere un lunedì mattina, tante le persone in giro, molte senza mascherine. Non ci fossero le mascherine a ricordarcelo, sembrerebbe un giorno qualunque di qualche mese fa.
Infatti, poco prima di Piazzale D’Annunzio, vediamo arrivare una signora in bicicletta (foto): pedala sul marciapiede che occupiamo. Al nostro invito a essere educata, pedalando sulla vicina ciclabile, la signora ringrazia. Tipico atteggiamento da maleducata. Sappia che è in cattiva compagnia.
Più che un lunedì, sembra un sabato mattina. Tanta gente alla Palla e in spiaggia. Visti da lontano, non capiamo se chi passeggia sulla battigia rispetta le regole. Le panchine sono tutte occupate, ora da due, ora da tre persone.
IMG_6885Negli stabilimenti balneari si lavora in vista della possibile apertura della stagione estiva. Così nei locali pubblici. Auguriamo soprattutto a questi ultimi che possano recuperare i giorni perduti. Per farlo, hanno bisogno della collaborazione di tutti, a incominciare dai clienti. E qui entra di nuovo in ballo il sindaco, che sabato ha mandato un messaggio inequivocabile: “Non giochiamoci l’estate. A maggio devono prevalere prudenza e rigore. Mascherine, distanziamento sociale, lavare le mani, non fare assembramenti. Se nella fase due saremo rigorosi potremmo sperare in un’estate quasi normale, altrimenti salterà tutto il 2020. Mi raccomando”.
Infatti…
Proseguendo verso il porto, persone che camminano affiancate, anche in tre. Evito di pensare male, forse sono componenti di una stessa famiglia, ma la regola dice che non si può. Andiamo avanti. Sempre camminando sul marciapiede lato monte, perché l’altro è molto frequentato e non tutti hanno la mascherina, m’imbatto in un giovane padre in bicicletta. Sul seggiolino un bimbo. Il padre pedala e telefona. Neppure due mesi a parlare di norme che impongono numerosi obblighi e di multe salate a chi non le rispetta fanno cambiare le nostre teste. I nostri cervelli sono stati aggrediti dal virus dell’ignoranza, dell’inciviltà. Vedremo se polizia, carabinieri e vigili urbani, prontissimi a punire i trasgressori da Covid-19 faranno un salto di qualità e puniranno anche gli altri inadempienti.
Mi avvicino con una certa trepidazione a quello che ho chiamato Ponte Ricci, il ponte che collega la rotatoria alla fine di Via Cecchi e il quartiere di Soria.
IMG_6901L’immagine è sconfortante, pu24.it potrebbe pubblicare le foto d’archivio: niente è cambiato rispetto a due mesi fa. Il sindaco invoca il rigore? Bene, lo faccia con i fatti non a parole. Se le regole impongono il distanziamento tra pedoni e ciclisti, perché, mentre alcuni come si vede nella foto rispettano le regole, la quasi totalità dei ciclisti continua a invadere il marciapiede che è riservato a chi cammina? Finora, colpevolmente, ciò è stato tollerato, s non favorito, dagli amministratori e dalle forze dell’ordine, ma è arrivato il momento che  prudenza e rigore non siano le solite parole al vento (foto).IMG_6895
Va meglio Tra i Due Porti, dove si può camminare tranquillamente. Quasi tutti hanno la mascherina, ed è un segno di rispetto per gli altri. Un amico che non vedevamo da tempo informa – parlando a distanza di almeno 10 metri – che è reduce da Piazza del Popolo, dove è lunga la fila per chi si reca alle Poste Centrali.
Evitiamo il centro, percorrendo Via Cecchi, Via  Mastrogiorgio, Via Mengaroni, Via Mazzini, Via Passeri. Tagliamo per Via Oberdan e siamo davanti al Pronto Soccorso dell’Ospedale san Salvatore. Il nostro pensiero va a chi da sempre, ma in particolare in questi ultimi mesi, lotta per salvare le nostre vite, ai medici e agli infermieri, ai soccorritori ma anche agli addetti alle pulizie, mai così importanti. Grazie, mille volte grazie.
Il ricordo è per le tante persone che non sono più con noi, per gli esiti del Covid-19 o per altre malattie. Penso agli amici Ezio, Flaminio, Gianfranco, Giovanni, Marcello, Massimo, ma anche ai tanti che conoscevo solo di nome. Che la terra vi sia lieve.
Si torna verso casa, passando ancora una volta in zona San Decenzio. Poi Via Belgioioso, Via Trometta, Via del Novecento, Strada Castagni, Via dei Condotti, fino a salire il bellissimo Sentiero della Santa Croce, riservato a chi cammina, quindi proibito ai ciclisti. Nella terra ancora bagnata dalla pioggia recente le tracce di pneumatici delle mountain bike, perché – detto con il dispiacere di chi ama pedalare con questa bicicletta – non c’è niente da fare, purtroppo, se le autorità non intervengono: chi nasce poco educato non impara le regole neppure con ciò che impone il Covid-19.

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